In Italia questo nome non ha bisogno di presentazioni. Tuttavia è d'obbligo ripercorrere le tappe della vita straordinaria di un uomo che ha creduto nei suoi sogni e li ha regalati a noi Italiani.
Dan ha sempre ragionato fuori dagli schemi e questo gli ha permesso di avere grandi intuizioni e di precorrere i tempi.
La sua apertura mentale l'ha portato a rendere possibile ciò che per gli altri era oggetto di scherno e a cimentarsi in ambiti diversi e cionondimeno a dimostrare di saper uscire vincente anche dalle nuove sfide.
Mentre oggi figure come il mental coach sono frequenti nello sport a supporto degli atleti, i suoi metodi di lavoro contengono molte delle nozioni del coaching.
Tale area di competenza è trasversale, travalica i confini dello sport e offre soluzioni per essere più produttivi ed efficaci.
"Il piccolo Dan mi fa l'effetto di un ballerino di tip-tap o magari di un entertainer da night. Metri uno e sessanta con tacchetto pretenzioso, capelli lunghi alla paggio, occhi chiari, lineamenti da bambino stizzoso".
Le origini
Dan Peterson nacque a Evanston, una città che oggi conta quasi 80 000 abitanti, alle porte di Chicago.
Già a fine anni '50 iniziò ad accumulare importanti esperienze e studi da allenatore, per poi affermarsi nel decennio successivo nei campionati Universitari, che sono da sempre la porta verso il professionismo, negli U. S. A.
Dal 1971 al 1973 allenò la nazionale Cilena, che sotto la sua guida fece progressi tangibili.
1983-1987: gli anni in cui ha scritto la storia del basket Italiano.
Nel '73 iniziò la sua esperienza a Bologna, dove conquistò un Campionato e una Coppa Italia. Dopo qualche anno passò all' Olimpia Milano, con la quale vinse quattro scudetti, due Coppe Italia, Una Coppa Korac e una Coppa dei Campioni
Proprio con questo trofeo, nel 1987, chiuse in bellezza la sua carriera, salve un ritorno all'Olimpia nel 2011: fu una esperienza di pochi mesi, di scarso successo, che lo vide lasciare la panchina a campionato in corso.
Erano anni in cui lasciarono la propria impronta sui parquet grandi talenti come Dino Meneghin e Bob Mcadoo.
1987 - fine anni '90: Commentatore della Wrestling - Mania: la seconda vita professionale di Dan Peterson.
Dan Peterson ha avuto il merito di far conoscere agli Italiani il wrestling, grazie a una conduzione semplice, squillante, divertente.
Il coach (e ormai personaggio televisivo) comprese che non si poteva raccontare il wrestling come uno sport puro, ma come uno spettacolo di intrattenimento.
In questo era aiutato da una serie di lottatori esilaranti e ben caratterizzati.
Nel corso dei decenni successivi ha partecipato a programmi televisivi di sport e ha vergato le pagine di giornali e magazine del settore.
Negli ultimissimi anni, col proliferare dei videoprogrammi sulle piattaforme web come youtube, ha rilasciato interessanti interviste raccontando molti retroscena, spiegando anche alcuni concetti di basket e di sport.
Forse era un fatto già noto ad alcuni ma ha destato stupore il suo racconto di Berlusconi che gli propose di allenare il Milan, nonostante la sua estraneità al calcio.
Dopo il suo rifiuto, il magnate Milanese optò per Arrigo Sacchi, un altro innovatore.
Erano gli anni di massima visionarietà di Silvio Berlusconi, che introduceva elementi nuovi anche in tv: programmi per giovani, film in lingua originale e tanto altro.
Dan's legacy
L'insegnamento di Dan è anche questo: l'arte di guardare tante discipline in maniera non convenzionale, il cimentarsi in ambiti diversi imponendo le proprie idee.
Le sue celebri frasi rimarranno sulla bocca di tanti: "Mamma, butta la pasta", "Time out per me e time out per voi", "Per me.. numero uno".
Perfino la famosa serie di sue pubblicità per una nota marca di tè ha colpito la fantasia di molti ed è un ricordo indelebile.
Dan è una figura gradita più o meno a tutti: a 90 anni è ormai un Italiano di lunga data, lucido, che non perde il pragmatismo e la schiettezza Americana.
È entrato nei cuori perchè è sè stesso, non interpreta un ruolo. Ha talento, ha una personalità forte, dice cose non banali e non ha paura di esprimere il suo pensiero.
Non è certo poco.
I due cestisti nella foto con Dan sono Mike D'Antoni (a sinistra) e Bob Mcadoo.




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