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giovedì 8 aprile 2021

Piove sui nostri volti silvani, piovono multe. Viaggiano a trenta all'ora

*Attenzione: questo post ha una pubblicazione programmata, decisa precedentemente. Note: the time and day of posting for this article has been set in advance, by automatic mechanism.


15 500 verbali in un mese su un totale di 120000 abitanti.

Con limiti di 30 all'ora in discesa. Il Comune stracci le multe: in qualità di creditore, può farlo. E magari chieda scusa.

Piove in questi giorni su Pescara. Dopo un anticipo di primavera avanzata, con temperature quasi da spiaggia, la Natura si è ripresa il suo spazio e ha bilanciato i conti. L'ultimo colpo di coda dell'inverno è tornato, quasi come se fosse per legge o come qualcosa che non si può evitare.

Ormai i cittadini Italiani e Pescaresi sono già abituati ad alcuni colpi che non si possono evitare. E con furbizia Mefistofelica sorgono divieti surrettizi e un senso del rispetto delle regole che maschera il desiderio di fare cassa. Non si contano ormai le restrizioni alla libertà e alla circolazione degli esseri umani.

La regola e la legge diventano non più misure per difendere i cittadini ma scuse sottili per vessarli.

La scena video ridicola in cui due poliziotti rincorrevano un podista solitario con tanto di mascherina in una spiaggia deserta, per intenderci, è avvenuta a Pescara

E cosa potremmo dire altrimenti di limiti di velocità imposti a 30 kmh su strade in discesa, dove la multa con i dispositivi elettronici scatta anche solo a 32kmh, almeno stando ai racconti dei multati? É notizia recente quella delle 15 500 multe   dal 22 al 28 Marzo, nella città del Vate, su un totale di 119.455 abitanti (dati di un censimento recente). 

Tolti i bambini e coloro che non guidano l'automobile, giungiamo ad una proporzione di un cittadino multato su cinque.

Come potremmo descrivere questo capolavoro di cattiveria?

Come dorme chi lo ha ideato?

E qual è il ruolo ormai dei corpi di polizia locale? Servono essi la legge, l'ordine o le casse comunali?

Pescara è una città basata sul commercio, già provata dalle recessioni degli ultimi decenni, dall'euro e dalla crisi del 2008 (da cui non ci siamo mai ripresi). É giunta poi la pandemia che si è abbattuta come una alluvione divina sui nostri crani e specificamente sulle fronti degli esercenti.

Non è retorica. I commercianti oggi chiudono, si suicidano, sono ridotti alla fame, non sono spesso in grado di provvedere ai bisogni delle proprie famiglie. Già gabelle dalle reminiscenze Aragonesi e assurde li affliggevano: tasse sull'ombra (sulle tende per l'esattezza) sull'insegna, sulla tv presente in negozio e chi più ne ha piú ne metta.

Ascolta. Piove
dalle nuvole sparse.
Piove su le tamerici
salmastre ed arse,
piove su i pini
scagliosi ed irti,
piove su i mirti
divini,
su le ginestre fulgenti
di fiori accolti,
su i ginepri folti
di coccole aulenti,
piove su i nostri volti
silvani,
piove su le nostre mani
ignude,
su i nostri vestimenti
leggieri,
su i freschi pensieri
che l'anima schiude
novella,
su la favola bella
che ieri
t'illuse, che oggi m'illude,
o Ermione.

Pescara era un tempo una città ariosa, con poche automobili, case in stile liberty generalmente non più alte di due o tre piani, strade ampie e viali alberati.

Era un posto che produceva bellezza. "La pioggia nel Pineto" appena citata, scritta dal Pescarese D'Annunzio si riferiva ad altri luoghi ma potrebbe essere stata ambientata tranquillamente nelle distese di pini aghiformi che abbondavano all'epoca.

Ora la pioggia che cade a tratti in questi giorni è una doccia che nasconde le lacrime, è il tentativo di un lavaggio impietoso dei nostri peccati e delle nostre miserie.

L'economia è al collasso, in tanti fanno la fila alla mensa dei poveri, altri si trincerano dietro una dignitosa apparenza.

Il Comune di Pescara faccia un passo indietro e ammetta l'errore. Se servono soldi si riducano i compensi dei politici e di tutto ciò che direttamente o indirettamente ruota attorno all'incarico pubblico, incluse le consulenze inutili, quelle eventuali, quelle presenti e quelle future.

Il Comune è alla stregua di un cittadino, è un soggetto giuridico che vanta crediti. In quanto creditore, può stracciare le multe e rinunciare a riscuoterle. Le annulli. Le cancelli. Ponga rimedio e non lo faccia più. Metta una toppa a colore a questo cappotto vergognosamente logoro. Possibilmente, con un gesto di intelligenza, chieda anche scusa, senza se e senza ma.

Questo smacco, questa indecente offesa ai cittadini fa bene il paio con il bagno fatto fare dal precedente sindaco nei liquami. 

Alcuni anni fa, precisamente il 27 Luglio 2015, si ruppero alcune condutture, che sversarono nell'arco di tre giorni nel fiume 25000 metri cubi di liquami ed escrementi. Alcuni tecnici incaricati versarono 350 litri di acido peracetico "Oxy Strong" per sciogliere tale materiale organico. Morale: il fiume è vicino alla spiaggia e i bagnanti nuotarono nelle feci e nell'acido. Il Primo Cittadino di allora ammise di aver taciuto l'emergenza e di non aver imposto il divieto di balneazione in tempo.

Per me questi episodi (quello delle 15 500 multe in un mese e quello del bagno nella m.) pari sono, a fronte di una classe politica di tutti gli schieramenti le cui azioni si rivelano inadeguate e provinciali.

Che il Cielo protegga Pescara, che la pioggia la depuri, che il sole le dia un sorriso e la asciughi.

mercoledì 7 aprile 2021

Dopo Monza, il ritiro di una squadra che può vincere ancora


Damir Ceter. Foto: Massimo Mucciante, Pescaracalcio.com


*Attenzione: questo post ha una pubblicazione programmata, decisa precedentemente. Note: the time and day of posting for this article has been setted in advance, by automatic mechanism.

Bene, bene, bene.

Siamo reduci da una trasferta in terra Lombarda in cui il Pescara ha mostrato un calcio pieno di bollicine, brillante. É stata una partita da serie A, in termini di qualità e spettacolo.

Tralasciamo il racconto pedissequo della gara. Ve lo hanno già fatto. Vi hanno già abbuffato di commenti tecnici e di immagini con replay e non.

No, non è di questo che volevo parlarvi, cari malati del Delfino.

Qualcuno, sono sicuro pochissime persone che rappresentano lo 0.1% della tifoseria, ha piazzato uno striscione ingiurioso nei confronti di giocatori e società, qualche giorno fa.

Ma che bravi. Proprio in un momento in cui la lotta per non retrocedere è aperta e i nostri beniamini avrebbero bisogno di incoraggiamento.

L'unico scopo di costoro sarebbe di supportare la squadra, visto che si prendono così sul serio da ritenere di avere un qualche potere e di svolgere un vero e proprio lavoro in tal senso, dimenticando che il pallone è un gioco.

Ecco che la squadra poi se ne infischia, vince col Pisa e centra uno splendido pareggio contro il Monza; i Brianzoli hanno in organico gente che ha fatto i mondiali e ha giocato le coppe europee per club: Boateng era in campo, Balotelli è comunque in organico, Paletta lo conosciamo tutti.

Diciamoci la verità: qualcuno ha invidia per il presidente Daniele Sebastiani. É un uomo di successo, che si è imposto con le sue forze come imprenditore e ha portato il Pescara in serie A due volte, guadagnandoci pure qualche soldo.

E a chi dice che il merito della sua prima promozione fu di De Cecco, ricordo che il magnate della pasta si fece da parte quell'anno, il Seba rilevò le sue quote mettendo denaro fresco dalle sue tasche e pagò gli stipendi, le trasferte, le tasse e i ritiri per tutta la stagione, oltretutto occupandosi del mercato di gennaio.

Chi non è nessuno, si sa, dà la colpa delle sue sconfitte agli altri e cova invidia sociale. Ora qualche omuncolo delle frange teppiste rimpiange Scibilia, che fu  cacciato da Pescara con la violenza da lui e dai suoi simili. E allora lo dicano che non gli sta bene niente e che se anche dovesse venire un emiro a fare le fortune della squadra, essi lo bersaglierebbero alla prima sconfitta. 

Tornando al Pescara, che è fatto da elementi dai piedi buoni e con qualcuno a cui auguro ogni bene, come Odgaard, Ceter e lo stesso Capone (bentornato tra noi, tra i vincenti che danno il massimo e che sanno imporsi!) siamo in piena lotta per non retrocedere, stiamo giocando benissimo, la vittoria non può sfuggirci.

Tanto per dirne una su quanto una minoranza rumorosa di supporters non meriti uno come Sebastiani, egli ha affittato per cinque giorni, sei se contiamo la mattina del 10 aprile, albergo e campo di allenamento a Brescia. Il capolugo Orobico infatti non dista molto da Monza. 

Per far concentrare meglio i ragazzi evitando un doppio viaggio Monza-Pescara, Pescara-Brescia, il dirigente paga hotel per 35 40 persone almeno e la pigione delle strutture sportive. Un esborso di parecchie migliaia di euro solo per non fare stancare gli atleti.

Il Pescara a Brescia va a prendersi una vittoria che vuole, che ormai desidera e su cui ormai è focalizzata.

Allo U Power stadium non ci siamo stati anche per via delle porte chiuse, ma la nostra presenza è stata tangibile. Il nostro cuore e i nostri occhi, il nostro respiro si facevano sentire vicini alla squadra.

E ci siamo divertiti, eccome. Abbiamo giocato alla grande. Abbiamo creato trame di gioco brillanti, abbiamo fatto il tiro a segno con la porta di Di Gregorio, abbiamo sofferto a tratti la manovra avversaria ma sempre a testa alta.

Avanti così e sono sicuro che a Brescia vedremo un bel Pescara.

domenica 21 marzo 2021

Pescara calcio: la situazione a 8 partite dalla fine del campionato





E' un bel po' di tempo che non si gioisce, sulle sponde Dannunziane. La già difficile situazione sanitaria ed economica che attanaglia del resto tutto lo stivale non trova consolazione nelle vicende calcistiche.

L'anno scorso il Delfino ha acciuffato la serie B per i capelli, con una doppia finale dei play out.

Quest'anno le cose sembrano andare ancora peggio: nonostante il fatto che le dirette avversarie vadano piano, ma veramente piano, i biancazzurri faticano a vincere: solo 5 en plein su 30 gare. 

Adesso mancano 8 partite alle fine, alcuni sono scontri diretti. Per centrare i play out bisognerebbe agganciare Reggiana e Cosenza a 29 punti. Davanti c'é anche l'Ascoli a 28, il Pescara è a 23, sotto c'è solo l'Entella a 21.

Ciò che preoccupa è lo stato d'animo dei ragazzi. Martedì c'è stata la partita persa in casa con l'Ascoli. Il Pescara ha giocato in 10 per tutto il secondo tempo, al termine di una prestazione  coraggiosa in cui il goal della beffa è arrivato al 92'.

La mazzata è stata evidente ma ciò che non è giustificabile è la prestazione successiva. Ieri infatti il Delfino  è sceso scarico sul campo di un modesto Vicenza. Il gruppo sembra avere già mollato, fatta eccezione forse per Dessena, Masciangelo e pochi altri.

I ragazzi non sono in grado di reggere la pressione e lo stress accumulato. I cambi di allenatore con Breda e Grassadonia hanno prodotto pesanti carichi di lavoro, nel tentativo di risanare un avvio di campionato disastroso (7 gare su 9 perse con Oddo in panchina).

Grassadonia dice che sta sottoponendo i suoi ad allenamenti durissimi, allora forse è proprio qui il punto: potrebbe essere meglio giocare con un po' di incoscienza, all'attacco, con la testa leggera come se le cose fossero già compromesse e con l'idea che non c'è nulla da perdere. Un atteggiamento più fanciullesco gioverebbe: giocare per il gusto di farlo, cercare di vincere perché il calcio è un gioco e chi gioca si diverte se prevale.

Sempre meglio di questa valle di lacrime che tira giù inevitabilmente e giustamente le critiche dei giornalisti e il malcontento dei tifosi. Una vecchia canzone diceva: "All'inferno delle verità io mento col sorriso".

E sulla via della positività possiamo tutti noi Pescaresi rilassarci e vada come vada. Il calcio da noi continuerà anche in serie C e la storia locale ci ha già mostrato che dopo qualche anno di crisi ci sono state risalite spesso esaltanti.

lunedì 15 marzo 2021

"Complichiamoci la vita", il nuovo lavoro di Foma Fomic



In tempi in cui l'arte viene percepita come inessenziale e secondaria rispetto ad altre esigenze umane, la figura dell'artista continua ad affascinarmi. Il suo valore aggiunto in una società che altrimenti non potrebbe progredire nemmeno in altri campi, è il fatto che questa categoria di persone vede il mondo per come potrebbe essere; costoro non si lasciano troppo condizionare dai limiti individuali e collettivi che rischiano di ingabbiare tutti in una realtà triste.

 

E' per questo che Foma Fomic, nome d'arte di Giovanni D'Avanzo, continua il suo percorso di creatività e di stimolo, non curandosi dell'attualità bigia, sebbene sia destinata presto a rischiararsi. Già pochi mesi fa il preavviso di ciò che bolliva in pentola si intravedeva: il divertentissimo video, colorato e tecnologico, di "Vendo canzone inedita", per esempio, si fa beffe dell'esigenza della donna e dell'uomo di musica di pubblicizzarsi e di "farsi mercato", ovvero di diventare l'essenza del commercio; per l' arte batte il cuore, di fantasia sono fatti i sogni, di guadagni materiali l'uomo si alimenta. Ed è da qui che parte il gioco della pubblicità: te la scrivo io la tua canzone di successo, accattivante, al passo coi tempi, arpeggiata, rockeggiante, elettronica, pandemico negazionista, romantica,in stile dichiarazione d'amore...funeral party, tanto tutto sta andando a tr..

 

E che dire di "Cercasi Stalker"? Consiglio di cercarla su youtube, è puro divertimento. E' questo l'iter che poi porta all'ultimo lavoro di Foma Fomic, "Complichiamoci la vita". In questo periodo il nostro postsovietico di Tallinn sembra insistere molto su una realtà su misura, ovvero su quello che gli americani chiamano i "silver bullet", quei proiettili di argento che consentono di colpire nel segno e di dare quello che manca alla tua routine.


In tale fusione scintillante al sole si incastona la perla "Personal Cribbio", chiaro omaggio ai Depeche Mode. Nel frattempo il "nostro" si sta dedicando alla radio e medita la vendetta e la ribalta dell'audioromanzo, forma di espressione antica e nobile della nostra radio nazionale, che tuttavia funge da seguito coerente agli spettacoli musical-teatrali a cui Foma ci ha ampiamente abituati.

 

Anche "Complichiamoci la vita", oltre ad essere disponibile come prodotto musicale new media su Bandcamp.com, promette di essere una lunga scia di spettacoli teatrali da attuare in ogni dove, sperimentando location nuove e in linea col periodo pandemico.

 

 

Su Spotify.com è inoltre rinvenibile il podcast "Radio Fomic", con il racconto dei concerti fomici più belli degli ultimi anni

 

Da qui ci riallacciamo ad un altro progetto parallelo e molto prossimo: "Foma Fomic nello spazio", scritto da Foma e Giacomo Fava (che è anche il regista) in cui ci sarà la sempre gradita e incontenibile partecipazione di Rubynia Reubens.

 

CREDITS Hanno collaborato e partecipato a Complichiamoci la vita": Luca Verde (nelle vesti di chitarrista, arrangiatore e produttore), Gabriele Bruno (nelle vesti di corista e pianista), Marcello Pardieri (in arte Ugo Pard, autore e co-interprete del brano "Contro" e co-autore del brano "Il calendario del manager"), Elena C. Patacchini (co-autrice dei brani "Cercasi stalker", "Il postino scaltro" e "Milanograd"), Stefano Mora (nelle vesti di bassista, arrangiatore e produttore), Stefano Tedesco (batteria), Matteo "Grigo" Grigolini (chitarra classica), Marina Ladduca (cori), Samuele Rampani (arrangiatore e produttore del brano "Cuore e amore", per il quale sono intervenuti come coristi anche Maya Pristeri, Sabrina De Cristofano e Carlo De Cristofano) e Marco Barusso (che ha curato la masterizzazione del brano "Vendo canzone inedita").


 

martedì 8 settembre 2020

Riflessioni sparse sul Covid 19 e sulla sua gestione in Italia e all'estero

In questi lunghi mesi che intercorrono oggi e Febbraio, da quando l'incubo del Coronavirus é diventato internazionale e si è esteso all'Italia, non ho pubblicato una mia opinione in merito.

Ho preferito aspettare, in primis perché oberato da altri impegni lavorativi.

In seconda battuta, ho cercato di metabolizzare l'enorme mole di informazioni parallele ma piú spesso divergenti in merito.

Ricordo che mi suscitò molta impressione il  Decreto presidenziale che bloccò i confini della Lombardia, per poi estendersi rapidamente a tutta la nazione.

Bisogna premettere che nessuno Stato si é fatto trovare pronto per questa emergenza. Il Covid 19 era qualcosa di nuovo e inaspettato, di cui non si conoscevano bene né dinamiche né cure.

Si é deciso in Italia di chiudere gran parte delle attività pubbliche e private, quasi sul modello Cinese.

Tale scelta è stata disastrosa per l'economia e per di piú non si sono prese misure sufficienti per attutire il grosso impatto finanziario che c'è stato sulla popolazione.

Gli aiuti europei sono stati tardivi e parzialmente legati a condizioni che indebitano gli Italiani. Questi fondi ancora non vengono utilizzati per il momento.

Era necessario chiudere la popolazione a casa per piú di due mesi?

Secondo me no. In casa, una famiglia di quattro o cinque persone costrette a stare vicine per tutto il giorno, il virus si diffonde molto di più che in situazioni dinamiche come camminare per strada o prendere un caffè all'aperto. 

In molti casi è stata vietata addirittura la vendita da asporto per ristoranti e bars. Una mazzata tremenda per gli esercenti, quando sarebbe bastato assicurarsi che i lavoratori usassero appropriatamente guanti e mascherine. Tra l'altro buona parte del cibo da asporto può essere scaldato a casa, per ulteriore sicurezza contro virus e batteri.

In Ungheria in tutto questo periodo di Covid invernale ho visto molti giovani e non solo andare in giro in comitive e non si sono viste conseguenze disastrose.

Il lockdown è stato molto più parziale e il presidente Orban ha chiesto il permesso al parlamento per attuarle, ritirando i poteri speciali dopo due mesi.

In Italia il premier Conte ha agito principalmente per decreto, mettendo in fuorigioco il parlamento, che è il centro di una Repubblica come la nostra ""parlamentare", dove la vera rappresentanza del popolo  costituita dalle due camere. 

In Svezia senza lockdown e mascherine si sono avute percentuali di contagi e morti inferiori a quelle del Belpaese e in questi ultimi giorni, mentre i casi di Covid 19 aumentano in tutta Europa, nel paese svandinavo la situazione è molto migliore.

Incomprensibile è stata la scelta di chiudere le scuole e le discussioni cervellotiche su come tornarvi a settembre, visto che i giovani sono poco colpiti dal morbo.

Incomprensibili sono state le spese speciali di sanificazione che i negozianti hanno dovuto pagare per riaprire il negozio, perchè tale pulizia non protegge le superfici dal virus già dall'ingresso del primo cliente.

Adesso il premier Conte dice che non ci possiamo permettere un altro lockdown così e che non ce ne saranno altri. Sia pure con delle attenuanti derivate dalla novità di questa pandemia, francamente poteva comprenderlo prima.

Un altro fattore che mi ha dato molto fastidio è stato il tentativo propagandistico del governo e della stampa ad esso consociata di esagerare il senso di paura per il virus.

In genere un governo tranquillizza il popolo e cerca di non creare l'allarme, come si ci aspetta nervi saldi da un buon padre di famiglia che detiene la leadership sui propri cari.

Abbiamo visto scene patetiche e ridicole. Runners solitari con tanto di mascherina, vecchietti che prendevano un po' di sole, spesso da soli, rincorsi o precettati dalle forze dell'ordine.

Mafiosi pericolosissimi scarcerati mentre la popolazione era forzatamente carcerata tra le mura domestiche, con scene fantozziane di canti collettivi sui balconi. Questo mi ha ricordato alcune carceri dove pure ci sono dei balconi transennati e dove i detenuti comunicano e talora cantano. Una visione tragicomica e tutt'altro che solidale, visto che in molti spiavano i vicini e li segnalavano alle autoritá per una passeggiata, peggio che nella DDR di memoria post bellica e comunista.

Per quanto riguarda l'origine del virus, erano noti studi in cui si riportava che a Wuhan, in Cina, si stavano compiendo già da anni esperimenti sui coronavirus detenuti dai pipistrelli.

In base a questo non è da escludere l'origine artificiale del virus.

Il fatto che poi ci sia chi, legittimamente o meno, sta facendo soldi sul Covid 19, é addirittura lapalissiano e non c'é nulla di complottistico.

Riguardo ai "negazionisti": il virus esiste, ma se si diffonde la paura oltre misura, le persone non si fidano più  dei governi e possono essere portate a credere addirittura all'inesistenza del patogeno e della malattia, sebbene abbiano strumenti per appurarla.

Sbagliato é stato negare l'autopsia di parte e i funerali per i parenti delle vittime. É stata una pratica poco trasparente.

Propagandistica, invece, é stata la sfilata dei camion coi presunti deceduti.

Indecenti, sono stati i dati gonfiati da fonti istituzionali che hanno calcolato come morti di Covid 19 molti soggetti che sono morti di tutt'altro, sia pure positivi al tampone. Questi fatti sono documentati ampiamente.

In definitiva, é sbagliato lanciare un allarme generale, recludere persone, chiudere attivitá e mandare a rotoli l'economia per proteggere il 2% della popolazione che potrebbe avere rischi gravi derivanti dal virus, che, sostanzialmente e senza paura di smentita, dati alla mano uccide poco più di una influenza.



venerdì 7 agosto 2020

Il Pescara ai Play Out: 180 minuti per salvare una stagione




La stagione regolare è terminata in maniera inaspettata per il Delfino: dopo aver sfiorato la finale play off un anno fa circa, la compagine adriatica si è trovata a lottare per non retrocedere in terza serie. A nulla è servito il cambio di tre allenatori: Zauri, Le Grottaglie e Sottil non sono riusciti a dare ad una squadra dai valori tecnici non disprezzabili quel po' di grinta che l'avrebbe fatta rendere per quello che è il suo potenziale.

Degli errori del presidente Daniele Sebastiani si è già parlato: rosa troppo ampia, allenatori inesperti per la categoria, mancato rimpiazzo di Jose Machin a Gennaio, mancato acquisto di una punta di spessore. 

Della sfortuna si è altrettanto fatta menzione: partite perse immeritatamente all'ultimo minuto, infortuni di pedine importanti. 

A questo punto però tocca ai giocatori dimostrare di avere quei valori umani che non stanno venendo fuori. L'ultima partita di campionato col Chievo era una vera e propria finale, che avrebbe potuto decretare la salvezza senza ulteriori complicazioni. E' stata persa in malo modo, senza letteralmente tirare in porta, con una sfilata di giocatori che si muovevano come "signorine grandi firme" per Via Montenapoleone. 

Una finale è una finale. Se ti giochi l'intera stagione ed una fetta della tua carriera personale, scendi in campo con una gamba sola. Se sei in ospedale perchè avevi le coliche sei ore prima scappi col grembiule da infermo e raggiungi lo stadio per giocartela. 

Adesso c'è la finale contro il Perugia, con andata e ritorno tra pochi giorni. Il Grifone è messo male come i biancazzurri. Sfiduciato, molle e confuso. E' ora di fare gli uomini, perchè una squadra svogliata non la raddrizza neppure Mourinho, se non si dà una mossa. E' forse giunta l'ora che essa si assuma le proprie responsabilità.

Anche per il singolo giocatore, far scivolare la propria squadra nella categoria inferiore o meglio essere uno degli artefici di siffatto capolavoro, inciderebbe sulla propria carriera significativamente.

La percezione del suo valore individuale ne risentirebbe. Anche a livello negoziale, rischierebbe di farsi ingaggiare per pochi soldi da un club di B (se gli va bene) pur di non rimanere  nelle sabbie mobili della serie C. 
E' una questione di rispetto verso i Pescaresi, da sempre attaccati al pallone.

Una squadra di calcio in Italia è parte integrante della cultura, degli usi e costumi e rappresenta una città sia in patria che nel mondo intero. Ancora oggi ci sono persone all'estero che conoscono Pescara per via dei trascorsi nel 2016 e nel 2017 in massima serie.

giovedì 18 giugno 2020

venerdì 20 marzo 2020

Voglio camminare

Benissimo. Col tempo scopriamo cose nuove.

1 se si fa una passeggiata per ragioni di salute o una corsa su una spiaggia praticamente deserta rischi di spargere il virus e sei un untore.

2 Chi fino a una settimana fa usciva ad ogni ora del giorno e della notte ora denuncia il vicino perchè porta il cane a fare pipì un paio di volte di più.

3 Chi è diabetico o malato di cuore ed è esposto di più al covid  ha bisogno importante  di una passeggiata non può uscire.

4 Gli Italiani dovranno stare altre tre quattro settimane chiusi a casa perchè qualcuno, oh che grande untore, si è fatto una passeggiata da solo, senza parlare con nessuno e perchè un altro  0.1% della popolazione ha portato la famiglia al parco o effettivamente ha cresto pericolosissimi assembramenti di 3 4 persone.

5 Si chiudono i parchi perchè qualcuno corre ( che bastardo!) e i suoi peggiori censori che lo mettono alla gogna su fb con tanto di foto hanno una panza così.

6 Stare due mesi senza sole (che porta vitamina D ) e senza attività fisica, in pochi metri quadri, respirando aria viziata, fa benissimo al vostro sistema immunitario, vedrete.

7 Chi denigrava il suo paese ora canta sui balconi l'inno nazionale e dice: "o come siamo uniti", salvo poi spiare e criticare tutto quello che fa  vicino.

8 Siamo tutti contenti di stare ai domiciliari per mesi anche se non sortisce effetto.

9 Autostrada per l'Austria aperta, voli e treni ancora vanno e vengono ma voi non preoccupatevi, è colpa del passante Pino Cammino

10 Qualcuno che improvvisamente ha riscoperto senso civico e denuncia il vicino peggio che ai tempi della DDR si faccia una vita e ragioni sul perchè dei suoi fallimenti personali.

lunedì 9 dicembre 2019

Brevi considerazioni sul Pescara di quest'anno

Siamo giunti ormai alla quindicesima giornata dell' avvincente campionato di serie B 2019\2020. Con compiacimento, rileviamo che quest'anno il livello medio delle compagini in lizza sembra da un lato come sempre, molto livellato, ma dall'altro c'è più qualità .

Non sono poche le dirigenze che hanno fatto sforzi notevoli per portare alle loro dipendenze elementi di spicco, anche se con compensi spropositati.

In tutto questo contesto, c'é un Pescara tutt'altro che dimesso che ha in rosa gente come Fiorillo, Memushaj, Palmiero, Galano, Machin, piú altri grandi nomi non in forma o infortunati (vedi Maniero, Tumminello, Čočev e Melegoni ).

All'avvio del torneo gli Adriatici hanno disposto un collettivo affiatato e competitivo e il presidente Sebastiani é stato attento a trovare due, se non tre giocatori per ogni ruolo, con una rosa che a tratti ha sfiorato i 40 elementi, prima di una ultima sfoltita in sede di mercato (adesso siamo attorno ai 34).

Sebastiani l'anno scorso aveva criticato più volte l'ex tecnico Pillon l'anno scorso, nonostante i buoni risultati del baffo d'oro di Preganziol.

Ha voluto sponsorizzare a tutti i costi Luciano Zauri, un ex giocatore biancazzurro, giovane, pacato, educato, flessibile nelle scelte tecniche.

Il punto é che talvolta questo approccio un po' distaccato sembra riflettersi sul gioco espresso dai suoi ragazzi.

Questa squadra innanzitutto ha pochi schemi riconoscibili. Vive spesso di individualismi e il trucchetto funziona perché dei moduli robusti permettono ai talentuosi Galano e Machin di esaltarsi senza compiti di copertura (col centrocampo a 5 c'é giá chi pensa a recuperare palloni e a costruire il gioco).

La mia modesta opinione, dall'inizio dell'anno immutata, é che questo team potrebbe fare di piú. Il gioco non é brillante ed anzi un po' noioso. Lultiima in casa col Venezia (2 a 0 per i biancazzurri nella prima frazione e 2-2 alla fine con i Lagunari in rimonta) é esemplificativa di questa mancanza di carattere. 
Sul 2 a 0 i Delfini hanno smesso di giocare, hanno pensato a risparmiare energie e si sono chiusi dietro.

Mancavano una trentina di minuti alla fine più recupero alla fine ed il tecnico non ha saputo dare una scossa.

Di certo Zauri qualcosa di buono l'ha fatto (4-0 contro il sontuoso Benevento, 3-0 al Pisa) e il suo lavoro non é tutto da buttare. Piacciono la sua flessibilitá, la capacitá di far ruotare i giocatori dando chances a chi sta meglio senza farsi troppi scrupoli, la sua disponibilitá a cambiare modulo e il modo di giocare. Piacciono un po' meno lo scarso coraggio, l'abulicitá dei giocatori, troppo spesso riscontrata in campo, la struttura del gioco non certo avvincente.

L'impegno e la serietá del tecnico nato in Abruzzo, nella stessa regione dove allena, non si mettono in discussione. 

Speriamo di vedere nel prosieguo di campionato le qualitá che questa rosa di giocatori puó esprimere, considerando che questo ovviamente non dipende solo dal tecnico.