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Ogni mercoledì, ore 19:00 - Ne riparliamo a Budapest

domenica 19 aprile 2009

Separati alla nascita







Toto Cutugno e Caetano Veloso: una somiglianza impressionante

martedì 14 aprile 2009

Avventurieri fuorilegge o gente comune?

In tutti i circoli ricreativi italiani e in molti tipi di locali pubblici e alberghi è obbligatorio appendere a una parete una nota della questura che è ricettiva delle norme vigenti, in particolar modo dell’articolo 86 di un Regio decreto del 1931, denominato Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza.

Questo decreto, aggiornato varie volte fino al 2008 è ancora in vigore.
Va integrato con quanto dispongono gli articoli 718 e seguenti del Codice Penale e con diverse leggi varate dal 2001 ad oggi.

Viene dunque riportata nei locali la “Tabella dei giochi proibiti”, secondo la quale vengono vietati moltissimi giochi, alcuni all’apparenza anche innocui. Si tratta di giochi conosciuti e misconosciuti, arcaici o ancora in voga, tra le popolazioni italiane del nord, del centro e del sud.

Ne cito alcuni: Sette e mezzo, Tombola, Asso sbarazzino, Poker, Zecchinetto, Baccarat, Briscola Francese.
Ma non mancano in questa lista il biliardo e il biliardino, le macchine da gioco, le scommesse, le macchine che danno in vincita una posta in palio superiore a venti volte l’importo inserito per giocare.

Alcuni nomi sono enigmatici, e gli avventori che leggono si sbizzarriscono nelle più fantasiose interpretazioni: la Passatella al tocco, il Gibellino (che poi non sarebbe altro che il “testa o croce”), la Rollina, lo Zurlo, la Bazzica, la Parigina.

Sono inoltre proibiti i videogiochi ai minori di 16 anni.

In teoria anche le famiglie che il 25 dicembre si riuniscono negli alberghi vacanzieri a giocare a tombola o a rubamazzo violerebbero le leggi del codice penale.

Nella vita reale, però, emerge in modo chiaro come la tolleranza di quei giochi a volte più, a volte meno innocenti che vanno per la maggiore è tangibile ed anzi promossa dallo Stato stesso.

Non è lo Stato infatti che autorizza la nascita dei Casinò municipali, delle sale bingo? Le lotterie, i gratta e vinci, la schedina del totocalcio e tante attività simili sono gestite dallo Stato.

Il problema non è stabilire se il gioco d’azzardo sia legale o meno, e non lo è nemmeno la discordanza di leggi vecchie e nuove (i governanti si adeguano al buonsenso, e le forze di polizia agiscono solo nei casi più gravi (mancanza di permessi, frodi, macchinette truccate, somme troppo alte giocate tra privati a carte).

Il vero problema è di natura morale: deve ancora, lo Stato, avere un ruolo di educatore?

La perdita di beni o di grosse somme può mettere sul lastrico famiglie intere e avere effetti drammatici.
E’ per questo che fa un po’ storcere il naso vedere le tv nazionali pubblicizzare le agenzie di scommesse che invitano a giocare a poker con soldi veri, tramite internet.

E’ sempre per questo stesso motivo che si dovrebbe riaprire un dibattito serio su fino a che punto debba essere consentito lasciarsi trascinare dall’adrenalina del gioco.

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Importante- Nuovo comunicato stampa (13 Aprile) di Rifondazione Comunista

A Camarda da sabato sera la cucina di Rifondazione Prosegue incessante l'impegno di solidarietà attiva di Rifondazione Comunista.Da sabato sera abbiamo installato una nostra cucina anche a Camarda, paese che giustamente lamentava carenza di soccorsi.Riassumiamo i primi numeri della solidarietà attiva di Rifondazione Comunista.Rifondazione al momento ha montato e gestisce, in coordinamento con la Protezione Civile, le cucine nei 2 campi di San Biagio (Tempera) e Camarda per circa un migliaio di sfollati.Su Pescara sono stati attivati 10 magazzini per lo stoccaggio degli aiuti e da domani se ne aggiungerà un altro da 1000 metri quadri.Almeno 40 volontari a rotazione si alternano a Pescara nei vari magazzini in turno dalle 8,30 alle 22 tutti i giornoi compresi Pasqua e Pasquetta.Sono stati attivati altri punti di raccolta nelle nostre sedi di Chieti, Teramo, Giulianova, Città S.Angelo, Cepagatti, Spoltore, Loreto Aprutino, Manoppello, Sambuceto, San Vito Chietino e in numerosi altri piccoli centri.Stiamo garantendo la presenza giornaliera di almeno 40/50 volontari sui campi dove operiamo.7/8 furgoni ogni giorno fanno la spola tra i nostri depositi di Pescara e le aree del sisma rifornendo i nostri campi e anche le varie tendopoli dei piccoli centri.3 furgoni si muovono sulla costa per rifornimenti agli sfollati negli alberghi o nelle case vacanze.La sede regionale di Pescara sta funzionando dal primo giorno come centro di coordinamento, aperto dalle 8,30 fino a notte, raccogliendo richieste, segnalazioni, disponibilità solidali ai numeri 085/66788 e 085/61106.Finora sono arrivati circa 100 furgoni da ogni angolo d'Italia in tutte le ore della notte con aiuti raccolti dalle federazioni di Rifondazione, da associazioni e gruppi spontanei.Centinaia di persone hanno donato viveri ed indumenti in questi giorni portandoli nelle nostre sedi (a Pescara presso il circolo Gramsci di Piazza Grue).Abbiamo ricevuto decine e decine di lettere e mail di solidarietà da associazioni di ogni genere, dalle cooperative di exdetenuti agli ultras di varie città italiane.Ai nostri telefoni sono state raccolte centinaia di offerte di volontariato per le prossime settimane e la disponibilità di centinaia di posti letto – appartamenti e stanze in Abruzzo e nel resto d'Italia che stiamo smistando a chi ne fa richiesta.Abbiamo attivato un conto corrente bancario "Rifondazione per l'Abruzzo" sul quale stanno arrivando sottoscrizioni da tutta Italia. E' POSSIBILE SOTTOSCRIVERE ON LINE: https://www.paypal.com/cgi-bin/webscr?cmd=_s-xclick&hosted_button_id=2709047Ringraziamo tutte le persone che si stanno mettendo a disposizione, dalle decine di animatori pronti per il nostro asilo popolare ai diversi gruppi musicali e teatrali pronti ad animare i campi e, in particolare, le tante aziende che ci hanno contattato per offrire materiali di ogni genere. Marco Fars, segretario regionale PRC Maurizio Acerbo, consigliere regionale PRC ........................................................................................................................................
R I C H I E S T A R I F O R N I M E N T I
aggiornamento 13/04/09


INTIMO (NO USATO):
Pigiami – slip – canottiere – reggiseni – calze

IGIENE PERSONALE:
Pasta adesiva per dentiere – pasticche per dentiere - spugne da doccia nuove – sapone liquido – salviettine umidificate – dentifricio – spazzolini – schiuma da barba – rasoi – shampoo – assorbenti – detergente intimo – fazzoletti di carta – bacinelle per acqua – deodoranti donna/uomo – pomate e creme (adulti e bambini) – cotton fioK–

UENSILI:
Guanti in lattice da casa – spugne nuove per piatti – scolapasta – utensili da cucina – taglieri – vettovagliamento monouso – vassoi alimenti monouso – pettini – torce da campo – torce a dinamo – pile per torce - stendipanni e mollette

ALIMENTARI:
The – cacao in polvere – orzo – latte in polvere – caffè solubile – condimenti spezie/odori – olio per frittura – riso

PULIZIE:
Amuchina - detersivo per panni – detersivo per piatti – candeggina – sgrassatori – sacchetti immondizia – strofinacci - bidoni – taniche per acqua

VARIE:
Cosmetici – creme solari – ombrelli – K-way - –– bustine assorbi colori – pellicola alluminio – pellicola per alimenti - stufe a olio – gazebo a fisarmonica

MATERIALE SANITARIO:
Farmaci esclusivamente d’uso comune (aspirina, antinfiammatori) – acqua ossigenata citrosil – garze – cerotti

INDUMENTI
Tute uomo/donna – ciabatte (nuove) - cinte

Per il momento abbiamo sospeso le forniture di vestiario, latte, omogeneizzati, alimenti per bimbi ed acqua

Avvertenze: solo alimenti a lunga scadenza, indicare date di scadenza, se si consegna materiale dentro scatoloni (grandi raccolte) dividere il più possibile per tipologie,per gli indumenti dividere per tipologie e taglie

“Brigata di Solidarietà Attiva”
Partito della Rifondazione Comunista
Tel. 085 66 7 88

mail info@rifondazioneabruzzo.org
web http://www.rifondazione.it
http://www.partitosociale.org
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PUNTI RACCOLTA ABRUZZO
PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA – PARTITO SOCIALE

PROVINCIA DI PESCARA

PESCARA C/O CIRCOLO “A. GRAMSCI”
piazza dei Grue, 39
orario 09.30 – 21.30
tel. 08566788

CITTA’ SANT ANGELO C/O CIRCOLO PRC
via Petruzzi (vicino clinica Villa Serena)
orario 10.00 – 13.00 / 15.00 – 20.00
tel. 3397531059

CEPAGATTI C/O CIRCOLO PRC “A. GRAMSCI”
viale Duca degli Abruzzi
orario 17.00 – 20.00
tel. 3937703631

SPOLTORE C/O Area E-spò
via dietro le Mura, 16/1
tel. 3335327500 – 3385619192

LORETO APRUTINO C/O CIRCOLO “P. IMPASTATO”
via dei Normanni, 5
orario 09.00 – 19.00
tel. 3392130511

PROVINCIA DI CHIETI

CHIETI C/O FEDERAZIONE PRC CHIETI
viale Majella, 72
orario 08.00 – 20.00
tel. 0871401151
cell. 3316821388

SAMBUCETO C/O CIRCOLO “P.IMPASTATO”
via Manzoni, 3
orario 09.30 – 13.30 / 14.30 – 20.30
tel. 3465703126

SAN VITO CHIETINO C/O CENTRO SOCIALE “L’ARREMBAGGIO”
orario 08.00 – 17.00
tel. 3395852959

PROVINCIA DI TERAMO

TERAMO C/O FEDERAZIONE PRC TERAMO
via della cittadella, 11
tel. 0861241511

GIULIANOVA C/O CIRCOLO RPC “P. DI MASSIMANTONIO”
corso Garibaldi, 43/45
orario 09.30 – 13.30 / 15.00 – 19.30
tel. 3471139192

martedì 7 aprile 2009

Rifondazione: Allestito un campo a Tempera (nei pressi di Paganica)

Comunicato stampa 7 aprile 2009
RIFONDAZIONE COMUNISTA: ALLESTITO CAMPO A TEMPERA

Prosegue il lavoro di solidarietà attiva
con le popolazioni aquilane.
Abbiamo approntato con i compagni della Federazione del PRC di Roma n.2 cucine da campo che sono state montate in località Tempera (vicino Paganica).
Abbiamo attivato vari centri di raccolta per COPERTE, VESTIARIO, PASTA, SCATOLAME, LATTE, OLIO, PELATI, ASSORBENTI, PANNOLINI, ACQUA, BISCOTTI, CAFFE', TE' ecc.:
. Pescara presso Circolo A. Gramsci in Piazza dei Grue 39 (tel 085/66788),
. Chieti presso la Federazione PRC, via Maiella 76 (tel. 0871/401151),
. Teramo presso la Federazione PRC, via della Cittadella 90 (tel. 0861/241511).
Ringraziamo le decine e decine di persone che ci hanno chiamato da tutta Italia per dare la propria disponibilità come volontari o per ospitare gli sfollati.
Chi volesse rendersi utile come volontario per i campi in allestimento può chiamare lo 085/66788.
Chi è disponibile ad ospitare persone e famiglie sfollate può chiamare lo 085/61106
Abbiamo attivato un conto corrente bancario per raccogliere fondi
RIFONDAZIONE PER L'ABRUZZO IBAN: IT32J0312703201CC0340001497
Ricordiamo di evitare di muoversi autonomamente ma sempre coordinandosi con strutture organizzate e protezione civile.
Tutte le info sui siti www.rifondazionepescara.net; www.rifondazione.it e
www.rifondazioneabruzzo.org o chiamando lo 085/66788

Marco Fars, segretario regionale PRC
Maurizio Acerbo, consigliere regionale PRC

P.S.: tra i tanti che si sono attivati vogliamo ricordare un compagno di Torino che è arrivato a Pescara questa notte alle 4,22 in treno per consegnarci 2.700 euro raccolti ieri mattina tra i compagni di Rifondazione.

lunedì 6 aprile 2009

Dati e considerazioni sul terremoto a L'Aquila.

Riguardo alle notizie precise e dettagliate sul terremoto che ha gravemente colpito l'Hinterland dell'Aquila, ormai si stanno dispiegando le energie di intere redazioni di testate nazionali, televisive, cartacee e on-line

Vorrei solo accennare alcuni dati e cosiderazioni: i morti accertati fino ad ora, 14.47 del 6 Aprile 2009, sono circa 50, ma come è normale in questi casi, questo numero salirà di molto, purtroppo.

Dal 14 Dicembre fino a oggi L'Aquila sta subendo una lunga serie di scosse non particolarmente forti. Quella di ieri notte, avvenuta all'incirca alle 3 e 30, è stata fortissima, e ha raggiunto il grado di 5,8 magnitudo della scala Richter.

I danni si alle case e alle persone si son riscontrati sostanzialmente solo nella zona dell'Aquila.

Anche io però, che vivo a Pescara sulla costa, a 80-100 km dall'Aquila, sono stato svegliato da un forte rumore.Sembrava che vi fosse un vento molto forte che scuotesse le imposte delle finestre.
Per un po' la casa ha tremato.

Proprio ieri avevo letto per caso che nel 1915 l'Abruzzo fu colpito da un terremoto che come potenza superava addirittura quello di Messina, classificandosi tra i più grandi terremoti degli ultimi 100 anni in tutto il mondo, con una rilevazione di 7,5 magnitudo della scala Richter. I morti furono 35 000 circa.

Il terremoto di Messina del 1908, pur essendo meno forte nell'intensità (7,1 magnitudo, provocò oltre 100 000 morti.

Uno tecnico che risiede in Abruzzo, Giampaolo Giuliani, aveva predetto una forte scossa sismica per il 29 Marzo, a Sulmona. Aveva dunque allertato il sindaco.

E' stato denunciato per procurato allarme dalla magistratura.
Secondo lui, i terremoti si possono prevedere, perchèsia lui che i sismologi possono monitorare la fuoriuscita dal sottosuolo di un gas chiamato radon, che si libera prima che un terremoto sia avvertibile da tutti.

La sua vicenda è ben raccontata da un'intervista di ieri, su "Il Giornale":
http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=341979


I terremoti sono un evento naturale, che non può essere evitato. Sono ciclici, e in una zona sismica si sa che si ripeteranno, non si sa quando e con quale intensità. Vi è solo la certezza.

Molto però si può fare in termini di organizzazione preventiva, tenendosi pronti il più possibile a queste emergenze e costruendo le nuove abitazioni secondo criteri antisismici.

Questa catastrofe deve servire da monito per il futuro a farci trovare pronti.

giovedì 26 marzo 2009

Cinema - Takeshis'


Parlare di Takeshis’(scritto proprio così, non è un genitivo sassone), presentato fuori concorso alla mostra del cinema di Venezia del 2005, non è semplice.Kitano con esso volle recitare il requiem del suo vecchio modo di fare cinema; si sarebbe dedicato ad altri temi, tra cui alcune tematiche femminili. L'artista Giapponese aveva da tanto tempo in mente di fare questa opera autobiografica, vincendo solo dopo diversi anni le riluttanze dei suoi produttori. Essi avevano intuito la rischiosità del film, inizialmente concepito in maniera ancora più sofisticata di come appare attualmente.

Takeshis’ è un film bellissimo, colto, elegante formalmente e nei contenuti, con una fotografia superba. Il suo unico grave difetto, che però è almeno in parte, inscindibile dagli elementi che ne fanno un’opera magnifica, è che è un film complesso, di non facile lettura.

Due sono le reazioni che può avere lo spettatore che si imbatte in questo film: la prima è di noia, dopo 5, 10, 20 minuti o più, a seconda della pazienza individuale e dello stato d’animo.
La seconda è quella di chi comunque comprende di essere di fronte ad un’opera complessa, ma densa di significati e di raffinate invenzioni, nonché pervasa da un’atmosfera onirica e rarefatta.

E’ un film che assomiglia molto a “8 e mezzo” di Fellini, con i suoi riferimenti autobiografici e le fantasie che si sovrappongono una sull’altra senza un’apparente logica. E anzi Kitano gioca fino all’ultimo fotogramma con lo spettatore: proprio mentre la narrazione sembra ricondursi alla realtà, tutto diventa di nuovo oscuro.

Se però si segue il consiglio dato dallo stesso autore, ovvero quello di godersi il film come un susseguirsi di immagini che non sono altro un collage di sue fantasie introspettive, il film può diventare molto piacevole. Il regista raccomanda di guardarlo più di una volta, per comprenderlo appieno.

Aggiungo io: fatelo, ne vale la pena.

Piccola introduzione al film
Takeshi Kitano è ormai un uomo affermato: dopo essere stato per molti anni un amato istrione televisivo (ricordate “Mai dire Banzai?” In Giappone si chiamava Takeshi’s castle e lui ne era l’autore), oggi è una star internazionale con fans in tutto il mondo.


Kitano fa un film in cui immagina di incontrare un suo sosia, che gli viene presentato da un suo vecchio collega.
Lui fa finta di non riconoscere il suo vecchio collega (si tratta di un'altro veterano del programma Mai dire Banzai), ma costui gli offre una sorprendente scoperta: c'è un uomo che gli assomiglia come una goccia d'acqua e glielo presenta.

Si tratta di un umile commesso di un supermarket. Kitano rivede in lui sè stesso da giovane. All'epoca aveva un’esistenza stentata, senza gloria e faceva provini cinematografici nell’attesa che qualcuno si accorgesse di lui.

Il maturo attore e regista decide di fare di questo Carneade il protagonista del suo nuovo film. All'opera parteciperanno tutte le persone che affollano la sua vita di tutti i giorni: la sua ragazza, la sua ex moglie, il suo assistente, la sua produttrice, due comici obesi (“300 chili di barzellette”) e un padre che, come nella tradizione, fa fare al figlio adolescente ruoli di donna nel teatro giapponese.

Come contrappasso, l'ex moglie interpreterà un’arpia onnipresente che gli metterà continuamente i bastoni tra le ruote; il suo assistente, che tratta male un tassista ma secondo Takeshi non è nemmeno in grado di guidare un’auto, farà proprio il conducente di un taxi; la sua giovane fidanzata, visto che ha fatto gli occhi dolci al suo ex amico, sarà la ragazza di costui.

Inoltre vi saranno anche altri personaggi, come quelli che giocano al Majong con lui, compreso un esponente della jakuza.  Anche i giovani di una compagnia di danza, con cui lui si sofferma a scherzare negli studi televisivi, faranno parte del film.



Tutto il suo mondo, insomma, si traspone nel suo alter ego sfortunato, impersonato da un clown senza successo.

Nel mondo del Takeshi povero, tutti i personaggi della vita del Takeshi reale sono altre persone, e fanno una vita diversa.

Il Takeshi clown sogna di sfondare nel cinema, fa delle audizioni, ma viene costantemente deriso.
In un mondo in cui prevale la maleducazione e i miti del cinema sono proprio quei Takeshi Kitano dei Gangster movies, che credono di risolvere tutto con delle revolverate, lui ha vita dura.
 

Un giorno, finalmente, la sua vita cambia: diventa un attore professionista, vincendo un provino; avrà soldi, ricchezze, donne.

Il film si conclude dove era iniziato: Il Takeshi ricco e famoso si sveglia, si è appisolato durante una seduta di body painting; si torna alla realtà dopo una straordinaria avventura onirica che coincide col film stesso.


Scene di grande pregio.
Nel film si possono isolare dei momenti di grande cinema: esso è così denso di riflessioni, di stranezze tipiche dei sogni e di atmosfere rarefatte, che esso non può essere classificato nella media di un semplice buon film.

Facciamo qualche esempio.
- La simbologia del Taxi: quell'auto che Kitano guida rappresenta il mondo del cinema in cui tutti vogliono entrare, per diventare attori.
Alla fine , tutto si risolve in una sparatoria e tutti diventano degli astri luminosi volando in cielo: si trasformano, insomma, in stelle del grande schermo.

- La ripetizione quasi ossessiva della scena in cui Takeshi Kitano spara con ben due pistole è riproposta in tutte le salse, anche al rallentatore.


L’autore è esausto di fare lo stesso tipo di film.

C’è voglia di autoironia: il vero Kitano non è quello davanti alla macchina da presa, sempre sicuro, che non muore mai nonostante tutti gli sparino. E’ una persona normale, che ora è rispettata per la sua posizione di potere, ma una volta non lo era.
E’ un uomo in cui covano delle insicurezze, come nel Takeshi-clown. Il pagliaccio è la parte di lui che si sente tradita.


- Anche col balletto del mafioso morente, molto divertente, e con la sparatoria che lo accompagna, si vuole fare pulizia, una volta per tutte, del vecchio film yakuza.


Sono sparatorie catartiche; Kitano le mette in scena per l'ultima volta per poi sbarazzarsene definitivamente.

- Verso la fine, c’è una bellissima scena in cui la sua ragazza esegue su una spiaggia, con un pallone da calcio, un perfetto esercizio di ginnastica artistica, come quelli che si vedono alle olimpiadi.
La spiaggia probabilmente è vera, anche se Takeshi ha fatto vedere mezz’ora prima come, grazie a degli ottimi schermi che fanno da sfondo, si può creare una location grandiosa e realistica.

“Sono solo films, non sono la mia vita vera”, sembra continuare a dire il regista nipponico, che si permette il lusso di far resuscitare anche i personaggi che poco prima aveva ucciso: è quasi un invito per lo spettatore alla non emulazione e a distinguere tra finzione e realtà. Sa probabilmente di aver dato il cattivo esempio, indirettamente: un film sulla mafia è visto da tanta gente, e non tutti hanno sufficiente senso critico per guardarlo nella giusta maniera.
 

Takeshi's sembrava un capitolo chiuso nella storia del suo autore. Era il 2005, nel frattempo egli ha prodotto altre opere, ma dopo qualche tentativo, è tornato al filone "gangster". La vita è fatta anche di cambiamenti e di ritorni.






mercoledì 25 marzo 2009

lunedì 16 marzo 2009

Notizie - Pescara. Valloreja fa il bis. Nuovo comizio vicino al "Ponte del mare"


Si è ripetuto, a distanza di 8 giorni.



Dopo il comizio a sorpresa in Piazza della Rinascita, in cui, tra le tante invettive, aveva preso di mira la statua di Toyo Ito, domenica l’oggetto delle sue critiche è stato il “Ponte del mare”. Lorenzo Valloreja, leader della lista civica “Semper fidelis luci” ha scelto dunque di porre un tavolino nei pressi del porto turistico già dalla tarda mattinata, per avere un contatto diretto con i cittadini.




Poco dopo le 16, ha preso il microfono ed ha iniziato a cercare il dialogo con la discreta folla di pescaresi che ha approfittato della giornata festiva per compiere una delle prime passeggiate sulla nuova ed elegante zona pedonale limitrofa al porto turistico.




“E’ un’occasione persa”, ha spiegato così il suo pensiero; “avrei visto bene quel ponte come un collegamento carrabile, che avrebbe consentito di smaltire bene il traffico di Pescara”.




Inoltre vorrei soffermarmi su un altro aspetto: pare infatti che una parte dei soldi (all’incirca un milione e mezzo di euro) che finanziano l’opera, sia frutto di una donazione da parte di imprenditori locali.




Io sono del parere che, anche qualora non vi sia uno scambio di favori dietro questa donazione, sia buona regola per gli amministratori evitare il sospetto dei cittadini. La trasparenza non è un optional nella vita politica di tutti i giorni”.




Il suo discorso è stato interrotto da uno scambio di vedute con Edvige Ricci, noto esponente cittadino della sinistra ambientalista, che si trovava a passare in quel tratto di riviera e che non ha condiviso i modi e i contenuti della protesta di Valloreja.




Oltre al comizio, il pomeriggio mite di ieri ha fornito anche l’occasione per gli appartenenti alla lista “Semper fidelis luci” di illustrare il proprio programma e di sottoporre un questionario ai cittadini per conoscerne il parere.




Valloreja ha anche aggiunto che non si fermerà qui e che continuerà a fare comizi nei prossimi giorni cercando il contatto con la gente comune.

giovedì 12 marzo 2009

La geniale analisi di Ivan D'Alberto, critico d'arte, sul Wine Glass di Toyo Ito.

Riporto qui un articolo molto interessante

"Che la competenza spesso non sia passata da queste parti, tanto meno a Pescara, non è una novità, e che persino gli operatori culturali più in voga del momento non abbiano approfittato della gustosa occasione per dare una diversa chiave di lettura all’accadimento, è sinonimo di quanta poca prontezza c’è in questo angolo di provincia italiana".


A parlare è Ivan D’Alberto, direttore del Museo di Arte Contemporanea di Nocciano, che si esprime così sulla questione 'Huge Wine Glass' di Toyo Ito: "Ad esporre il proprio punto di vista sull’argomento - dice D'Alberto - sono stati in molti. Per primi i politici locali i quali, pur non capendo nulla di Arte Contemporanea, hanno approfittato dell’incidente, che gli si è presentato su un piatto d’argento, per fare quello che solitamente fanno: strumentalizzare la vicenda e alzare il solito polverone per dare il colpo di grazia a chi ormai ha già abbondantemente toccato il fondo".


Ma, per D'Alberto, "Nessuno, tra maggioranza e opposizione, ha fatto una riflessione un po’ più colta cercando di andare oltre i soliti argomenti e capire il significato intrinseco che caratterizza tutta la vicenda “Huge Wine Glass”. Tutti hanno dato una soluzione al problema ma nessuno si è accorto che la più semplice è quella sotto gli occhi di tutti".


D'Alberto cita 'La sposa messa a nudo dai propri scapoli' di Marcel Duchamp: "E' costituita da due lastre di vetro verticali su cui l’artista ha disegnato, con filo di piombo, figure meccaniche che paiono prigioniere del materiale stesso: un po’ come il calice rosso di Toyo Ito nella fontana pescarese".


L’opera di Duchamp, spiega D'Alberto, "è particolarmente fragile, e mentre l’artista era impegnato a lavorare sopra il vetro, questo si ruppe. Duchamp si arrese? No, smise semplicemente di lavorare alla sua opera, lasciandola così com’era, resa compiuta dall’effetto dell’incidente.


Egli finì col considerare l’imprevisto stesso un intervento del Caso convincendosi subito a lasciare il vetro rotto senza tentare alcuna riparazione. La fontana di Toyo Ito colpita da sventura, errore progettuale, di lavorazione o semplice Caso, come simpatico deja vu, forse proprio adesso che è rotta rappresenta l’immagine precisa della Città.


La fontana è Pescara che tenta di mostrarsi bella, ma è una bellezza debole di contenuti che implode e che si sgretola su se stessa. A mio avviso, la fontana anche se rotta deve rimanere al suo posto così com’è".
(Fonte: Abruzzoblog)
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Questo articolo fa bene il terno con quelli riportati qui in basso: la mia opinione, e, due post più giù, quella di Lorenzo Valloreja che, pur essendo di natura politica diventa involontariamente un' interpretazioe concettale e artistica di un certo rilievo.

Il dibattito diventa brillante: si sovvertono le le carte in tavola.

Mi diverte constatare che c'è chi ha sagacemente spostato l'attenzione non sul fatto tecnico della rottura "Wine glass", non sul caso politico che la riguarda,

ma sul lato concettuale dell'opera, e la sua resa artistica.

Arte e vita non sono scindibili: non solo l'uomo è scultore dell'opera, ma anche il clima, il tempo, la casualità. (E secondo me anche gli operai del comune).