Classe 1937, formatosi all'Accademia di Santa Cecilia a Roma, Stelvio Cipriani ha scritto decine di colonne sonore per il cinema italiano. Nella lista figurano b movies poliziotteschi, horrors faciloni ma anche produzioni importanti, tra cui Anonimo Veneziano.
Anonimo Veneziano
Sulla musica di quest'ultimo film c'è un caso di plagio da accertare: essa infatti è quasi uguale a quella di "Love story", firmata da Francis Lai che vinse l'oscar per la migliore colonna sonora.
I films sono usciti nello stesso anno, il 1970. Anche le trame sono molto simili: uno dei due amanti protagonisti muore per un male incurabile. Da segnalare il fatto che "Anonimo Veneziano" , diretto da Enrico Maria Salerno, è una tappa importante per Florinda Bolkan e Tony Musante.
La Bolkan ha una storia particolare che merita di essere raccontata.
Più famosa in Italia che in Brasile, fu scoperta giovanissima dalla contessa Cicogna, cugina di Luchino Visconti. Tra le due c'era un amore saffico, cosa che in tempi di cinema torbido non poteva che giocare a favore della bella Florinda.
Dopo un provino improvvisato durante una vacanza Ischia Visconti la lanciò questa hostess di volo nel mondo del cinema e il successo arrivò quasi da subito con
"Metti una sera a cena" (1969).
Felicita
Chi ha copiato?
Stelvio Cipriani - Anonimo Venezianohttp://www.youtube.com/watch?v=Vn0duZ1FCeU
Francs Lai - Love Story - Theme
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Ogni mercoledì, ore 19:00 - Ne riparliamo a Budapest
mercoledì 9 giugno 2010
Mustang - Bossalonga
Un altro splendido brano firmato dai Mustang, gruppo di cui non sono riuscito a reperire nessuna notizia, se non l'inclusione del brano in questione nella compilation "Metti una bossa a cena, vol. 2". Forse si tratta di una di quelle formazioni artistiche che nascono per qualche progetto ben circoscritto, come quello di comporre le musiche di un film. Sicuramente si celano, dietro queste note, importanti musicisti alle dipendenze delle case discografiche.
Video del giorno
Luca Carboni, tra la metà degli anni '80 e l'inizio degli anni '90 ha raggiunto la sua acmè artistica, mostrando uno stile personale e rarefatto. Una stagione difficile da ripetere, uno stato di grazia ben testimoniato da questo brano. Il video è sbarazzino e semplice, la canzone è romantica ma grintosa
www.youtube.com/watch?v=ysmgNjIvdtY&feature=related
www.youtube.com/watch?v=ysmgNjIvdtY&feature=related
martedì 8 giugno 2010
Francesca Schiavone si gode la vittoria al Roland Garros
domenica 6 giugno 2010
Finisce in parità al Bentegodi. 90 minuti di passione ancora per sapere chi andrà in B.
Splendida cornice di pubblico al Bentegodi, coi tifosi che prediligono la parte alta degli spalti, al riparo dal sole. Presenti anche circa 2000 supporters pescaresi.
Parte bene il Verona che al 3' è già in vantaggio con Ciotola. Il Pescara tiene in mano il pallino del gioco, ma la sua manovra è sterile. Anzi, il passivo potrebbe farsi più pesante quando al 25' Berrettoni si trova libero sulla sinistra, potrebbe accentrarsi e tirare meglio, invece spara alto.
Il tecnico gialloblù Vavassori, cosciente del fatto che gli ospiti hanno tre trequartisti, imbottisce di uomini la loro porzione di campo, inibendo l'iniziativa avversaria. La partita si sblocca al 54', quando Pugliese respinge col braccio un tiro destinato in porta.
Espulsione per lui e rigore per il Pescara. Ganci realizza spiazzando Raphael con una finta.
Il Pescara prende coraggio e infila una serie di azioni pericolose.
La sua supremazia è sancita dal tocco di Sansovini che devia con la parte alta della testa un preciso cross proveniente dalla fascia destra.
E' il 68' e siamo sul 2-1. Sembra fatta per il Pescara, forte della sua superiorità numerica; e invece al quarto minuto di recupero c'è una punizione sulla fascia destra per il Verona: Russo si inserisce bene in area e con una bella rovesciata riapre i giochi.
Se ne riparlerà tra sette giorni allo stadio Adriatico, dopo questo precedente che ha visto le squadre equivalersi non solo sul piano del risultato, ma anche su quello del gioco.
Andrea Russo
Parte bene il Verona che al 3' è già in vantaggio con Ciotola. Il Pescara tiene in mano il pallino del gioco, ma la sua manovra è sterile. Anzi, il passivo potrebbe farsi più pesante quando al 25' Berrettoni si trova libero sulla sinistra, potrebbe accentrarsi e tirare meglio, invece spara alto.
Il tecnico gialloblù Vavassori, cosciente del fatto che gli ospiti hanno tre trequartisti, imbottisce di uomini la loro porzione di campo, inibendo l'iniziativa avversaria. La partita si sblocca al 54', quando Pugliese respinge col braccio un tiro destinato in porta.
Espulsione per lui e rigore per il Pescara. Ganci realizza spiazzando Raphael con una finta.
Il Pescara prende coraggio e infila una serie di azioni pericolose.
La sua supremazia è sancita dal tocco di Sansovini che devia con la parte alta della testa un preciso cross proveniente dalla fascia destra.
E' il 68' e siamo sul 2-1. Sembra fatta per il Pescara, forte della sua superiorità numerica; e invece al quarto minuto di recupero c'è una punizione sulla fascia destra per il Verona: Russo si inserisce bene in area e con una bella rovesciata riapre i giochi.
Se ne riparlerà tra sette giorni allo stadio Adriatico, dopo questo precedente che ha visto le squadre equivalersi non solo sul piano del risultato, ma anche su quello del gioco.
Andrea Russo
La musica per il cinema degli anni '70
In Italia abbiamo una grande trdizione cinematografica, sebbene negli ultimi anni la settima arte accusi un vistoso declino.
Non fa eccezione la musica composta per il cinema, che negli anni '70 ha vissuto un momento magico difficilmente ripetibile.
I protagonisti di quell'epoca erano talenti cristallini. Ennio Morricone non ha bisogno di presentazioni, come del resto Armando Trovajoli (quello di Arrivederci Roma e Aggiungi un posto a tavola)e Piero Piccioni.
Tra i dimenticati e i sottovalutati ve ne sono molti altri. Tanto per citarne alcuni, Daniele Patucchi non si è discostato da quel genere fusion-bossa nova che andava per la maggiore negli anni '70, e a cui non si è sottratto nemmeno il jazz-man Roberto Pregadio.
Piero Piccioni ha firmato le colonne sonore della maggior parte dei films di alberto Sordi negli anni '70-80, e Fred Bongusto cantò la sua "Noi innamorati all'improvviso".
Sono melodie che ci riconducono ad una visione del mondo ristretta, fatta di passioni torbide, di suggestioni notturne dei film riprogrammati ad ora tarda.
Films a volte volutamente di serie B che però non mancavano di lampi di genio. Musiche bellissime abbinate ad obbrobri su celluloide, come "The man from the deep River" di Umberto Lenzi. Film che rispecchia il talento avventuroso di Ivan Rassimov, la cui storia personale è eloquente: il triestino col volto da straniero nella vita era coraggioso e forte come nei suoi films.
Come dimenticare quelle atmosfere struggenti e melodiche, sottolineate spesso dalla voce di sirena di Edda dell'Orso?
Era un jazz brasiliano, una fusion o una bossa nova mai più ripetutesi, e per questo distintive di quel periodo.
Intensi e sostanziali, gli anni'70 non erano certo privi di estremismi stupidi, di un maschilismo autolesionista e di una presunta "vis" che in realtà era puerilismo da fumetto.
Eppure, con tutta la loro ingenuità e volgarità gratuita tali prodotti dello spirito italico sovrastano le pellicole attuali. Siamo vergognosamente (mi dispiace dirlo, ma è così) rappresentati da Scamarcio, da Elio Germano e da Giovanna Mezzogiorno, attori che meritano rispetto, ma che trent'anni fa non avrebbero potuto essere capofila di nessun cinema, se non davanti alla biglietteria.
E così, tra il prendere e il lasciare nella valorizzazione delle musiche di "Emanuelle nera" o di un film con Edwige Fenech, io prendo, senza pensarci due volte.
Quei suoni, alla luce dei nostri giorni, sono addirittura un caposaldo di civiltà che premia il sacrificio, lo studio della musica e un modo di lavorare che unisce inventiva ad una solida cultura.
Il Jazzman Piero Umiliani, tra l'altro autore dell famosa sigla sportiva "Discomania", Alessandro Alessandroni, diventano ideali cavalieri di un'epoca eroica che si allontana sempre più. Vi saluto con la splendida "Susan Theme" di Daniele Patucchi, preannunciandovi una selezione di brani che delizieranno gli amanti del genere.
Una riflessione ultima: forse non è un caso che molti artisti brasiliani vedano nel padre della Bossa Nova un Francese delle colonie, ovvero Henri Salvador. Essa nasce come genere internazionale e non appoggia del tutto i piedi in Brasile in realtà,sebbene vi tragga ispirazione. La dimostrazione è data dalla quantità di autori italiani succitati che fanno parte integrante della sua storia.
Non fa eccezione la musica composta per il cinema, che negli anni '70 ha vissuto un momento magico difficilmente ripetibile.
I protagonisti di quell'epoca erano talenti cristallini. Ennio Morricone non ha bisogno di presentazioni, come del resto Armando Trovajoli (quello di Arrivederci Roma e Aggiungi un posto a tavola)e Piero Piccioni.
Tra i dimenticati e i sottovalutati ve ne sono molti altri. Tanto per citarne alcuni, Daniele Patucchi non si è discostato da quel genere fusion-bossa nova che andava per la maggiore negli anni '70, e a cui non si è sottratto nemmeno il jazz-man Roberto Pregadio.
Piero Piccioni ha firmato le colonne sonore della maggior parte dei films di alberto Sordi negli anni '70-80, e Fred Bongusto cantò la sua "Noi innamorati all'improvviso".
Sono melodie che ci riconducono ad una visione del mondo ristretta, fatta di passioni torbide, di suggestioni notturne dei film riprogrammati ad ora tarda.
Films a volte volutamente di serie B che però non mancavano di lampi di genio. Musiche bellissime abbinate ad obbrobri su celluloide, come "The man from the deep River" di Umberto Lenzi. Film che rispecchia il talento avventuroso di Ivan Rassimov, la cui storia personale è eloquente: il triestino col volto da straniero nella vita era coraggioso e forte come nei suoi films.
Come dimenticare quelle atmosfere struggenti e melodiche, sottolineate spesso dalla voce di sirena di Edda dell'Orso?
Era un jazz brasiliano, una fusion o una bossa nova mai più ripetutesi, e per questo distintive di quel periodo.
Intensi e sostanziali, gli anni'70 non erano certo privi di estremismi stupidi, di un maschilismo autolesionista e di una presunta "vis" che in realtà era puerilismo da fumetto.
Eppure, con tutta la loro ingenuità e volgarità gratuita tali prodotti dello spirito italico sovrastano le pellicole attuali. Siamo vergognosamente (mi dispiace dirlo, ma è così) rappresentati da Scamarcio, da Elio Germano e da Giovanna Mezzogiorno, attori che meritano rispetto, ma che trent'anni fa non avrebbero potuto essere capofila di nessun cinema, se non davanti alla biglietteria.
E così, tra il prendere e il lasciare nella valorizzazione delle musiche di "Emanuelle nera" o di un film con Edwige Fenech, io prendo, senza pensarci due volte.
Quei suoni, alla luce dei nostri giorni, sono addirittura un caposaldo di civiltà che premia il sacrificio, lo studio della musica e un modo di lavorare che unisce inventiva ad una solida cultura.
Il Jazzman Piero Umiliani, tra l'altro autore dell famosa sigla sportiva "Discomania", Alessandro Alessandroni, diventano ideali cavalieri di un'epoca eroica che si allontana sempre più. Vi saluto con la splendida "Susan Theme" di Daniele Patucchi, preannunciandovi una selezione di brani che delizieranno gli amanti del genere.
Una riflessione ultima: forse non è un caso che molti artisti brasiliani vedano nel padre della Bossa Nova un Francese delle colonie, ovvero Henri Salvador. Essa nasce come genere internazionale e non appoggia del tutto i piedi in Brasile in realtà,sebbene vi tragga ispirazione. La dimostrazione è data dalla quantità di autori italiani succitati che fanno parte integrante della sua storia.
mercoledì 2 giugno 2010
Mondiali in Sudafrica, ecco la lista degli azzurri convocati
Si parlava, agli inizi, di un Lippi tradizionalista, intenzionato a portatre con sè nella nuova edizione dei Mondiali il vecchio blocco di giocatori; quelli, in sostanza,che godevano più della sua fiducia in termini umani e calcistici. E invece sono 14 su 23 coloro che non facevano parte della spedizione in Germania.
1 - Gianluigi Buffon (Juve)
2 - Christian Maggio (Napoli)
3 - Domenico Criscito (Genoa)
4 - Giorgio Chiellini (Juve)
5 - Fabio Cannavaro (Juve)
6 - Daniele De Rossi (Roma)
7 - Simone Pepe (Udinese)
8 - Rino Gattuso (Milan)
9 - Vincenzo Iaquinta (Juventus)
10 - Antonio Di Natale (Udinese)
11 - Alberto Gilardino (Fiorentina)
12 - Federico Marchetti (Cagliari)
13 - Salvatore Bocchetti (Genoa)
14 - Morgan De Sanctis (Napoli)
15 - Claudio Marchisio (Juventus)
16 - Mauro German Camoranesi (Juventus)
17 - Angelo Palombo (Sampdoria)
18 - Fabio Quagliarella (Napoli)
19 - Gianluca Zambrotta (Milan)
20 - Giampaolo Pazzini (Sampdoria)
21 - Andrea Pirlo (Milan)
22 - Riccardo Montolivo (Fiorentina)
23 - Leonardo Bonucci (Bari)
1 - Gianluigi Buffon (Juve)
2 - Christian Maggio (Napoli)
3 - Domenico Criscito (Genoa)
4 - Giorgio Chiellini (Juve)
5 - Fabio Cannavaro (Juve)
6 - Daniele De Rossi (Roma)
7 - Simone Pepe (Udinese)
8 - Rino Gattuso (Milan)
9 - Vincenzo Iaquinta (Juventus)
10 - Antonio Di Natale (Udinese)
11 - Alberto Gilardino (Fiorentina)
12 - Federico Marchetti (Cagliari)
13 - Salvatore Bocchetti (Genoa)
14 - Morgan De Sanctis (Napoli)
15 - Claudio Marchisio (Juventus)
16 - Mauro German Camoranesi (Juventus)
17 - Angelo Palombo (Sampdoria)
18 - Fabio Quagliarella (Napoli)
19 - Gianluca Zambrotta (Milan)
20 - Giampaolo Pazzini (Sampdoria)
21 - Andrea Pirlo (Milan)
22 - Riccardo Montolivo (Fiorentina)
23 - Leonardo Bonucci (Bari)
martedì 1 giugno 2010
Il mio nome è nessuno (musiche di Ennio Morricone)
Il mio nome è nessuno - Tema principale
Il mio nome è nessuno - L'Orda selvaggia
Il mio nome è nessuno - L'Orda selvaggia
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