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martedì 7 ottobre 2025

Salis libera col voto dell'Europarlamento: ecco il vero volto dell'Unione Europea

Gli Italiani che lavorano in Ungheria portano idee, bellezza ed energie nuove e devono lottare ogni giorno. Qualcun altro invece giunge col manganello e viene premiato.



Ilaria Salis col pugno sinistro alzato dopo la conferma della immunità


Chi vuol perseguire la filosofia del quieto vivere non può fare politica, ne' essere uno statista. 

Quando ogni principio è frutto di contrattazioni e basta utilizzare il voto segreto per far scendere la notte più buia nella democrazia europea, vuol dire che ci sono troppe donne e uomini senza onore che si nascondono tra i banchi assembleari di Bruxelles.

Con 305 favorevoli, 306 contrari e 17 astenuti, nel voto parlamentare per revocare l' immunità ad Ilaria Salis ha prevalso il No.

Gl assenti non sono stati pochi: ben 90.


I "Franchi Tiratori"

Già prima della votazione i giornali avevano ampiamente preannunciato che ci sarebbe voluta una quarantina di franchi tiratori del Partito Popolare Europeo per ribaltare i pronostici che davano favorevole la revoca e questi galantuomini e gentildonne alla fine si sono trovati.

Il PPE infatti aveva annunciato di voler votare per la revoca e qualcuno al suo interno, invece, facendosi scudo dello scrutinio segreto voluto dalla sinistra, ha potuto esprimere la propria pochezza morale e aprire una sorta di mercatino.

Si tratta di obiettori di coscienza oppure costoro hanno ricevuto in cambio qualcosa?

Quale è stato il famoso piatto di lenticchie per cui hanno venduto la propria coscienza, probabilmente già ampiamente corrotta?


Il quieto vivere

Un'altra ipotesi mi sovviene: la restituzione della Salis all'Ungheria e la sua nuova detenzione avrebbero scatenato mesi di proteste e di polemiche da parte degli oltranzisti di sinistra.

Può darsi dunque che per quieto vivere, un non trascurabile numero di parlamentari Italiani abbia voluto prevenire uno scenario del genere.

Se così fosse, si farebbe passare il principio che chi strilla di più ha ragione e che si ceda ai ricatti piuttosto che mantenere un punto importante.

Sotto esame oggi c'è il centrodestra. Non sono loro a governare in Italia? Non devono mettere in pratica i principi per cui sono stati votati sia per il Parlamento di Roma che per quello di Bruxelles?


Chi protegge Ilaria Salis?

I leader del centrodestra dovevano vigilare, in vista di questo voto, che le cose andassero nella maniera dovuta, chiamando a rapporto i diretti interessati e scoraggiandone l'assenteismo (oggi gli scranni vuoti non erano pochi).

Avrebbero dovuto invitarli a guardarsi allo specchio e a conservare un minimo di orgoglio. Così non è stato.

Chi sbaglia deve pagare. Chi si proclama  innocente, deve farsi giudicare e non deve scappare da una giustizia seria come quella Ungherese.

Ilaria Salis è stata arrestata su un taxi con un manganello retrattile in tasca dopo una giornata di pestaggi. Uno dei sodali che era con lei in macchina si è dichiarato colpevole e se l'è cavata con poco (altro che i 24 anni da lei paventati).

Ilaria Salis ha precedenti penali per lancio di immondizia e ingiurie alle forze di polizia e deve all'Aler di Milano 90 000 euro per occupazione abusiva di un alloggio comunale.


Il centrodestra non sta facendo il centrodestra

I partiti di governo non  hanno il coraggio di mettere in pratica buona parte di quello che promettevano quando erano all'opposizione.

Non erano loro a volere ordine e legalità? 

E allora le ONG dovrebbero essere messe fuorilegge, chi trasporta migranti illegalmente (facendoci anche soldi su) deve scontare svariati anni di carcere, 

chi si reca illegalmente dall'Italia in un altro paese, per emigrare, per delinquere o per provocare un altro governo nelle sue acque territoriali altrettanto deve scontare punizioni dure.

Chi sabota i cantieri della TAV, chi blocca le strade e le rotaie è un criminale e deve essere perseguito.

Non ci sono sfumature. Non ci sono punti di vista.

La nostra classe dirigente è molto brava con la diplomazia ma qualche volta occorre durezza. Non tutto è negoziabile.


Ecco i miei precedenti articoli in merito:


https://andrearusso1979.blogspot.com/2024/01/isabella-salis-colpevole-o-innocente.html

https://andrearusso1979.blogspot.com/2024/02/ilaria-salis-non-e-maestra-ed-ha-una.html

https://andrearusso1979.blogspot.com/2024/02/foto-di-alcuni-aggrediti-nei-pestaggi.html

https://andrearusso1979.blogspot.com/2024/04/ci-sono-scurati-di-nome-e-scurati-nel.html

lunedì 6 ottobre 2025

domenica 5 ottobre 2025

L'Italia ha una nuova Festa Nazionale: il giorno di San Francesco, già patrono d'Italia


San Francesco è il santo patrono d'Italia insieme a Santa Caterina da Siena. Con l'approvazione della maggior parte delle forze politiche, inclusa quasi tutta l'opposizione, è stata reintrodotta la sua celebrazione come giorno ufficialmente festivo.

Dal 2026 il 4 Ottobre sarà considerata Festa Nazionale e quindi gli uffici pubblici saranno chiusi, fatte salve le eccezioni che riguardano i servizi pubblici di improrogabile necessità.



Nelle aziende resterà in uso l'opzione di accordare il giorno libero ai dipendenti o retribuire la giornata con un extra a seconda degli accordi di categoria (Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro)

La festa Nazionale del 4 Ottobre era stata soppressa dalla legge 54 del 1977, che abolì anche l'Epifania (6 Gennaio), San Giuseppe (19 Marzo), l'Ascensione (40 giorni dopo Pasqua), il Corpus Domini (60 giorni dopo Pasqua), i santi Pietro e Paolo (29 Giugno).



L'Epifania fu reintrodotta con il Decreto Presidenziale 792 del 1985, dopo che l'anno prima era stata già rimessa in vigore per le scuole.

Il 23 Settembre la Camera ha approvato la nuova festività con 145 voti a favore, 45 astenuti e 31 contrari. Quasi plebiscitario, invece, è stato il responso del Senato: 247 favorevoli, 8 astenuti e 2 contrari.

Siccome il 4 Ottobre cade di Domenica nel 2026, sarà possibile beneficiare di questo giorno di riposo in più nel 2027.




Autosabotaggio del Pescara al Marassi: un secondo tempo fuori controllo spiana la strada alla Samp


Nella foto: Vincenzo Vivarini

"Si è spento il sole e chi l'ha spento sei tu": così cantava Celentano nel 1962, su testo di Beretta e Del Prete. Di certo nello spogliatoio del Pescara c'è stato un blackout, visto il calo di prestazione nel secondo tempo a Marassi.

Se ne deduce che:

1 La squadra non ha ancora raggiunto una forte conoscenza degli schemi di gioco; tale fattore le darebbe dei punti di riferimento e le permetterebbero di non sbandare.

2 Mentalmente manca ancora la voglia di giocare e di divertirsi fino alla fine, prendendo coscienza dei propri mezzi e dimostrando quel carattere che permette di reagire alle difficoltà.


Le azioni

I padroni di casa partono bene, hanno più iniziativa e Pafundi al 13' e al 38' conclude a rete: la prima volta la palla va a lato, la seconda, in cui calcia piuttosto bene, trova la respinta del portiere biancazzurro Desplanches. 

Un minuto dopo il blucerchiato Cherubini cade in area, ma l'arbitro Luca Pairetto, figlio del noto Pierluigi (veterinario e arbitro internazionale) annulla dopo un controllo del Var.

Il Delfino agisce di rimessa e al 44' passa con Oliveri, che intercetta un bel cross lungo e preciso da destra calciato da  Letizia e infila di testa il portiere Ghidotti.

Tre minuti dopo il riposo, la Samp colpisce la traversa, sugli sviluppi di una punizione dal limite dell'area.

Al 54' Capellini intercetta col braccio un passaggio in area di Pafundi ed è un fallo da rigore netto.

Coda non ha problemi: spiazza Desplanches e pareggia i conti.

Il Pescara sembra in difficoltà. Da un pallone perso da Valzania scaturisce un contropiede molto veloce, Coda scambia con Pafundi e al termine della triangolazione  quest'ultimo insacca.

Siamo al 65'. Passano due minuti, Depaoli si trova da solo davanti alla porta e con una certa baldanza prende il tempo e trafigge con un tiro al volo il numero uno ospite: 3-1 e partita completamente ribaltata.

Ormai c'è una sola squadra in campo, che colleziona diverse altre occasioni.

Al 90', a pochi passi dalla porta, il neoentrato Iannou, da posizione defilata, trova il varco tirando sotto le gambe del portiere: 4-1.


Conclusioni

Il Delfino ha perso il proprio golden boy Olzer, che ha dovuto cedere il suo posto a Merola dopo soli sei minuti: in questo avvio di stagione, col suo tiro potente ha costantemente creato pericoli, ha segnato tre goal e di fatto ne ha procurato un altro.

Presto sapremo l'entità e i dettagli dell'infortunio. Olzer non ha avuto alcun impatto con gli avversari e ha avvertito un dolore al ginocchio mentre correva.

Nel primo tempo il Pescara ha tenuto bene il campo senza strafare, poi nella seconda frazione ha mostrato delle incertezze e si è sgretolato dopo il secondo goal della Samp.

I Genovesi hanno condotto una buona partita ma l'impressione è che senza il crollo verticale degli Abruzzesi non avrebbero dilagato in tal modo.

I subentranti del Pescara (tra cui Meazzi, che ultimamente aveva fatto faville) non hanno inciso.

Il calcio è imprevedibile, ce lo ha insegnato la scorsa stagione del Pescara con Silvio Baldini.

Ora Vivarini avrà 13 giorni per lavorare con i suoi ragazzi e dare una continuità mentale prima che di gioco al collettivo.

Appuntamento per il 18 Ottobre, ore 15:00, allo Stadio Adriatico, con Pescara-Carrarese.


sabato 4 ottobre 2025

Breve riflessione sulla Flotilla e sulle proteste di questi giorni di CGIL e partiti di sinistra


Nella foto: Greta Thunberg regge la bandiera Palestinese


In molti siamo già d'accordo su alcuni punti: Israele sta compiendo un massacro ai danni dei residenti di Gaza, reagendo in maniera sproporzionata all'attacco del 7 Ottobre 2023, tra l'altro colpendo civili innocenti. In funzione di questo il governo Nethanyau si è messo sullo stesso piano, a livello di azione criminale, dei terroristi di Hamas. 

Siamo anche d'accordo sul fatto che il governo Italiano avrebbe potuto prendere posizioni più nette in merito, riconoscendo lo stato di Palestina in sede Onu, esternando il proprio dissenso più nettamente e operando ove possibile limitazioni al commercio.

Tra l'altro, oltre a lanciare missili in vari stati confinanti, l'esecutivo di Gerusalemme ha dato ordine di attaccare anche le forze di interposizione tra Libano e Israele Unifil, presenti lì dal 1978 in base a trattati internazionali.

Tra quelle colpite c'è anche la postazione Italiana.


Quale è il punto?


Nella foto: il Cardinale Pizzaballa, Patriarca di Gerusalemme

La discriminante di questa vicenda sta in due punti:

1 Se le sinistre si fossero limitate ad una protesta pacifica e 

2 se la Flotilla avesse rispettato il suo intento dichiarato di portare cibo a Gaza, 

nessuno avrebbe fatto una piega. Anche a destra molti avrebbero salutato l'iniziativa positivamente.

Le cose sono andate diversamente: 

1 di fronte alle offerte della Chiesa Cattolica e del Patriarca di Gerusalemme, il cardinale Pizzaballa, di distribuire i loro aiuti umanitari, i leader della spedizione finanziata dalle ONG hanno detto un secco no.

Hanno voluto spingersi fino alle acque Israeliane con il chiaro intento di essere arrestati.

2 La CGIL, da sempre a braccetto con il PD, che negli anni ha acquisito il corrente nome ma che prima era il PCI, poi il PDS e poi DS, ha voluto indire uno sciopero per Gaza e per la Flotilla, come se la decisione di andare a provocare gli Israeliani fosse colpa del governo e come se fosse la Meloni, e non Nethanyau, a bombardare i poveri civili palestinesi.


L'atteggiamento di Landini



Nella foto: Maurizio Landini e Mario Draghi


Nota è ormai la frase del capo della CGIL Landini "Se la Flotilla viene attaccata ci sarà uno sciopero generale". Si tratta di una dichiarazione priva di logica.

Le parti che intendono scioperare, per legge, sono tenute tra l'altro a un tentativo di conciliazione col governo, che è mancato.  Inoltre il sindacato non ha dato il preavviso, che deve avvenire dieci giorni prima.

Oltre agli scioperi di ieri, negli ultimi giorni le proteste dei gruppi di sinistra hanno causato scontri con le forze dell'Ordine, atti vandalici, danneggiamenti a negozi, automobili e ad altro ancora.

Landini era stato durissimo invece pochi anni fa verso coloro che pacificamente protestavano contro i ricatti del governo Draghi, appoggiando la sua linea: o il "vaccino" o la perdita-sospensione del proprio lavoro.

Onesti lavoratori che reclamavano il diritto di decidere sul proprio corpo e di non assumere un siero sperimentale, con la minaccia della perdita del proprio sostentamento, non hanno avuto nessuna difesa da parte della CGIL.

Per completezza di informazioni, diversi di loro hanno fatto causa allo Stato e hanno vinto.


L'azione diplomatica del governo Italiano.



Nella foto: Giorgia Meloni


Nonostante le critiche che abbiamo mosso in apertura di articolo all'Esecutivo Italiano, bisogna anche riconoscere quanto responsabilmente esso si è speso per la sicurezza degli interessi Italiani e per le emergenze umanitarie.

150 Palestinesi sono già stati accolti dal nostro paese per le loro cure e la loro salvezza.

Nonostante la sconsideratezza delle azioni degli attivisti ONG, due navi della Marina Militare Italiana hanno scortato la Flotilla dopo gli attacchi dei droni ai suoi danni.

Nel frattempo Presidente della Repubblica Mattarella, che proviene dal PD e che è quasi sempre allineato alle posizioni della sinistra, ha invitato gli attivisti a consegnare gli aiuti alla Chiesa per la loro distribuzione e a tornare indietro.

Inoltre una poderosa azione diplomatica è scattata da quando la Flotilla è salpata, proprio per proteggere i cittadini Italiani presenti nelle navi. 

A quanto pare, alcuni politici Italiani a bordo sono stati prontamente liberati dopo poche ore di arresto e sarebbero già tornati a casa.

Sappiano costoro che se ciò è avvenuto è soprattutto per la avvedutezza delle nostre istituzioni.

Immaginiamo per un attimo Giorgia Meloni che si comporta come vorrebbero gli attivisti. Di fronte agli orrori di Gaza, fa cacciare gli ambasciatori Israeliani a pedate, lancia insulti di ogni genere verso Nethanyau, ne invoca l'arresto e le tante punizioni che il leader Sionista pure meriterebbe.

In seguito, la Flotilla entra nelle acque territoriali Israeliane e gli Italiani a bordo vengono arrestati.

Con quali presupposti poi il nostro governo potrebbe mobilitare la diplomazia e chiederne il rilascio?


Conclusioni



Nella foto: Manifestanti a Torino

In definitiva, all'inizio anche io ritenevo plausibile fornire cibo e medicine ai poveri Palestinesi, cercando un accordo gli Israeliani e una mediazione dei vari soggetti internazionali.

Gli attivisti invece si sono fatti arrestare, hanno messo a rischio la propria vita, hanno creato incidenti diplomatici tra nazioni e forse hanno anche compromesso la distribuzione stessa degli aiuti.

Il loro scopo era proprio questo, con l'effetto collaterale (per loro benefico) di scalfire il Governo di centrodestra della Meloni, uno dei più saldi tra le democrazie occidentali.

Gli scontri e le occupazioni di aeroporti, strade, binari e le violenze degli ultimi giorni ne sono la riprova. 


Nella foto: Corteo a Torino

La colpa della guerra a Gaza non è di Giorgia Meloni, non è dei pendolari che hanno subito ritardi, non è dei commercianti con i negozi devastati, non è degli automobilisti che avevano parcheggiato dove degli scimmioni suburbani sfogano la propria pochezza.

Soprattutto, la colpa non è dei poliziotti che spesso riportano danni permanenti e in casi estremi pagano con la vita per mantenere l'ordine.

Lo sciopero si fa per i salari dei lavoratori, per l'aumento degli occupati, per politiche di rilancio industriale: sono tutti fronti su cui la CGIL non da oggi, ma da decenni ha perso l'intera guerra.

Non resta a Landini che farsi mettere la mano sulla spalla del banchiere Draghi (come è già avvenuto) e dedicarsi a situazioni che esulano dal suo ruolo, come la questione Palestinese.

Parliamo di attualità con Angela Curatolo, Alessandro Baldati e Vincenzo Scarano


Mentre l'Italia e gli altri paesi seguono le vicende della Flotilla, abbiamo approfondito anche alcuni temi
sull'Abruzzo con:


Alessandro Baldati, attivista con trascorsi in La Destra e Fratelli d'Italia;
Angela Curatolo, direttrice di "Il giornale di Montesilvano" (giornaledimontesilvano.com) e Zaffiro Magazine (zaffiromagazine.com) 
e con Vincenzo Scarano, avvocato e docente di diritto UE all'Università degli Studi Guglielmo Marconi

Esiste ancora il Sovranismo?



Alcune riflessioni con Filippo Abbate (MMT Italia) 

e Rossano Ferrazzano (Italia Sovrana e Popolare). 

Modera Andrea Russo. Iscrivetevi a questo canale youtube se volete essere aggiornati su contenuti affini.

Discutiamo di attualità politica con Lorenzo Valloreja



Lorenzo Valloreja, direttore de "L'Ortis" ci ha fornito vari spunti interessanti su varie questioni di politica internazionale. 
Links: lortis.it .
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mercoledì 1 ottobre 2025

De Cecco e Di Sciascio: due pezzi del calcio Pescarese ci mancheranno

Gli uomini di cui stiamo per scrivere, prima ancora delle figure pubbliche e professionali che rivestivano, ci faranno sentire più soli.

Oggi purtroppo abbiamo avuto notizia della morte di Giuseppe Adolfo De Cecco, noto agli amici come Peppe. Era membro della famiglia che da numerosi decenni produce la famosa pasta e che oggi la esporta in vari angoli del mondo.

È stato presidente del Pescara calcio tra il  e il 2010 e il 2011, incluso il periodo estivo in cui fu costruito il Pescara di Zeman. De Cecco però lasciò a Novembre per alcune divergenze interne alla società e Daniele Sebastiani ne prese il posto, caricandosi anche i conseguenti oneri economici.

Lo si vedeva spesso in giro per i bar della costa Adriatica a parlare quietamente, quasi con discrezione,  con i suoi amici, fatto che denotava la sua predisposizione per i rapporti umani. Difatti anche con la stampa non aveva rapporti difficili e mostrava una certa solarità nel carattere.

Sergio Di Sciascio invece ha fatto parte del giornalismo Abruzzese per svariati decenni, ricoprendo tra l'altro la carica di presidente dell'Unione Stampa Sportiva Italiana e partecipando alla organizzazione del Trofeo Matteotti e dei Giochi del Mediterraneo di Pescara del 2009.

Gli Abruzzesi con qualche anno in più lo ricordano come telecronista per TVA Teleadriatica negli anni '70, poi negli anni '80 lo videro su TCA (Televisione Commerciale Abruzzese) e su Rete 4 come collaboratore. Fu anche assessore presso il Municipio di Pescara: gli fu affidata infatti la delega alla cultura e all'edilizia col sindaco De Martiis negli anni '90.

Un caro saluto, Giuseppe e Sergio!