In Italia non smettiamo di assistere a spettacoli penosi: un terrorista come Adriano Sofri, che ha finito di scontare la sua pena poco tempo fa per l'omicidio del Commissario Calabresi, viene ospitato in prima serata sulla tv pubblica.
Con la complicità dell'intervistatore Fabio Fazio, dapprima svolge una autodifesa sottile, scomodando Machiavelli per giustificare sè stesso.
Poi parla addirittura di Siria, di pace, di diritti umani, di Palestinesi.
Complimenti alla Rai che ormai non ha più un principio da difendere, se non quello dell'audience. Complimenti a Fabio Fazio, strapagato milioni e milioni di euro per propagandare idee politiche distorte.
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giovedì 30 gennaio 2014
domenica 26 gennaio 2014
Juve Stabia-Pescara 2-1
Nella foto: Fulvio Pea, Mister della Juve Stabia
Biancazzurri spenti, i campani ne approfittano
La sosta invernale di un mese era temuta dalle squadre di serie B e la tenuta atletica ha rischiato di essere compromessa.
Il Pescara era giunto a Castellammare per confermare il suo ruolo tra le squadre leaders del campionato. Ne è uscito ridimensionato, complice una Juve Stabia rivitalizzata dai numerosi nuovi arrivi del mercato invernale.
Finalmente i campani possono sperare, benchè restino ultimi in classifica: gli ultimi acquisti effettuati sono all'altezza e dal modo in cui la squadra lotta in campo sembra che abbia ritrovato un po' di vigore psicofisico.
La vittoria sulla corazzata Pescara è giunta in modo rocambolesco: il primo tempo è stato bruttissimo e noioso, ma nel secondo tempo all'autorete di Ghiringhelli hanno replicato i bravi Lanzaro e Di Carmine.
Schieramenti
I biancazzurri sono scesi in campo con un 3-4-3 e il loro tecnico Marino ha spostato Ragusa nelle retrovie per fare posto a Caprari, tornato in squadra dopo essere stato ceduto sei mesi fa. La scelta si è rivelata sbagliata: Ragusa stava attraversando una buona vena realizzativa, e allontanarlo dalla porta non l'ha aiutato.
Inoltre Caprari non è mai entrato in partita, sbagliando molti passaggi.
Dal canto suo la Juve Stabia si è presentata con un 3-5-2, con la ben assortita coppia De Carmine-Falco e l'ex pescarese De Falco dietro come suggeritore.
Il terzino Zampano si è segnalato per varie incursioni piratesche nell'area avversaria. Il neoacquisto Liviero non ha convinto nella fascia sinistra della difesa, per via di due o tre incertezze in fase di disimpegno, ma è presto per giudicarlo.
Le Azioni
Il primo tempo farebbe addormentare molti dei 2300 presenti allo stadio, se non fosse per l'aria fresca di Gennaio. Si segnalano infatti solo una incursione di Lanzaro e due conclusioni insidiose dalla distanza di Ragusa.
Nella seconda frazione il risultato si sblocca: lancio innocuo di Brugman e deviazione di petto di Ghiringhelli, che spiazza il portiere e manda la palla in rete.
Al 64' Maniero getta da pochi passi l'opportunità del raddoppio, con un tiro sbilenco.
Pochi minuti dopo Caserta appoggia di piatto per Di Carmine che di testa scaglia il pallone contro il palo destro.
Il Pescara cala fisicamente negli ultimi venti minuti mentre le Vespe prendono coraggio.
All'84' De Falco batte una punizione dal limite dell'area: pallonetto morbido a sinistra, Di Carmine raccoglie e lasciato colpevolmente da solo, appoggia al centro per Lanzaro che in tuffo calcia a rete da pochi metri.
Questo bel goal dà coraggio alla squadra locale, che corre sulle ali dell'entusiasmo, mentre il Pescara poco dignitosamente non reagisce e sembra aver finito le energie.
Al 90' c'è un pallone spiovente in area: sia il difensore pescarese Cosic che il suo avversario Sowe saltano alzando la gamba in maniera scomposta, chiaramente intervenendo sul pallone; urtano busto contro busto e l'arbitro Merchiori inspiegabilmente decreta il rigore.
Di Carmine realizza dal dischetto, Zuparic si fa espellere per proteste.
La Juve Stabia potrebbe fare terno con un tiro dalla distanza di De Falco, che termina però di poco fuori dallo specchio della porta.
Considerazioni finali
Al di là della svista arbitrale sul rigore, la Juve Stabia ha meritato la vittoria: ci ha creduto di più, mentre il Pescara negli ultimi venti minuti ha tirato i remi in barca.
E' una costante dei biancazzurri in questo campionato, quella di farsi rimontare nel finale. La squadra, nonostante abbia ottime individualità, risulta molle e arrendevole. Bisognerà lavorare sulla determinazione e sulla tenuta atletica.
A Castellammare, invece, si respira un'aria nuova: sei nuovi giocatori e una bella vittoria che interrompe una serie negativa, con due punti in sei gare. La diretta avversaria Reggina intanto ha vinto 1 a 0 a Bari. Si preannuncia un girone di ritorno molto combattuto, dunque, in cui nulla è da dare per scontato.
Andrea Russo
venerdì 24 gennaio 2014
Sara Errani e Roberta Vinci trionfano agli Australian Open 2014
Nella foto: Roberta Vinci (a sinistra) e Sara Errani con la coppa
Sara Errani e Roberta Vinci confermano di essere le migliori tenniste nel doppio anche in Australia: con un 6-2 3-6 7-5 hanno superato le russe Ekaterina Makarova ed Elena Vesnina. L'ultimo set ha dato molte emozioni, visto che le Italiane erano sotto per un parziale di 2 a 5; hanno poi rimontato inanellando sette games consecutivi riscuotendo gli applausi dei 20 000 spettatori della Rod Laver Arena di Melbourne.
E' la quarta vittoria nei tornei del grande slam per il duo Italiano, dopo i trionfi a Parigi e negli Us Open, nel 2012 e nella stessa Melbourne nel 2013. E' un evento che ha portato grande gioia nella comunità Italiana a Melbourne, la seconda per numero della città Australiana.
mercoledì 22 gennaio 2014
Centenario dei moti Carbonari snobbato dal governo
Nella foto: Lorenzo Valloreja, leader di Innovazione Europea
Pubblicato sul quotidiano online Pescara Oggi
Il pescarese Lorenzo Valloreja, leader del partito Innovazione Europea, ha coinvolto decine di amministrazioni locali dell’appennino per inoltrare al Ministero dello Sviluppo Economico un messaggio di protesta. La sua proposta di dedicare un francobollo al primo moto carbonaro in Italia, risalente al 1814 e compiutosi in Abruzzo, non è stata accolta. Tra i francobolli ammessi, invece, ce n’è uno che commemora l’invenzione della Nutella. Così si è espresso in merito Valloreja:
“L’attuale Governo disconosce il risorgimento italiano! Al posto dei Carbonari, dei moti, della Storia, il Governo Letta preferisce la “Nutella”… e si perché circa due anni or sono il Comitato da me presieduto, seguendo pedissequamente le direttive di Legge, ha presentato presso il Ministero dello Sviluppo Economicouna richiesta formale per l’emissione, nella primavera 2014, di un Francobollo Commemorativoche ricordasse le gesta della Prima Rivolta Carbonara d’Italia, moto che si è svolto in Abruzzo nel Marzo del 1814″.
Valloreja aggiunge ancora:
“Sembra tra l’altro che ci sia una ulteriore revisione delle ricorrenze scelte per i francobolli. Ciò vuol dire che i termini per cambiare le decisioni non sono ancora scaduti, come ci hanno fatto sapere i funzionari ministeriali”.
Per il governo Letta, dunque, stando alle parole di Valloreja è meglio ricordare la Nutella che i moti Carbonari. Staremo a vedere se vi saranno dei ripensamenti per poter celebrare una ricorrenza che vede l’Abruzzo in primo piano.
Andrea Russo
martedì 21 gennaio 2014
Quando la banca non fa la banca
Vi sto per raccontare un episodio che esemplifica molto bene perchè le cose vanno male in Italia e come riusciamo a complicarci la vita.
In Italia chi cerca di produrre benessere e posti di lavoro viene vessato e chi invece non fa niente a volte ottiene di più. E' strano rilevare che in paesi come Stati Uniti e Inghilterra, dove le banche contano molto di più, esse collaborino alla prosperità dell'economia reale. Lehmann Brothers e titoli tossici a parte, infatti, le banche centrali, lì, aiutano lo Stato con l'emissione a iosa di moneta tramite il "quantitative easing". Le banche normali, invece, finanziano più facilmente progetti imprenditoriali ben congegnati. In alcuni casi, gli istituti bancari finanziano gli studi agli universitari promettenti. Sono cose inimmaginabili da noi.
"Start che?"
Qualche giorno fa ho sentito parlare dei Fondi di Garanzia messi a disposizione dal Governo. In estrema sintesi, il governo garantisce per te fino all'80% dell'importo se chiedi un prestito alla banca e presenti un progetto imprenditoriale valido. Bisogna dunque andare in qualche istituto di credito e se i funzionari che decidono sui prestiti credono in te, inoltrano la domanda allo Stato.
Vado dunque in una banca, una delle più note e delle più ricche presenti in Italia.
Chiedo: - Mi scusi, con chi posso parlare dei progetti di start-up?
E l'impiegata fa: - Start che? Di che si tratta?
- Vorrei aprire una piccola attività imprenditoriale e sono qui per un prestito, faccio io.
Mi dice di andare da una sua collega, che mi spiega subito la situazione: I fondi di garanzia statali non li accettiamo, se il cliente non offre garanzie patrimoniali più che ampie.
(E allora a cosa servono? - mi chiedo, mentre la ascolto)
- Se poi dobbiamo rientrare della somma, prima facciamo causa a chi l'ha richiesta, poi, se non possiamo ricavarne niente, chiediamo i soldi allo stato-
(Ah!)
Ma questo è solo l'inizio. Sentite cosa dice l'impiegata:
-Bisogna andare ad un'associazione di categoria che riguarda gli imprenditori, presentare a loro un business plan e pagare per farselo valutare. Dopodichè loro dovrebbero sponsorizzare il progetto presso la Banca, che lo valuterà a sua volta-
- Ma perchè, la banca non ha i mezzi per valutarlo? - Chiedo.
- No- fa lei - In più lei deve aprire partita iva.
- Ma come faccio ad aprire partita iva se non ho ancora ottenuto i fondi? E poi non sarebbe più una start up. I fondi start-up si chiedono proprio per le aziende che devono aprire, non per quelle già esistenti- .
- No, noi non operiamo così- insiste la dipendente dell'istituto.
Ma ecco il gran colpo finale, un uno-due verbale degno del miglior Primo Carnera o del miglior comico, a vostro piacimento:
- Inoltre, se le concediamo il prestito, glielo diamo a rate e solo per il 20% della somma totale"-
Sorrido platealmente e non mi trattengo, poichè voglio volontariamente schernire l'impiegata. La ringrazio, le stringo la mano e faccio capire che non voglio proseguire il discorso, a questo punto.
Sapete poi che ho fatto? Non sono uscito dalla banca, sono andato da un altro impiegato e gli ho detto:
-Senta, vorrei un prestito- e gli ho mostrato i documenti con le mie garanzie per la restituzione.
- Qual è il motivo del prestito? - fa lui
- Una lunga vacanza di meditazione in India! - faccio io
- Il tizio della banca dà un'occhiata ulteriore alle carte, se le studia qualche minuto ed esclama:
- Bene, dobbiamo valutare la situazione ancora qualche giorno, ma non dovrebbe esserci nessun problema: in dieci giorni lei avrà il prestito.
In realtà, almeno per ora, non chiederò niente a nessuno. Volevo solo informarmi, e valutare il tutto. Le risposte che ho avuto, però, mi hanno confermato che per ora è molto rischioso avviare qualsiasi attività in questo paese, almeno per i prossimi anni.
Se però niente vi scoraggia, volete avviare una attività e avete redditi o beni sufficienti come garanzia, non fatene menzione: dite semplicemente alla banca che vi servono per una vacanza, per iscrivervi a un corso di immersioni alle Antille o qualcosa del genere.
Oppure potete andare ad una finanziaria, di quelle famose, che non vi chiedono nemmeno la ragione del prestito e a cui basta il rientro dei soldi prestati.
domenica 19 gennaio 2014
Nuova legge elettorale: si aprono spiragli
L'incontro Renzi-Berlusconi di ieri nella sede romana del Pd ha creato i presupposti per una svolta importante: finalmente avremo una legge elettorale che permetterà di governare con tranquillità.
Fino ad oggi abbiamo assistito ad una degenerazione del parlamentarismo. La volontà di dare rappresentanza, tramite le varie forme di sistema proporzionale, ha consegnato l'Italia storicamente nelle mani dei partiti più piccoli, che come la piccola Toscana di Lorenzo De' Medici hanno fatto l'ago della bilancia e hanno costantemente minacciato intere maggioranze di far cadere il governo ad ogni piè sospinto.
Matteo Renzi e Silvio Berlusconi hanno deciso di ovviare al problema con sbarramenti (soglie minime percentuali per entrare in parlamento) e con grandi premi di maggioranza. Un partito che arriva primo alle elezioni col 35% dei voti, se la nuova legge passasse, sarebbe messo in condizione di avere la maggioranza dei seggi.
La frammentazione dei poteri che caratterizza il nostro paese è frutto di una serie di contrappesi istituzionali. Essi furono previsti perchè c'era stato il fascismo fino a poco tempo prima, e quindi i padri costituenti decisero di dare un'ampia rappresentanza alle varie forze politiche e sociali. Fu dunque creata la figura del Presidente della Repubblica come arbitro teoricamente super partes e venne istituito un parlamento bicamerale a cui fu dato molto potere a scapito dell'esecutivo. Si crearono poi vari strumenti di magistratura, svariate forze di polizia e più tardi ancora vennero perfezionate le autonomie locali.
In un sistema così frammentato tanti furbi hanno avuto gioco facile e abbiamo assistito a spartizioni e alla fondazione di piccoli feudi elettorali di questo o quel politicante di seconda o terza fascia.
Renzi e Berlusconi avrebbero raggiunto un accordo di massima anche per l'abolizione del senato e la sua commutazione in Camera delle Autonomie.
Staremo a vedere. Di certo il Belpaese ha bisogno di molte altre riforme, ma questo sarebbe un buon inizio.
Andrea Russo
martedì 31 dicembre 2013
Il blog di Andrea Russo compie 6 anni!
Il 31 dicembre del 2007 mi venne l'idea di aprire questo blog, per dare sfogo alle mie opinioni e alla mia creatività. Da allora non ho più smesso di scriverci, ed è una cosa che mi dà molta soddisfazioni. Voi lettori siete diventati tanti. Dall'apertura del blog si sono registrate più di 120 000 visite (il contatore che vedete di lato a destra parte dal luglio del 2009).
Buon anno, e "non sparate i botti". Vale la pena perdere una mano o un occhio per qualche minuto di divertimento?
Pensateci.
Buon anno, e "non sparate i botti". Vale la pena perdere una mano o un occhio per qualche minuto di divertimento?
Pensateci.
Napolitano, ti boicottiamo
Stasera c'è il discorso di fine anno di Giorgio Napolitano. Peccato non poter essere vicini materialmente con i pomodori a portata di mano. Io e i miei familiari non lo seguiremo in tv.
Almeno nell'ultimo giorno dell'anno vogliamo stare tranquilli, e non avvelenarci con la politica. Quest'uomo ci ha fatto prostrare di fronte alla Germania, che geopoliticamente conta quanto il due di briscola, nè più nè meno di noi. Quest'uomo ha sospeso per più di due anni la democrazia, e non si sa per quanto ancora essa non verrà ripristinata. Ha messo al governo due persone che non erano state indicate dagli elettori, I signori Monti e Letta, con il supporto di partiti corrotti. Ai cittadini non solo non è dato di eleggere presidente del Consiglio e Presidente della Repubblica, ma devono vedere a palazzo Chigi persone che non sono nemmeno espressione di una normale maggioranza.
Non ti guardiamo in tv, Napolitano, quella canzone che faceva: "Facciamo finta che tutto va ben" è ormai datata. Ci hai rovinato l'anno intero, e stasera, ci dispiace, resti fuori la porta.
Spero che nel 2014 noi Italiani staremo meno dietro alle bugie dei politici e saremo più solidali tra di noi. Spero che ci daremo da fare di più e parleremo di meno. Spero che saremo più onesti, che pagheremo le tasse e non trufferemo l'assicurazione e il sistema sanitario.
Il cambiamento inizia dando l'esempio: è un concetto semplice ma universale.
mercoledì 11 dicembre 2013
La Casta ha tirato troppo la corda. Ora il popolo insorge
Rho: I poliziotti si tolgono il casco e marciano assieme ai manifestanti. I giovani intonano: "Poliziotto uno di noi"
C'è chi ha provocato blocchi stradali, chi si è messo col proprio camion nelle zone di sosta delle autostrade, chi ancora ha protestato in piazza.
L'Italia dopo 5 anni di crisi si sveglia arrabbiata e partecipativa, mossa dalla volontà di manifestare il proprio dissenso finalmente in maniera attiva.
Accade ciò che era inevitabile e che si è fatto attendere fin troppo. I politici di Roma pur rilevando che la situazione fosse grave, hanno continuato a tergiversare, a riempire i media di proclami, a pensare a tutto fuorchè alle esigenze del paese.
Da due anni non abbiamo una maggioranza di governo in cui il popolo si riconosca, le larghe coalizioni che hanno unito centrodestra e centrosinistra hanno fallito, l'immobilismo è dilagato.
Siamo stati dietro a tutto tranne che alle cose importanti: ai processi di Berlusconi, alla leadership di Renzi, alle passeggiatine con gli altri capi di governo di Enrico Letta in giro per il mondo.
Il ministro dell'economia Fabrizio Saccomanni non ha trovato 1 miliardo di euro che rimaneva, per togliere l'Imu sulla prima casa, quando la macchina statale, con tutti i suoi sprechi, costa 700-800 miliardi l'anno.
Ed ora la gente è stanca. Ciò che preoccupa non sono le violenze di una netta minoranza di partecipanti, ma la volontà di proseguire su questa strada da parte dei nostri politici.
Hanno detto sì all'austerity e al ripagamento dei debiti verso le banche, che viene mascherato con la dicitura di debito pubblico.
Hanno alzato bandiera bianca nella programmazione industriale, non hanno una idea chiara di come fare uscire il paese dal pantano della crisi economica.
Dovevano votare, centrodestra e centrosinistra, per una nuova legge elettorale. Il popolo gli chiedeva di ridursi i compensi, i benefits, i privilegi e non si sono privati di un centesimo. Non hanno nè diminuito nè tantomeno azzerato i finanziamenti ai partiti che non sono dovuti perchè il popolo ha votato un referendum in tal proposito.
L'unico che l'ha fatto è stato il movimento di Beppe Grillo, a cui, con i suoi pregi e i suoi limiti, questo va riconosciuto.
Ora il Presidente del Consiglio Enrico Letta riceve per l'ennesima volta la fiducia dalle Camere, ma quanto durerà?
Aveva promesso di abolire il senato, di cancellare le province, di modificare la costituzione e tanto altro ancora. Dove sono i risultati? La disoccupazione è ben oltre il 12% riportato dall'Istat, che spesso racconta favole. Un esempio: nel 2002, con l'avvento dell'euro, il costo della vita in tutta Italia raddoppiò.
E' una cosa che tutti ricordano, purtroppo amaramente, perchè ha provocato molti danni e molto impoverimento. Eppure l'Istat per quell'anno registrò un aumento dell'inflazione (ovvero un aumento generale dei prezzi) del 2,5%.
Gli Italiani vedono con i propri occhi la verità e non gli si può raccontare storie all'infinito. Quando si parla di lavoro, bisogna sottolineare poi che le condizioni degli assunti sono peggiorate: contratti a tempo determinato, salari sempre più bassi ed altro. Lo stato Italiano, per rispettare accordi assurdi che stanno impoverendo mezza Europa, rinuncia a spendere per ospedali, scuole, carceri.
Gli Italiani sono arrabbiati, sempre di più, e vanno nelle piazze a manifestare lo scontento. Si organizzano, in una alleanza trasversale che coinvolge tutti gli orientamenti elettorali. Non si illudano Letta e il suo Ministro degli Interni Alfano: le proteste continueranno, anche la settimana prossima.
Ed è probabile che riprenderanno presto, dopo un po' di pausa, se non dovessero sortire l'effetto di mandare governo e parlamento a casa. Inoltre Enrico Letta non sembra in grado di rassicurare gli animi nè di gestire la situazione. Non ne ha la credibilità, è un presidente di compromesso che non corrisponde ad una maggioranza voluta dagli italiani, ai quali non è dato, con la legge elettorale "Porcellum", di scegliere il proprio candidato premier e nemmeno il proprio deputato o senatore, ma possono soltanto barrare con una crocetta il simbolo di un partito.
Il Ministro dell'Interno Angelino Alfano è la sintesi vivente dei giochi di palazzo in corso, della noncuranza della classe dirigente verso i cittadini elettori. Scelto da Berlusconi come garante della linea politica del Pdl all'interno del governo di unità nazionale, si è separato dal suo padre putativo per rimanere seduto sulla poltrona ministeriale, insieme agli altri ministri del Pdl.
L'ex delfino del Cavaliere ha mostrato una sintonia con Letta invidiabile, ne ha condiviso le scelte (poche) e l'inerzia (tanta). Dice che va tutto bene, non è insoddisfatto dell'azione di governo, vi partecipa anzi, con grande soddisfazione. In sintesi, questo duo Letta-Alfano è l'emblema di una classe dirigente sottomessa all'Unione Europea e alla Germania, elitaria e lontana dal popolo, incravattata e moderata che taccia di populismo chiunque raggiunga un notevole consenso elettorale.
Ora però questi signori se la devono vedere con un popolo assai poco impomatato e molto arrabbiato, che non gode privilegi e che lotta ogni giorno con tasse e bollette. Sono assediati, lì, nel bunker di Montecitorio. Perfino i poliziotti, che prendono ordini da Alfano, hanno mostrato, a Rho come a Torino, solidarietà con i manifestanti.
Il governo ormai è sotto pressione, la pazienza è finita, il popolo è in movimento, e chi parla di un mandato elettorale che durerà fino al 2015 o addirittura al 2018 ha fatto male i conti.
Andrea Russo
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