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giovedì 11 agosto 2011

lunedì 8 agosto 2011

Zeman: "Si incomincia ad intravedere un po' del mio gioco

(Nella foto: Lorenzo Insigne)
Dà l'impressione di essere contento Zdenek Zeman, al termine di Pescara- Real Sociedad, finita in parità (2-2) "E' ancora presto per trarre conclusioni" esordisce il tecnico boemo

"Si incomincia ad intravedere qualcuno dei miei dettami tattici in campo ma c'è ancora tanto lavoro da fare. Insigne ha fatto bene, Sansovini si è impegnato molto ma non ha avuto fortuna pur essendo andato più volte vicino al goal. Era difficile oggi affrontare una squadra che gioca palla a terra e ti costringe ad avere quella corsa che ancora non hai nelle gambe e nei polmoni".

C'è molto interesse attorno al giovane talento Lorenzo Insigne, classe 1991, ragazzo con una grande personalità e una certa facilità ad ambientarsi: "Ho giocato bene", ha detto l'attaccante, "abbiamo sofferto contro una squadra di un certo livello tecnico, siamo ancora in una fase delicata della preparazione, non corriamo ancora come dovremmo ma per ora va bene così"
Andrea Russo
per la testata giornalistica Abruzzoblog.it

Spettacolo e goals all'Adriatico: finisce 2 a 2 tra Pescara e Real Sociedad.

(Nella foto: Jeffrey Sarpong)
Due belle città di mare si incontrano grazie al calcio: lo sport è anche questo. E' un derby tra biancoazzurri, anche: La prima maglia del Real Sociedad, squadra di Donostia-San Sebastian, nella regione Basca della Spagna, è molto simile a quella degli abruzzesi. Stessa maglia, stesso gioco offensivo con la difesa alta, stesso score realizzativo: finisce 2 a 2 nel più pieno spirito delle partite amichevoli.

Discreta, ma non eccezionale l'affluenza del pubblico (6515 spettatori paganti) in una serata d'Agosto molto calda. Parte bene il Pescara che al 6' va in vantaggio con Insigne. Un'azione molto coordinata termina con il guizzo del brevilineo attaccante, che scarta il portiere Claudio Andres Bravo ed entra quasi in porta palla al piede.

Passano solo tre minuti e approfittando di un filtro inefficace a centrocampo. Eugenio Romulo Togni parafrasando il suo omonimo cantante "guarda il mondo da un oblò" e lascia sfilare un avversario, che perviene tranquillamente al cross; Zurutuza non manca l'impatto con la sfera ed esplode il tapin vincente al centro dell'area avversaria.

Girandola di sostituzioni nel secondo tempo: il gioco delle due squadre non è più riconoscibile ma continuano le emozioni.

Al 62' Soddimo si invola sulla fascia sinistra e dribbla, accentrandosi, un difensore avversario, esplode un tiro molto bello che si insacca alle spalle dell'incolpevole Bravo.

Al 70' ci pensa il neoentrato Jeffrey Sarpong a mettere in parità i conti, dopo che l'estrosa ala Ros mette fuori gioco Capuano con un inaspettato colpo di tacco dalla destra; Daniel Estrada pennella un delizioso cross al centro per il solido centrocampista Olandese che fulmina con un tiro molto potente il portiere Anania, subentrato a Pinsoglio.

E' ancora presto per avere indicazioni veritiere da questo test-match: si intravede qualche dettame del gioco Zemaniano, con la difesa alta, addirittura a ridosso della linea di centrocampo, Zanon che ha fatto da attaccante aggiunto, più che da terzino, un Gessa fuori ruolo come mediano centrale, un Insigne già in palla e a suo perfetto agio nella sua nuova avventura Pescarese.

Durante la partita sono da segnalare cori di dileggio nei confronti di Delli Carri proveniente dalla curva nord.

Si vocifera che i tifosi ce l'abbiano con lui per vecchie divergenze con una delle precedenti dirigenze della squadra; cosa c'entrino i tifosi in tutto questo, e perchè si debba bersagliare Delli Carri è un mistero. Daniele Delli Carri ha giocato alla grande in passato nel Pescara ed ora promette bene come dirigente tecnico: lui che è di Foggia ha sempre amato Pescara e da anni l'ha scelta come città in cui vivere. Un po' di rispetto per uno come lui è davvero il minimo.
Andrea Russo
per la testata giornalistica Abruzzoblog.it

domenica 7 agosto 2011

Stasera alle 20:45 Pescara-Real Sociedad


(Philippe Montanier, classe 1964, allenatore del Real Sociedad ed ex portiere nei campionati minori francesi)
Il Pescara del neoallenatre Zdenek Zeman incontra stasera in un'amichevole interna il Real Sociedad, team spagnolo con due scudetti all'attivo, numerosi piazzamenti nella Liga, due coppe del Re (come la nostra Coppa Italia) e una supercoppa spagnola, nonchè diverse partecipazioni alle coppe europee.

Entro mezzanotte pubblicherò per voi un esaustivo resoconto sulla gara con le interviste del dopo-partita.

Rosario Di Bella - Come se parlassero due amici

sabato 6 agosto 2011

Ma quale fuga di talenti?

(Nella foto: Javier Pastore, trequartista del Palermo, è in procinto di passare al Paris Saint Germain di Leonardo)


I giornali sportivi pongono l'accento sul fatto che alcuni giocatori importanti lasciano il nostro campionato, convinti a suon di miliardi da clubs per lo più inglesi e spagnoli.
Da qualche anno non facciamo più follie per i calciatori, perchè le nuove regole hanno imposto un controllo stretto dei bilanci societari.
Continuano però a circolare milioni e milioni di euro anche nel football di casa nostra. Tanti, troppi. E come abbiamo visto dalle vicende della nuova calciopoli, c'è chi non si accontenta mai.
Se qualcuno è così folle da offrire 43 milioni di euro per Javier Pastore, un buon giocatore con possibilità di crescita ma non un fenomeno, il presidente del Palermo Zamparini  non puo' far altro che accettare.
20 milioni sono una cifra equa per l'argentino, 25 già sono tanti, 43 sono il capriccio di un multimiliardario.

Erano tanti anche i 60 milioni offerti dal Real Madrid per Kakà, e il Milan ha continuato a vincere come e meglio di prima, dopo la sua partenza, senza investire troppo.

Non c'è una crisi del calcio italiano, abbiamo vinto il penultimo mondiale. L'Inter ha vinto la penultima Coppa dei Campioni e l'anno successivo il mondiale per Club (ex Coppa Intercontinentale).Anche il Milan ha vinto più di una Champions League, negli ultimi anni.
Sforniamo campioni, l'under 21 è una grande realtà, i nostri campionati sono ancora competitivi, a livello tattico siamo tra i migliori, grazie ad allenatori e staff tecnici di primo livello.
Si può migliorare nel marketing.
Come ha fatto notare nei giorni scorsi il Corriere dello sport, è troppo spendere 70-80 euro per una maglietta, quando anzi i clubs dovrebbero regalarne a migliaia.
Perchè regalarle? Perchè costituisce un investimento, fatto soprattutto sulle nuove generazioni. Gesti come questo fruttano più tifosi, più attenzione sulla squadra, più introiti televisivi, più sponsors.
Questo però è un discorso di tornaconto.
Se aspiriamo invece ad un'elevazione morale del calcio, cambia tutto.
In quel caso infatti dovremmo regredire: meno soldi, meno interessi in ballo, meno imbrogli.
Ci vorrebbero addetti ai lavori pronti a perdere denaro pur di mantenere saldi dei principi.
Di certo non si può cambiare la natura umana: gli avidi ci saranno sempre, così come le inchieste giudiziarie, nel calcio come negli altri settori.

mercoledì 3 agosto 2011

martedì 2 agosto 2011

Dubstar - No more talk



Talking is useless when your cards have all been shown


I'll make you feel bitter and I'll never use the phone

'cos I'm not the kind of person soft enough to cry

I'm not the kind of person to hide when I can fight

So breakout now let the feelings out and take the blame away

and leave the past for another day

please no more talk today

'cos I'm not the kind of person who likes to hang around

and I'm not the kind of person to sympathise with self indulgence

breakout now let the feelings out and take the blame away

and leave the past for another day

please no more talk today

talking is stupid now my interest has flown

I'll make you feel useless if you call me on the phone

breakout now let the feelings out and take the blame away

and leave the past for another day

please no more talk today

lunedì 1 agosto 2011

Il sacro è tale anche per i laici.

Non tutti hanno la stessa sensibilità e lo stesso modo di concepire ciò che è sacro.

Riguardo alla religione dominante nel mio paese e a tutte le altre sono scettico, la ragione mi porta verso un lido, la speranza verso un altro. Ad ogni modo, quando mi sono recato in un luogo di culto, anche non cattolico, ho sempre ritenuto di osservare il massimo rispetto per quel posto, facendomi tanti scrupoli. Spengo il cellulare, cerco di non entrare se ho abiti troppo estivi, mi tolgo il berretto di fronte a un'immagine sacra, osservo un certo silenzio, e via dicendo.

Chissà forse da lassù qualcuno osserva, o forse no, ma non è importante ai fini di questo discorso: c'è un punto oltre il quale un uomo non deve andare, c'è un momento in cui bisogna fermarsi, ci sono dei simboli che sono molto di più che immagini e oggetti, in cui vengono riposti i sentimenti , la volontà di migliorare, la voglia di purezza di milioni di persone.

Ho visto in passato in chiesa: una donna che mangiava un panino, dei chioschi in cui si vendevano "souvenir", laddove Gesù fu esplicito in materia, cacciando i mercanti dal tempio. Ho visto anche le chiese usate per set cinematografici (con scene anche violente e uccisioni) e per dibattiti politici. L'altra sera, sulla Rai, una nota cantante, sia pure in buona fede, cantava una canzone di musica leggera, con le spalle scoperte, e dietro c'erano dei bambini, tutti spalle all'altare.  L'esibizione si è svolta con il beneplacito del vescovo di Pompei ivi presente. Si onorava la Madonna di Pompei appunto, gli intenti erano casti, ma un po' ho storto il naso lo stesso di fronte a una scena simile.
Si ci sposa di frequente in estate, e le spose offrono un bel decollete alla vista dei presenti, magari il petto è più o meno coperto, ma spalle e collo sono ben visibili.

L'idea di chiesa come posto dell'anima, però, di luogo dell'interiorità e della contrizione, del genuiflettersi di fronte alla divinità, dell'espiazione, di un certo sentimento di purezza

non lascia spazio alla all'ufficialità mondana, al baccano, alla tentazione degli occhi.

Ci sono gentil dame dello spettacolo che attirano l'attenzione maschile con il decollete e nel medesimo punto scende una croce appesa al collo in evidenza.

La differente sensibilità moderna dell'indulgenza ha fatto sì che in chiesa ci siano i cuscinetti sugli inginocchiatoi: ma l'inginocchiamento è un atto di sottomissione, di voluta scomodità, di lieve sofferenza.
C'è un esibizionismo, inoltre, del proprio sentimento religioso: gente che "si converte" e va in televisione a dirlo, per poi scriverci sù dei libri ben pubblicizzati.

Le mogli dei boss della malavita sono spesso in prima fila in chiesa.
Non sono americano, non comprendo i gospels in cui si ci dimena negli U.s.a., i telepredicatori, nemmeno le messe trasmesse in diretta televisiva e quel vescovo di provincia che si mostra sempre in primo piano in una rete tv appartenente al Vaticano.

Il silenzio è etereo, è una dimensione di raffinatezza in cui si apre la porta all'Io; e siccome per chi è credente il farsi largo nel proprio mondo interiore coincide con l'avvicinarsi alla divinità, l'assenza di suoni è parte della religione.