Avvertenza

È consentito riportare e linkare gli articoli di questo sito, a patto che vengano riportati nome, cognome e fonte. L'autore si avvale della facoltà di tutelare i contenuti qui pubblicati nelle sedi e nei modi che riterrà più opportuni.
Il blog di Andrea Russo è un sito di opinione e di intrattenimento. Non è, nè intende, essere una testata giornalistica e non ne ha le caratteristiche (redazione, periodicità fissa, registrazione presso un tribunale, et cetera).
È pertanto dispensato dalle regole riguardanti la stampa nei periodi elettorali.

Ogni mercoledì, ore 19:00 - Ne riparliamo a Budapest

martedì 27 luglio 2010

Festa di Sant'Andrea, finale col brivido

Pescara. Si è conclusa ieri a notte inoltrata la festa di Sant'Andrea, cara ai pescatori che a lui chiedono protezione contro le insidie del mare. Un mare che dà loro da vivere, a costo però di tanto duro sacrificio.

Dopo i rituali dedicati al santo, con la statua in processione (che quest'anno per le condizioni climatiche non ottimali non si è conclusa con il suo trasporto sulla barca, in mare), ieri c'è stato il gran finale con i fuochi d'artificio di mezzanotte.

Il "Ponte del mare", che avrebbe aiutato a smaltire buona parte del traffico pedonale creatosi tra le due sponde del fiume Pescara, è stato chiuso per evitare un sovraffollamento durante gli spari che avrebbe potuto danneggiarlo. Il divertimento è stato assicurato dalle giostre, dalle bancarelle e dai servizi di ristorazione con tavoli all'aperto, arrosticini e porchetta.

In più nei pressi dell' "Arena del mare" adiacente al porto, si sono esibiti i Dik-dik. Sull'ordine e la sicurezza pubblica ci sono due note stonate da segnalare. Molti pedoni, per giungere da una parte all'altra della riviera divisa dal fiume, sono passati sulla carreggiata del raccordo "asse attezzato", rischiando di provocare gravi incidenti.I vigili non hanno impedito tale scempio.

Durante i fuochi, invece, una scheggia infuocata di uno dei razzi esplosi in aria ha preso la direzione della spiaggia, proprio dove erano presenti migliaia di persone ad assistere allo spettacolo. La temibile "cometa" artificiale, di colore verde, ha impattato con la sabbia e solo per una questione di fortuna si è evitata una tragedia. Il fuochista ha sbagliato la traiettoria di lancio e il razzo è esploso più vicino al pubblico.

La festa del santo patrono dei Pescatori piace a molti, lo dimostra la grande quantità di persone che giungono dalle città vicine per prendervi parte.Quando si organizzano eventi con decine di migliaia di persone, però, l'attenzione degli organizzatori non è mai troppa.
Andrea Russo


Dall'archivio di "Repubblica"


ESPLODONO I 'FUOCHI' SULLA FOLLA MUOIONO DUE BAMBINE E UN UOMO
Repubblica — 21 gennaio 1986 pagina 12 sezione: CRONACA

NAPOLI - In più di trecento stavano portando in processione, a Cicciano, la statua del patrono, Sant' Antonio Abate. All' improvviso, preceduto da un sibilo terrificante, si è abbattuto su di loro un potente razzo terra-aria. E' stata una tremenda esplosione in mezzo alla folla. Il razzo ha scavato per terra un grosso cratere mentre la gente, fra grida di terrore e disperate invocazioni d' aiuto, cercava scampo. Quello che doveva essere un giorno di festa per il piccolo paese dell' entroterra napoletano è diventato una tragedia. Il bilancio è di tre morti, tra cui due bimbe e una ventina di feriti, dei quali tre gravi. Ora Cicciano ha proclamato il lutto cittadino. L' inchiesta aperta dalla magistratura cercherà di spiegare come mai il potente razzo, anzichè esplodere in volo ad un' altezza che non avrebbe comportato rischi di nessun tipo, è caduto verticalmente da un mortaio di trenta metri precipitando sulla folla dei fedeli. Il fuochista si è dato alla latitanza. Carabinieri e polizia lo ricercano da molte ore. Si sospetta che il razzo non fosse di misura regolamentare e contenesse più polvere pirica degli altri. La processione doveva concludere la festa di Sant' Antonio Abate. E' una ricorrenza molto attesa nei comuni alle spalle del Vesuvio, fra il territorio di Nola e quello della provincia di Avellino. Quando ricorre, infatti, la festa del patrono di Cicciano, in tutta questa zona dell' entroterra c' è una vasta mobilitazione. Arrivano bancarelle da molte parti. Si prepara, a conclusione dei festeggiamenti, uno spettacolo di fuochi pirotecnici che attira sempre grande attenzione. La giornata si era aperta, a Cicciano, con la benedizione degli animali domestici. Davanti alla chiesa di Sant' Antonio Abate, e nelle stradine adiacenti c' era ogni tipo di animale che può essere tenuto in casa o in cortile. Bancarelle attrezzate erano venute da molti comuni della Campania. I parroci delle chiese vicine avevano impartito la benedizione agli animali, ai proprietari e agli acquirenti. Per tutta la notte la conclusione dei festeggiamenti è stata attesa da folti gruppi di fedeli, intorno a grandi falò. Per l' occasione si ammassano tronchi di legno, pezzi di alberi e vecchie masserizie. "Le nostre case si svuotano come a Capodanno", dicono a Cicciano. "Così noi onoriamo il nostro patrono". Le lingue di fuoco hanno illuminato a giorno interi tratti di strada, soprattutto nel centro del paese. Ma i fuochi pirotecnici sono il momento più atteso e di maggiore euforia. Si svolgono in uno spiazzo all' aperto, in via Mulineto. E' una zona di campagna, a circa un chilometro dalla parrocchia. L' edificio più vicino, ma a centinaia di metri, è il pastificio della ditta "Carmine Russo". La folla dei fedeli si è radunata lentamente, man mano che la processione avanzava dalla chiesa del santo patrono. A mezzogiorno erano almeno trecento le persone riunite nello spiazzo per assistere allo spettacolo pirotecnico. Tutt' intorno, a distanza di alcuni metri uno dall' altro, sono installati numerosi mortai dai quali emergono come da una rampa di lancio, dei grossi e alti razzi. Sono i "fuochi" che vengono lanciati in aria ad altezze notevoli. Quando esplodono formano una gigantesca rosa multicolore. L' attesa per questo momento, da parte degli appassionati, è sempre molto forte. Ad un certo punto, quando ancora lo spettacolo non ha avuto l' inizio ufficiale, uno dei fuochisti fa partire il suo razzo. E' un pezzo di grosse dimensioni, forse più grande della norma. Sembra un missile. La spinta propulsiva non è però sufficiente. Invece di levarsi in aria, il razzo compie una caduta verticale di oltre trenta metri. Esplode in mezzo alla folla. Investiti in pieno dall' esplosione muoiono Antonio D' Onofrio, quarantuno anni, la figlia Giovanna di nove anni, e un' altra bambina, Maria Giuseppina Russo di dodici anni. Sono sequenze allucinanti. "Ho visto molte persone scalzate da terra e proiettate lontano", racconta con grande emozione il parroco Michele Pisciotta. "Non era mai accaduta una cosa così terribile. Avevo preparato i nostri festeggiamenti con tanto impegno. Non so proprio spiegarmi come sia potuto accadere". All' ospedale di Nola vengono portate una ventina di persone, con ferite e ustioni. Tre sono rimaste ricoverate: Giuseppe Vacchiano di trentuno anni, Raffaele De Martino di venticinque, Domenico Russo di quarantadue. Hanno orrende piaghe al volto e in altre parti del corpo. I medici si sono riservati la prognosi. Il fuochista è scappato. Si tratta di Sabato Terracciano, domiciliato a Casalnuovo. Ha una fabbrica di fuochi ad Acerra. Si sospetta che abbia portato, alla festa di Sant' Antonio Abate, dei pezzi costruiti irregolarmente. Del resto le fabbriche clandestine di botti, bengala e razzi non sono poche nell' area napoletana. E anche gli incidenti sono purtroppo frequenti. Negli ultimi dieci anni sono morti trentaquattro fabbricanti di fuochi che non rispettavano le leggi. La fabbricazione dei botti abusivi, soprattutto in prossimità delle grandi feste o per le ricorrenze patronali, sviluppa un giro d' affari di molti miliardi. - di ERMANNO CORSI

mercoledì 23 giugno 2010

Un pensiero al sempreverde Corso Salani


Fu protagonista di pellicole importanti, come "Il Muro di gomma" (1991) e "Nel continente nero" (1992) di Marco Risi.

Lui però privilegiava il suo, di cinema, quello in cui era dietro la macchina da presa. Ha prodotto dei filmati che sono a metà tra il documentario e la fiction.

Schermaglie amorose, in parte reali e in parte no, con le proprie attrici, si mescolano con la descrizione di paesaggi poco conosciuti a volte. Posti di confine, quasi delle terre di nessuno dove i sentimenti si amplificano.

Telecamere insistenti sui lineamenti di giovani donne, l'amante un po' voyeur e un pò patetico che si lancia alla loro conquista.

Corso Salani aveva 48 anni. Passeggiava con la moglie ad Ostia, e stava lavorando ad un nuovo progetto. Se n'è andato di colpo, senza un preavviso. Stava bene. Eppure da un momento all'altro è mancato per colpa di un infarto.

Addio Corso, forse ci conosceremo un dì.

Vi consiglio un link: http://www.vivofilm.it/

Ma non è solo colpa di Domenech

(nella foto: Raymond Domenech con la moglie e cronista sportiva Estelle Denis).
Il tiro al bersaglio su Raymond Domenech è finito. E' vero, non a vinto nessuna delle tre competizioni alla guida dela nazionale transalpina: i mondiali 2006, gli europei del 2008 e i mondali del 2010 ancora in corso che lo vedono escluso.

E' anche vero però, che ha portato i bleu alla finale dei mondiali, quattro anni fa, dopo aver sconfitto il Brasile, e anche allora lo criticarono.

In questa edizione sudafricana Domenech è stato criticato prima ancora che si iniziasse a giocare; tante, troppe parole eccessive hanno contribuito a creare un clima che non ha fatto bene alla Francia.

Non sappiamo perchè poi Anelka abbia insultato pesantemente il tecnico, forse per reazione a qualche rimprovero.
Esistono delle gerarchie però nel calcio ed Anelka ha comunque torto.

E non giriamoci attorno: se i giocatori francesi avessero tenuto veramente al mondiale avrebbero cercato di evitare scontri verbali e non, pensando a giocare e a tacere.

Le partite si giocano sul campo, e i fatti hanno detto che un pareggio col Paraguay, una sconfitta col Messico e un'altra col Sudafrica non possono consentire il passaggio di turno.

Un quotidiano tedesco, che non si sa perchè è molto preso dalle vicende dei francesi, ha lanciato questo titolo sull'uscita della Francia dalla competizione: "Arrivederci imbecilli". Ricordiamoci che si tratta di un gioco. Chi è che non sbaglia, nel lavoro come nella vita?
Anche chi gioca male ai mondiali ha diritto ad un po' di rispetto.

martedì 22 giugno 2010

Tra una discarica abusiva e un incendio l'inciviltà la fa da padrona




Nella notte tra Mercoledì e Giovedì scorsi è stato appiccato un rogo con fiamme alte alcuni metri. E' successo presso il cavalcavia di Via Rio Sparto, che divide il quartiere di Porta Nuova da quello di San Donato.

Già da diversi giorni lo spiazzo antistante veniva fatto oggetto delle attenzioni di qualcuno che lo aveva adibito a discarica personale: vecchie reti per i letti, poltrone, frigoriferi.
Poi evidentemente qualcun altro in vena di scherzi balordi, magari sotto effetto di sostanze, ha completato l'opera dando fuoco a quei mobili e a un piccolo cassonetto lì vicino. Il fumo sprigionatosi ha invaso anche lo spazio sovrastante, dove a una decina di metri di altezza passano i binari della ferrovia. In caso dell'eventuale passaggio di un treno il macchinista avrebbe avuto problemi di visibilità.
Sono intervenuti i vigili del fuoco allertati dai residenti della zona; la loro caserma si trova tra l'altro a poche centinaia di metri. Hanno spento in una decina di minuti le fiamme, e l'episodio si è così ridimensionato nei suoi potenziali effetti dannosi.
A distanza di tre giorni, come se nulla fosse successo, sono riapparsi altri mobili: le poltrone erano dello stesso tipo (verdi e a fiori), di quelle andate a fuoco. Recidivo, il vandalo non si è curato dell'incendio. La vicenda ha come protagonisti almeno due individui: visto che nel rogo non c'era nulla di compromettente (fattore che avrebbe spinto il proprietario stesso a bruciare tutto) si può intuire che qualcun altro, per puro divertimento, abbia voluto movimentare la spenta notte di periferia. Eppure sarebbe bastato chiamare la Attiva s.p.a, società comunale che si occupa dei rifiuti, per fissare un appuntamento e far ritirare a domicilio tutti i mobili ingombranti.
La vicenda sembra cosa da poco, ma unicamente perchè le fiamme si sono sviluppate in una zona dove c'è solo cemento. Cosa sarebbe successo però se il fatto fosse avvenuto in un'area verde, magari annessa a delle abitazioni?

giovedì 17 giugno 2010

Torna Goletta Verde: controllerà lo stato di salute delle acque

Dal 6 al 9 luglio Goletta Verde tornerà a solcare le acque abruzzesi. La storica campagna di Legambiente di monitoraggio delle acque di balneazione che ogni estate, per circa due mesi, verifica lo stato di salute del mare italiano, partirà il prossimo 25 giugno da Venezia. Anche per questa edizione Legambiente ha messo a disposizione degli utenti SOS Goletta, un servizio di segnalazioni, coordinato dallo staff tecnico dell’associazione, per denunciare situazioni a rischio di inquinamento delle acque derivante da scarichi fognari abusivi, depuratori mal funzionati o tubi che arrivano direttamente in mare. Le comunicazioni, che dovranno pervenire entro il 25 giugno, saranno l’occasione per aiutare i biologi a individuare nuovi punti per i campionamenti lungo le coste italiane ma anche un modo per rendere partecipi la comunità della situazione in cui versano i mari italiani. Tubature che scaricano in mare, presenza di liquidi o sostanze sospette, tratti di mare dal colore e dall’odore sgradevoli sono solo alcuni dei buoni motivi per lanciare il proprio SOS inviando un sms 346/0080726 oppure scrivendo a scientifico@legambiente.it contribuendo così a difendere i nostri mari da nuovi episodi d’inquinamento.
Fonte: Cristina Mosca, Legambiente

lunedì 14 giugno 2010

Festeggiamenti ieri alla Nave di Cascella


Il Pescara soffre ma alla fine ce la fa: è in B


Pescara. Finisce bene il campionato di Lega Pro per il Pescara: dopo una lunga corsa caratterizzata da rovesci di fortuna, stati d'animo ora euforici ora depressi, ecco sciogliersi l'ultimo nodo e la gioia può esplodere : è serie B.
I veronesi perdono di misura la finale dei play off (1-0, 2-2 all'andata) ma escono dal campo a testa alta. Si sono permessi il lusso di lasciare in panchina uno come Di Gennaro per lasciare spazio in avanti al trio delle meraviglie Colombo-Ciotola-Berrettoni. Anche in difesa sono capitolati più per la bravura dei biancoazzurri che per loro demerito.
Ecco la sintesi della partita:

Al 2' Berrettoni ci prova da fuori area, ma il suo tiro è sbilenco.
Il Verona è più aggressivo nella prima mezz'ora, vuole segnare subito, ma Di Francesco sembra aver previsto la mossa e la sua squadra ha un 4-3-3 ch potremmo definire "difensivo": sette giocatori dietro coprono bene gli spazi e appena possono effettuano lanci in verticale per i tre compagni che stanno davanti.

Ganci sembra molto vispo come al solito, ma rischia anche di farsi cacciare: dopo una prima ammonizione per proteste al 10', cintura un difensore avversario in un'azione di attacco e fa temere il peggio ai suoi tifosi.

E' l'altra faccia della sua vis agonistica: dopo un pallonetto non andato a buon fine all'8', si inserisce molto bene in velocità tra le maglie della difesa veronese alla mezz'ora: conclude fiaccamente di sinistro e i gialloblù tirano un sospiro di sollievo.
La squadra di casa guadagna metri nel secondo tempo, e dopo pochi minuti un tiro di Coletti da l'illusione ottica del gol. Ma il vantaggio arriva dopo poco: passaggio rasoterra dalla sinistra di Bonanni, e da posizione centrale, da oltre trenta metri, Ganci fa esplodere un bolide tremendo che trafigge un incolpevole Rafael: un eurogol che lascia tutti increduli, una perla da almanacco del calcio.

Il Verona subisce il colpo e inizia il tiro a segno dei biancoazzurri, che iniziano a concludere da tutte le posizioni. Il Verona si fa vedere dalle parti di Pinna solo con un tiro di Rantier e un colpo di testa insidioso e ravvicinato di Selva.

Il Delfino però fa di più e finisce la partita in attacco: dopo quattro partite (due gare di campionato e una di Play off), glia adriatici riescono a riportare al quarto tentativo una vittoria sugli scaligeri che sembravano avere sette vite come i gatti.

Il Pescara è in B e la città intera festeggia con bandiere e trombette fino a notte fonda.
Eppure, tre mesi fa circa, la situazione sembava quasi compromessa: la vetta della classifica si allontanava, ma dopo una sfuriata dei dirigenti (soprattutto di Maurizio Edmondo) tutto il gruppo di giocatori si è trasformato. La squadra attualmente gioca un ottimo calcio, unendo resistenza fisica e tattica: più o meno tutti (dirigenti, giornalisti locali e tifosi) sono concordi nel valutare che con 4-5 rinforzi l'anno prossimo è possibile fare un campionato di vertice anche in serie B.
Andrea Russo

mercoledì 9 giugno 2010

Stelvio Cipriani

Classe 1937, formatosi all'Accademia di Santa Cecilia a Roma, Stelvio Cipriani ha scritto decine di colonne sonore per il cinema italiano. Nella lista figurano b movies poliziotteschi, horrors faciloni ma anche produzioni importanti, tra cui Anonimo Veneziano.

Anonimo Veneziano

Sulla musica di quest'ultimo film c'è un caso di plagio da accertare: essa infatti è quasi uguale a quella di "Love story", firmata da Francis Lai che vinse l'oscar per la migliore colonna sonora.

I films sono usciti nello stesso anno, il 1970. Anche le trame sono molto simili: uno dei due amanti protagonisti muore per un male incurabile. Da segnalare il fatto che "Anonimo Veneziano" , diretto da Enrico Maria Salerno, è una tappa importante per Florinda Bolkan e Tony Musante.

La Bolkan ha una storia particolare che merita di essere raccontata.

Più famosa in Italia che in Brasile, fu scoperta giovanissima dalla contessa Cicogna, cugina di Luchino Visconti. Tra le due c'era un amore saffico, cosa che in tempi di cinema torbido non poteva che giocare a favore della bella Florinda.
Dopo un provino improvvisato durante una vacanza Ischia Visconti la lanciò questa hostess di volo nel mondo del cinema e il successo arrivò quasi da subito con
"Metti una sera a cena" (1969).


Felicita





Chi ha copiato?


Stelvio Cipriani - Anonimo Venezianohttp://www.youtube.com/watch?v=Vn0duZ1FCeU


Francs Lai - Love Story - Theme

Mustang - Bossalonga

Un altro splendido brano firmato dai Mustang, gruppo di cui non sono riuscito a reperire nessuna notizia, se non l'inclusione del brano in questione nella compilation "Metti una bossa a cena, vol. 2". Forse si tratta di una di quelle formazioni artistiche che nascono per qualche progetto ben circoscritto, come quello di comporre le musiche di un film. Sicuramente si celano, dietro queste note, importanti musicisti alle dipendenze delle case discografiche.