Quando tra la fine degli anni '80 e il principio degli anni '90 Italia 1 aveva carica innovativa e lo sguardo rivolto ai giovani, nacquero i programmi Venerdì con Zio Tibia e Notte Horror.
Stavolta abbiamo assistito a un revival per gli amanti del genere.
Notevoli sono state le numerose gaffe dei due portieri, nonchè le varie disattenzioni nel far filtro a centrocampo e nella reattività delle difese.
Il Pescara ha dato fondo al peggio del suo repertorio, mancando di concentrazione e di forma fisica, al cospetto di un rispettabile ma modesto Forlì.
Quando poi sembrava aver ripreso la partita per il capelli, il Delfino si è inabissato di nuovo, in maniera definitiva e catastrofica.
Le azioni
Al 14' Meazzi penetra in area incontrastato e ruba il pallone al portiere Veliaj, che potrebbe tentare di coprire meglio lo specchio ma prende il goal.
Il Pescara sembra andare forte, ormai pronto al decollo dopo la vittoria nella partita precedente.
Invece dopo due minuti una disattenzione della difesa e del portiere Saio consentono il pareggio con Munaretti, di testa. Siamo al 16' minuto soltanto.
Dopo soli 4 minuti, al 20', Petrelli supera il disattento Saio, complice la difesa Adriatica: 2 a 1.
Al 24' Macrì con un tiro da fuori conclude per il 3 a 1.
Pellacani inoltre si fa espellere per una manata quasi alla Loris Stecca a Petrelli, al 33', lasciando gli ospiti in 10.
Nella ripresa il Pescara parte spingendo e basta quel poco di pressione per pareggiare i conti prima con Ferraris, di testa, (dopo una disattenzione generale della difesa su un cross),
poi con Guccione su rigore.
La gara sembra totalmente aperta ma il Delfino va a picco: cross da lontano sulla destra di Farinelli, sponda di testa di Petrelli e tocco di Coveri in rete: siamo all'85'.
Un doppio fallo di mano Pescarese genera il rigore trasformato da Petrelli al 95': 5 a 3.
Su un tiro dalla distanza di Farinelli privo di troppe pretese, al 100' Saio respinge di bagher, come nella pallavolo; Petrelli ribadisce in rete a pochi metri dalla porta: 6 a 3.
Conclusioni
Il Forlì è sembrato più pronto atleticamente e più concentrato, mentre il Pescara ha mostrato una involuzione preoccupante rispetto alla prima sfida di campionato con la Vis Pesaro. Non abbiamo visto doti come il recupero del pallone, la grinta e la reattività, mentre la difesa ha sofferto i cross e le palle alte.
Punti di riferimento della squadra come Merola e Meazzi sono apparsi sottotono, mentre il portiere Saio, che aveva tenuto la scena bene in serie B per tutto il girone di ritorno, esce ridimensionato dal piccolo stadio Tullo Morgagni.
L'impianto Romagnolo, dotato di 3466 posti a sedere, stasera (Sabato 29 Agosto) era animato da un pubblico di casa amorevole e infine soddisfatto, nonostante le tribune poco gremite: un totale di 920 anime hanno dato calore all'evento.

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