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sabato 2 settembre 2023

Calciomercato Pescara: il punto alla chiusura dei battenti


Nella foto:lo stadio Adriatico Cornacchia di Pescara dopo la recente ristrutturazione


Il Calciomercato del Pescara si è chiuso ieri alle 20:00. Ho già espresso delle opinioni di recente in merito alla campagna acquisti. Poco è cambiato in seguito. Mancavano una mezzala e un difensore. Sono arrivati Franchini e Di Pasquale, entrambi dal discreto curriculum.

Possiamo già svolgere alcune riflessioni in merito.

La prima è che Lescano, bomber da 21 reti la scorsa stagione, con due mesi e mezzo passati in panchina per motivi disciplinari, non è stato rimpiazzato adeguatamente, almeno sulla carta, dai subentrati Tommasini e Accornero.

La seconda: ci sono degli elementi nuovi e in parte sconosciuti perchè provenienti dalle squadre Primavera o con poca esperienza, per cui bisogna per forza vederli all'opera per saperne di più.

Terza: alcuni elementi possono essere considerati come buoni acquisti: Tunjov, Squizzato, lo stesso Di Pasquale e anche Franchini. Con l'arrivo degli ultimi due si è ribilanciata un minimo una rosa molto giovane.

Quarta: alcuni elementi considerati giovani l'anno precedente hanno un anno in più alle spalle e questo rodaggio potrebbe essere positivo. Plizzari, Mesic (che è in crescita di condizione e l'anno scorso non ha giocato per molto tempo ed era reduce da un infortunio grave). Soprattuto Pellacani, che è un centrale o anche esterno grintoso, non ha giocato per la maggior parte della stagione l'anno scorso e quest'anno si propone come l'uomo in più.

In definitiva, le cessioni di Lescano, Rafia e Delle Monache farebbero pensare ad un indebolimento, ma al di là di chi li sostituisce adesso nei loro specifici ruoli, ci sono parecchi calciatori nuovi che vanno valutati sul campo e che potrebbero compensare le partenze e rendere la squadra al livello dell'anno scorso almeno.

Il Pescara non parte favorito in questo campionato, in questo girone B e soprattutto ai play off dove ci saranno quasi sicuramente corazzate importanti negli altri gironi come Avellino e Catania, tanto per gradire.

Il fattore Zeman, tecnico che quando riesce a trovare la stagione giusta può fare la differenza come già è avvenuto a Pescara nel 2011, potrebbe essere il vero valore aggunto e far rendere un 20-30% in più un parco giocatori sulla carta discreto ma non eccelso.

Oggi, alle 20:30, ci sarà la Juventus Next Generation all'Adriatico. Si possono prevedere forse 5500 - 6000 spettatori. Ieri alle 20:00 i biglietti venduti erano quasi 3000 di fronte ai 1500 abbonamenti. 

Non male, vista la campagna abbonamenti fiacca e la disaffezione cronica della piazza verso la dirigenza del Delfino.

Anche questo fa parte dell' "effetto Zeman"

venerdì 1 settembre 2023

Se vogliamo discutere di ecologia, facciamolo seriamente



Il dibattito sui media in questo come su altri temi è spinto più sulla rissa e sulla semplificazione che su una seria analisi.




Nella foto: Greta Thunberg

Si parla di auto elettriche ela Ue le propone come la panacea di tutti i mali per l'inquinamento globale. Peccato che queste auto con pochi centimetri di pioggia possono rompersi. Peccato anche che la loro autonomia sia limitata a poche centinaia di chilometri e ci vogliano ore per ricaricarle.

Se si va da Roma a Milano con una auto elettrica potremmo rimanere a piedi.

L'energia elettrica necessaria viene prodotta anche con metodi che non sono  green.  Inoltre le batterie necessitano di uno stoccaggio molto ben organizzato, giacchè sono radioattive.

Per produrre alcune componenti occorrono le terre rare. Siccome, come dice il nome stesso, queste terre sono rare, va da sè che le auto elettriche, così come sono prodotte adesso, non hanno un grande futuro.

Inoltre sono molto costose e non sono per tutte le tasche.

Ed è inutile che l'Unione Europea tenti di bandire auto seminuove euro 5 del 2014 per costringere i comuni mortali a comprare una auto nuova, magari elettrica. Non può funzionare.

Immaginate se i soccorsi nella recente alluvione in Romagna fossero stati svolti con mezzi elettrici. Si sarebbero fermati a metà strada.

Si parla di auto a idrogeno, ma sia la produzione di idrogeno che la creazione di auto che usano questo mezzo non è ne' green ne' sicuro. L'idrogeno compresso può essere fonte di esplosioni. Fughe di idrogeno possono causare avvelenamento e ustioni alla pelle. In più occorrerebbe un adeguato metodo di approvvigionamento di idrogeno, che non esiste in natura da solo ma è sempre legato ad altri elementi. Bisognerebbe produrlo in larga scala e non conviene farlo fin quando tale tecnologia non sarà sicura.

Per quanto riguarda la produzione di energia, gli Stati più sviluppati del mondo utilizzano una strada sola: un mix di fonti. Il Giappone si serve del nucleare e di altre fonti, forte di un piano energetico per i prossimi cento anni. I Tedeschi pianificano per i 60 anni successivi e sebbene siano molto attenti alle energie alternative e green, ancora oggi utilizzano centrali nucleari.



Nella foto: il sottoscritto Gretizzato


I Tedeschi sono molto avanti nella produzione dell'energia a biomasse, ma non è certo quella la fonte prevalente del loro approvvigionamento, segno che questa non può essere la via maestra.

Stessa cosa dicasi per l'energia solare, la cui produzione  in Italia presso le abitazioni dei singoli cittadini potrebbe essere semplificata e coadiuvata con maggiore organizzazione. Si potrebbero costruire più centrali ad energia solare, ma non è la soluzione. Il sole va e viene, quindi la produzione non è continua. I pannelli necessitano di manutenzione, sono danneggiabili dalla grandine. Surriscaldano il terreno attorno. Danneggiano il paesaggio in zone di rilevanza artistico-paesaggistico.

Sottraggono spazio alle colture.

L'olio di colza non può sostituire la benzina, perchè le colture necessarie sarebbero troppo estese rispetto alla disponibilità di terra esistente. Pare che si possa utilizzare anche la Marijuana per produrre combustibile, ma quello può andare bene per un road party Jamaicano al massimo.

In Giappone addirittura utilizzano l'olio di  frittura residua, di sera, dei ristoranti, per alimentare i mezzi pubblici. Questo però non risolve certo i loro problemi di approvvigionamento di idrocarburi.


L'implementazione dei servizi pubblici e dei parcheggi di scambio nelle città medie e grandi potrebbero essere d'aiuto, ma non se ne parla nei media in maniera rilevante.


Il maggior controllo sugli incendi estivi, che sono quasi sempre di origine dolosa, aiuterebbe a preservare il territorio a livello ambientale, produrrebbe una qualità dell'aria maggiore e un ecosistema più forte e sano.

Nella foto: Sara Falzone, la bambina della pasta Barilla, che ha ispirato Greta Thunberg e me


E' per questo che affidarsi a guru come la ragazzina Svedese che con la scusa della ecologia fa pippa a scuola prima ogni venerdì e poi per un anno sabbatico non porta a nulla. La soluzione non sono i ragazzini estremisti che bloccano il traffico e imbrattano i monumenti della nostra bella e invidiata nazione.

Parliamone seriamente, non come fanno nella Ue, dove poi si scopre che alcuni parlamentari si sono fatti corrompere dagli sceicchi Qatarioti.

Assurde direttive Europee sulle auto Euro 5



Con le regole Ue vigenti milioni di europei dovrebbero rinunciare alla macchina

Nella foto in alto c'è una Alfa Giulietta, prodotta negli anni delle euro 5. E' un'auto con moltissime dotazioni di serie e frutto di una tecnologia molto avanzata. Secondo le direttive europee non dovrebbe più circolare. 

Nel prossimo Consiglio dei Ministri il ministro Gilberto Pichetto Fratin, di concerto con il ministro Raffaele Fitto - precisa la nota - presenteranno un decreto per prorogare il blocco dei motori diesel Euro 5 previsto per il 15 settembre da un provvedimento imposto dall'Europa”.


“Intanto il Governo  - concludono gli esponenti regionali di FdI - lavorerà su proposte alternative quali interventi sugli impianti di risaldamento obsoleti, sulla riqualificazione del manto stradale con soluzioni che evitano la dispersione nell’aria, un più ragionevole utilizzo del dispositivo Move In con la sua installazione gratuita per gli utilizzatori, e incentivi economici per l’acquisto di mezzi green”.

Questo è un estratto di un articolo di ieri pubblicato sul sito della Rai.


Prosegue dunque l'assurdità delle regole imposte dalla Ue in tema di mobilità.


Si impongono le auto elettriche come unica forma di circolazione automobilistica entro il 2035 E' un obiettivo assurdo e non fattibile per costri, arretratezza tecnologica, infrastrutturale e anche inutile al fine della salvaguardia del pianeta perchè il resto del mondo non ha tale norma).


Il cattivone che inquina e mette a repentaglio il mondo è dunque il proletario che ha la Panda.


Le auto euro 5 sono state prodotte dal 2009 al 2014.  E' assurdo che un'auto del 2014, specie se passa la revisione ed è in buono stato, non possa circolare, anche tra due, cinque o dieci anni.


Chi non ha tanti soldi può permettersi al massimo auto di seconda mano.


Ci sono interi paesi della Ue in cui circola una maggioranza di veicoli usati e ben più vecchi degli Euro 5.


Una regola Europea deve dunque valere per tutti, In Italia come in altri paesi.


Queste regole dell'Europa al caviale della Von Der Layen vengono dettate mentre numerosi paesi UE sono in grosse difficoltà economiche, a cui la Ue si guarda bene da dare soluzioni. Anzi. Distrugge pezzo per pezzo le economie con le sue raccomandazioni sui lockdown, sulla politica monetaria, sulle licenze balneari ed altro ancora.


Questa dell'euro 5 è la solita stupidaggine che va contro i cittadini Europei invece di aiutarli. Bene farà il governo se effettivamente vuole una proroga, ma due anni sono pochissimi.

Governo Meloni latitante in temi di lavoro, indipendenza energetica, sovranità. In barba alla sua aura di Nazionalismo e di Sovranismo


Il nostro Esecutivo era stato "rimandato a settembre". Per ora è bocciato con gravi insufficienze


Giorgia Meloni ha insediato il suo governo il 23 Ottobre 2022. Siamo al Primo di Settembre. La scusa: -E' lì da poco-  non tiene più, se mai essa abbia avuto senso.

Questo governo si è distinto per due caratteristiche: 

1 La totale assenza di provvedimenti che potessero avere un impatto sul tessuto economico e sociale Italiano.

2 L'abbondanza di viaggi di Giorgia Meloni, tra un meeting e un altro, tra un bilaterale e un G20. Certo, le questioni internazionali e gli accordi hanno una loro importanza, ma quando un premier è sempre in viaggio e le situazioni da risolvere rimangono lì dove sono, ci si pone delle domande.

Giorgia Meloni aveva promesso e proposto risposte al caro prezzi per quanto riguarda l'energia.

I costi rimangono alti e il governo Meloni ha rimosso il taglio delle accise sulla benzina introdotte dal governo precedente.

La sforbiciata parziale e destinata solo a parte degli Italiani è programmata per il lungo termine. Per ora invece ci sono rincari in vista, stando alle indiscrezioni sulla prossima manovra autunnale. Nel migliore dei casi ci sono sgravi ad alcune categorie e incrementi ad altre, tasse rimosse o diminuite ed altre aumentate.

E' il solito e cervellotico taglia e cuci a cui siamo abituati da decenni e che non ha prodotto nulla di buono.

La Meloni aveva promesso nuove centrali energetiche e nuove trivellazioni per usare il nostro petrolio. Dove sono?

Il Ministro delle Infrastrutture Salvini aveva annunciato il Ponte sullo Stretto. Dov'è?

La Meloni aveva promesso una stretta sull'arrivo dei migranti, insieme con una diminuzione dei morti in mare. Ha proposto per un decennio circa il "blocco navale" addirittura. 

Gli sbarchi sono raddoppiati nell'ultimo anno.

Gli Ucraini accolti nella misura di centinaia di migliaia di persone sono anch'essi migranti e se ha un senso accogliere i rifugiati dalle guerre, non mi sembra che ci sia posto il problema per un loro inserimento reale nella società.

Soprattutto non si lavora per permettergli di ritornare a casa a guerra finita. Nè tantomeno si pensa che molti di essi non vorranno nemmeno tornare e rimarranno a carico di un paese già in forte crisi economica come il nostro, dove i giovani continuano ad emigrare per mancanza di lavoro.

Anzi, il governo lavora per servire scioccamente i propositi di guerra di Biden, perorando idee opposte a quelle che solo cinque anni fa Giorgia Meloni perorava (si leggano le sue dichiarazioni sulle sanzioni alla Russia e sulla Crimea).

Questo apre un altro argomento: il totale servilismo del governo attuale nei confronti degli Stati Uniti. Se è vero che siamo una colonia e che ci sono 19 basi Nato sul nostro territorio, è anche giusto mantenere la schiena dritta e chiedere una compensazione per la nostra collaborazione.

Un governo democratico non finanzia un regime corrotto che sopprime il dissenso, anche con l'uccisione, come quello Ucraino (vedi Gongadze, Buzina, Rocchelli e tanti altri). Lì non c'è democrazia e i partiti e media di opposizione vengono sciolti.

Le armi mandate finiscono in buona parte nelle mani della criminalità e dei terroristi.

L'Italia si fa partecipe di questo anzichè proporsi come mediatore per la pace e traendone anche un beneficio economico.

Avevo scritto in un precedente post, che potete trovare facilmente, che non farò sconti al governo Meloni. Per ora il nostro esecutivo è fallimentare, quasi totalmente fermo, succube di potenze di grande e di media importanza,  non parla dei temi del lavoro e non persegue l'interesse nazionale.

Chi mi conosce sa cosa vuol dire per me ciò che sto per scrivere: rimpiango quasi il governo Draghi.

Presentata la nuova Alfa 33 "Stradale": una auto per pochi eletti

 



Il 30 di Agosto mi è capitato casualmente di assistere alla presentazione in streaming della nuova Alfa 33 stradale, sorta di remake di una auto sportiva che nulla a che fare con la 33 che ha venduto un milione di esemplari dal 1983 al 1995.

Di questa verranno prodotti solo 33 esemplari, già tutti prenotati da clienti facoltosi.

La macchina è interessante e ricalca le forme della sua omonima Alfa 33 Stradale, vettura sportiva degli anni '60.

Colpiscono i cerchi e i fari, molto ricercati.

Gli interni non sono stati mostrati e ne abbiamo solo qualche immagine modificata al computer.

Saranno disponibili due motori: o la versione a benzina da 620 cavalli 3.0 V6 oppure la elettrica da 750 cavalli con una autonomia di 450 km.

La cerimonia di presentazione non è stata esaltante. L'ottimo attore e doppiatore Luca Ward, a dispetto del suo cognome anglosassone, si è prodotto in una introduzione retorica ed entusiastica, mostrando un inglese stentoreo, abbastanza corretto grammaticalmente, ma masticato con cacio e pepe.

Resta comunque un grande talento e il suo charme si è notato anche in questa occasione.

Sono seguiti altri discorsi affettati e troppo retorici anch'essi di dirigenti e progettisti Alfa.

La macchina non si vedeva bene, non veniva inquadrata nei dettagli e nelle varie angolature, si trovava in un teatro sotto le luci artificiali e come detto prima, gli interni non sono stati mostrati

Andiamo al nocciolo della questione: produrre una superautomobile per soli 33 membri del jet set è una operazione più dimostrativa che altro.

Non c'è di certo un grande guadagno. Non si fa breccia nel cuore dei veri appassionati Alfisti. Alfa Romeo è sempre stato un marchio fruibile da buona parte della popolazione. E' stato ed ancora è il mezzo con cui lavorano le forze di polizia italiane.

L'impressione è che questa auto verrà presto archiviata e ricordata in qualche museo di modernariato al massimo. Di sicuro gli appassionati rimarranno freddi.

Una operazione del genere serve probabilmente solo a dimostrare che Alfa può entrare più decisamente nel mercato sportivo di lusso e prepara la strada per futuri modelli creati in più larga scala e che possano portare a un maggior riscontro economico.















giovedì 31 agosto 2023

Io sto dalla sua parte, "in Toto"


Toto Cutugno ha portato lustro al nostro paese, anche all'estero, in barba ai giornalisti snob. 

La notizia della sua dipartita mi ha lasciato un po' sorpreso. Eppure aveva 80 anni e sapevo della sua malattia che aveva lasciato segni importanti.

Lui però sembrava sempre più giovane della sua età e negli ultimi anni la sua somiglianza con Celentano aveva lasciato il passo a quella con Caetano Veloso, il cantautore Brasiliano anche lui brizzolato e dalla pelle baciata dal sole.

Me lo ricordo eccome, quando conduceva Domenica In, invitando gli altri a cantare insieme a lui. E lo faceva con una certa spontaneità e assenza di smancerie, che sembrava rivolgersi non ad un pubblico di estranei, ma ad amici di vecchia data, con cui tanti convenevoli non servono.

Mi ricordo ed ero ragazzino, di quando vinse l'Eurofestival (Eurovision) nei primi anni '90.

La notizia venne data da tutti i giornali come una cosa prestigiosa. All'epoca la Kermesse non era quella porcheria vuota e ideologica di oggi.

L'anno dopo fu lui stesso a condurre l'edizione successiva in Italia, assieme a Gigliola Cinquetti.

Il festival della canzone Europea non veniva trasmesso in Italia, ma grazie alla vittoria dell'anno precedente dovevamo essere noi il paese ospitante e la Rai fece una eccezione.

Vado ancora a memoria e ho impressi: i Just 4 fun, quartetto Norvegese, con la loro Mrs Thompson; Peppino Di Capri, anche lui in gara;  la vincitrice, Carola, bella con i suoi zigomi nordici Svedesi, i suoi occhi verde scuro, così giovane e carina eppure dal viso pulito della studentessa dalla vita normale in cui i ragazzi di allora potevano riconoscersi.

Quelli erano gli anni d'oro di Toto: presentatore di Domenica In, di Eurovision e di tanti altri programmi, eppure autore prolifico e validissimo, iperpresente a San Remo come autore e cantante.

Ha fatto cantare mezza Europa con "L'Italiano", portando allegria a Tedeschi, Sovietici e a noi stessi.

Eppure.. eppure l'Italia è un paese complicato. La critica tende a politicizzare i gusti artistici e a vedere un retropensiero dietro alle cose che si fanno. 

Toto ci rimaneva male. Lui poteva essere un po' musone e sorridere poco, ma era uno sincero e non agiva per doppi fini. Quello che scriveva lo sentiva, ed era fin troppo poco ruffiano, pagando le sue liti personalmente.

La verità è che lui non si dava pose da intellettuale, cantava di affetti sinceri, di amicizia tra i popoli, di madri e di figli. Non era di quelle vedute politiche a cui tutti gli artisti Italiani devono sottomettersi per non essere ghettizzati, non cercava di spacciare per trascendentale quello che scriveva. 

Questo alla parte del mainstream che si dava le arie non andava giù.

Ricordo di una conduttrice radiofonica ospite in un programma tv della Rai (metà degli anni 2000). Il Festival si era concluso da pochissimo, forse il giorno prima.

La dj disse che non avrebbe programmato il brano di Toto Cutugno per oscuri e contorti motivi di target e di programmazione. 

Fu una arrampicata di specchi pazzesca per non ammettere che la canzone le faceva schifo.

Toto non fece una piega e disse: "il mio disco uscirà anche in Germania, in Russia e in altri paesi, alla faccia tua!"

In realtà esclamò: alla faccia della (cognome della conduttrice) ma non è importante citarla in questa sede, perchè non merita di essere additata comunque.

Non importa, quello che intendevo è che lui era una persona vera, e si arrabbiava come una persona priva di ipocrisie. Quante volte ha contestato i veleni di Sanremo, le chiacchiere inutili. 

Al Festival dei fiori ha trionfato solo nel 1980, arrivando poi sei volte secondo e partecipandovi in totale quindici volte.

In una intervista di pochi anni fa, ha fatto un bilancio di queste mancate vittorie: "Beh, arrivare secondi dietro a canzoni come Perdere l'amore di Massimo Ranieri e Uomini soli dei Pooh tutto sommato è accettabile. All'epoca c'era grande qualità nei brani".

Non mi soffermerò sulla sua carriera, sui brani importanti scritti per sè stesso e gli altri. 

Voglio in questo momento rimarcare il lato umano.

Lui è rimasto coerente, fino all'ultimo istante. La gente comune lo ha compreso, una parte di critici sciocchi, pronti a dire cattiverie e a cercare la prima stecca in una performance, no.

Io sto con Toto, ovunque egli sia adesso. Lui non era, è - una persona genuina e un Italiano vero.

lunedì 28 agosto 2023

Gli eventi prestigiosi degli ultimi anni nella "dittatura Ungherese brutta e cattiva"



Le deboli argomentazioni di chi denigra un paese in piena crescita sociale ed economica


Ci sono ancora oggi delle persone poco dotate mentalmente che si ostinano a definire l'Ungheria una dittatura, contro ogni logica ed evidenza.

Il loro scopo è criticare l'attuale leader, in sella e rieletto da parecchi anni, Viktor Orban.

Io personalmente sospendo ogni giudizio politico su tale persona. Si può criticare il suddetto politico e su tanti temi, ma con raziocinio e realismo.

Non mi interessa. Trovo ridicolo però che per denigrare un singolo si cerchi di procurare danno indirettamente ad una intera nazione.

Perchè, se si sosteneva che c'era un regime a Budapest, nelle ultime elezioni di un anno e mezzo fa non si è detto da prima che esse erano fasulle e di facciata?

Invece no, furbescamente questi disonesti minidotati hanno aspettato l'esito delle elezioni per ritornare ai loro strali. Se avesse vinto la sinistra a loro cara (per me non è una questione di questo o quel partito) la terra Magiara sarebbe tornata magicamente un faro di democrazia.

A Settembre 2021 e ad Aprile del 2023 il Papa si è recato a Budapest ad incontrare Orban e i fedeli Ungheresi. Ad Aprile 2022 lo aveva ricevuto invece a Roma, fresco di rielezione. Papa Bergoglio ha ripetutamente ringraziato il Premier Ungherese per il suo impegno a difesa dei valori Cristiani e della famiglia e per la sua accoglienza di centinaia di migliaia di profughi Ucraini. 

Il bello è che mentre il Papa lo elogiava il Presidente Ucraino Zelensky lo attaccava duramente per il mancato invio di armi, come se l'accoglienza fosse un atto dovuto di fronte al quale non bisogna nemmeno dire grazie.

Negli ultimi anni Budapest e l'Ungheria hanno ospitato, in ordine sparso: Gran Premi di Formula Uno, alcune tappe del Giro d'Italia, i Mondiali di nuoto, gli Europei di pallamano, la finale di Europa League, alcune partite degli Europei di calcio, i Mondiali di atletica.

Nessuno ha avuto il coraggio di andare oltre nel ridicolo e di denunciare che non è giusto tenere tali manifestazioni internazionali in un paese non democratico.

La verità è che quelli che lo dicono non ci credono essi stessi e solo chi non ha il minimo strumento critico può credere a queste scemenze diffuse dai "professionisti dell'informazione" e da qualche minorato politicante o attivista.

lunedì 7 agosto 2023

Comandare col terrore: gli anni della pseudoscienza e del terrore mediatico

Tante finte verità devono essere imposte forzatamente in nome degli interessi di pochi


Siamo reduci da due anni di periodo Covid in cui le autorità di diversi paesi e gli interessi privati delle Big Pharma ci hanno imposto delle verità forzate, bombardandoci tramite i media affinchè anche una menzogna, ripetuta cento volte, divenisse verità.

In discussione non c'era l'esistenza del virus in sè, nè dei suoi potenziali pericoli. Piuttosto il nocciolo della questione stava nella quantificazione del rischio e nelle soluzioni proposte.

Si è scelto di distruggere intere economie con lockdowns e chiusure indiscriminate, di terrorizzare la popolazione oltremisura e di proporre verità scientifiche più mediatiche e strumentali a un certo potere che serenamente e costruttivamente dibattute in ambito di studio.

Da allora si è rotto definitivamente qualcosa tra la popolazione Italiana e i "professionisti dell'informazione". Se prima già vi era un rigetto parziale per quanto veniva proposto nei notiziari, il chiaro atteggiamento schierato e poco genuino delle televisioni e dei giornali più importanti ha aperto gli occhi alla popolazione e generato un dissenso.

Ricordiamo vividamente, un anno fa circa, le proteste per strada sotto la sede Rai al canto, pacifico ma dal chiaro messaggio: "Giornalista terrorista".

La stessa disinformazione è stata traslata all'argomento "Guerra in Ucraina" e alle tematiche ecologiche.

Per quanto riguarda il succitato conflitto non interessa in questa sede con chi stare e quali stigma morali infliggere, nel merito della questione.

Quello che personalmente interessa a me e a buona parte della popolazione Italiana è come vengano date le notizie.

Il razzo quasi sicuramente Ucraino di Donetsk spacciato per Russo, il carro armato che investiva il nonnetto sull'auto che in realtà riguardava un incidente, per fortuna senza conseguenze gravi, avvenuto due anni prima, i videogiochi spacciati per immagini di bombardamenti notturni, la pianta dell'Azovstal che in realtà era proveniente da un gioco da tavolo; questa è una lista non certo esaustiva delle cretinate propinateci.

Non andiamo troppo nel dettaglio poi  sul famoso massacro, compiuto dagli Ucraini e spacciato per strage di matrice Russa. Il video coi morti e feriti per terra era stato postato da militari Ucraini ridacchianti sui social e ritraeva persone a terra, legate e ferite, con il braccialetto bianco distintivo dei filorussi.

Noti cronisti di guerra con la schiena dritta e varie tv internazionali, come quella Venezuelana per esempio, hanno messo in luce tutte le contraddizioni di quello che era sì un massacro, ma a parti invertite. Impietosi sono stati gli smascheramenti degli zelanti giornalisti che raccontavano fandonie in merito.

Dall'inizio della guerra si doveva per forza dire in tv che Putin era malato. Poi è apparso numerose volte in tv e in summit internazionali in perfetta forma. Ciononostante si va avanti con questa stupidaggine.

L'economia Russa sarebbe, secondo i media, andata a pezzi in pochi mesi e invece in questo ultimo anno e mezzo è cresciuta. Le sanzioni sono state aggirate dagli estabilishment degli stessi stati che le hanno votato e imposte.

Si può condannare una guerra, si può decidere da che parte stare, ma almeno si dica la verità, specialmente se si ricopre il ruolo di giornalisti.

Ed eccoci poi al delirio sul clima.

E' nata una nuova malattia mentale: l'eco ansia. Ci sono anche zelanti dottori che tramite una associazione supportano i poverini che sono "terrorizzati"dai cambiamenti climatici.

Se l'origine dei cambiamenti climatici dovuta all'inquinamento e la sua consistenza stessa sono dibattuti in maniera seria dagli scienziati veri, in tv va in onda la pseudoscienza, in cui la ragazzina Svedese Greta Thunberg si propone come novella Messia che porterà alla salvezza del pianeta.

Nel frattempo nel farlo si è arricchita ed ha osservato un anno sabbatico dalla scuola, invitando gli altri studenti a fare sciopero scolastico il Venerdì e dando ai suoi imberbi seguaci un pessimo insegnamento.

Non è un bell'esempio lasciare la scuola per un anno quando i giovani che ti seguono hanno già ben altri problemi ed esigenze.

Ma perchè c'è un gruppo di potere che vuole esplicitamente destabilizzare interi paesi e farli vivere nella paura costante, sia essa del virus, del clima o della guerra?

"Segui il denaro"è la pista investigativa regina e sempre valida. Durante la pandemia Heiko Von Der Leyen, marito della Presidente dell'Unione Europea, ha fondato una azienda di tecnologie rna per poi magicamente ricevere dalla stessa Ue 320 milioni di euro a scopo di ricerca.

E' sicuramente  solo un caso che durante la pandemia Federica Draghi, figlia di Mario Draghi, abbia investito nella Xgen Venture Life Science, azienda di biotecnologie.

Adesso la Ue impone le auto elettriche, che diventeranno obbligatorie per tutti gli automobilisti nel 2035.

Una follia non realizzabile, per i costi troppo elevati di tali mezzi, per il loro livello tecnologico ancora troppo rozzo e imperfetto (esplosioni, facili rotture su strade lievemente allagate a livello di pochi centimetri, infrastrutture mancanti, tempi di ricarica lunghissimi, inquinamento alto per via delle batterie da smaltire e tanti e troppi altri motivi.

L'Europa dovrebbe compiere un suicidio economico in nome di un miglioramento ecologico che non può perseguire, visto che il 92% dell'inquinamento globale proviene dagli altri continenti.

Ecco cosa è successo alla Jaguar negli Stati Uniti:

https://scenarieconomici.it/jaguar-richiama-i-suv-elettrici-i-pace-negli-usa-pericolo-di-incendio-spontaneo-e-non-parcheggiate-nei-garage/

Non si parla mai di un piano serio per migliorare l'ambiente ed efficientare i consumi. Per esempio l'implementazione dei trasporti e dei parcheggi di scambio nelle grandi città Italiane non viene nemmeno accennato.

Nel frattempo qualcuno fa saltare in aria il gasdotto Nord Stream per perseguire piani geopolitici che non sono ovviamente nè quelli Italiani, nè tantomeno quelli Europei.

Abbiamo una classe politica inadeguata in occidente. Vedi gli Stati Uniti con Biden, vedi la Ue con la famosa Ursula Von Der Leyen e prima di lei Jean Claude Juncker, spesso ubriaco e avvezzo a tirare ceffoni durante i summit più importanti.

Queste persone decidono per noi, proprio loro. C'è poco da stare allegri.


domenica 6 agosto 2023

Un po' di fortuna per il Pescara: finisce nel girone B


Nella foto: lo stadio Giuseppe Sivori di Sestri Levante


Il girone B è sicuramente più adatto alle caratteristiche del Delfino

Pochi giorni fa sono state ufficiosamente rese note le squadre partecipanti ai tre gironi di serie B, in luce dei vari ricorsi alla giustizia sportiva e non.

Avendo vinto il suo ricorso, la Casertana, che ha sede più a sud di Pescara, finisce nel girone C (quello meridionale) relegando i biancazzurri nello scompartimento B (Italia centrale)

Il girone B è sulla carta decisamente più agevole. Si evitano piazze calde e stadi grandi con società munifiche. Col Catania di Ros Pelligra, il Foggia e sicuramente anche altre, come già citato nell'articolo precedente, la vita sarebbe stata dura. Il Pescara avrebbe potuto dire la sua, ma non avrebbe realisticamente potuto ambire al primo posto e alla promozione diretta.

Nel nuovo contesto nulla sarà facile, ma comunque ci sono delle maggiori probabilità.

Ecco la lista delle partecipanti del centroitalia: Ancona, Pescara, Arezzo, Pineto, Carrarese, Pontedera, Cesena, Recanatese, Fermana, Rimini, Gubbio, Sestri Levante, Juventus Next Generation, Spal, Lucchese, Torres, Olbia, Virtus Entella, Perugia, Vis Pesaro.

Di sicuro per i ragazzini del Delfino, molto tecnici e anche con una struttura fisica buona, ma poco temprati caratterialmente, conviene stare in un ambito del genere dove è possibile giocarsi la partita con maggiore tranquillità.