Anni fa, prima che la Juventus venisse messa sotto accusa per doping, Zeman espresse dubbi sulla crescita atletica di alcuni suoi giocatori. Poco tempo dopo ci fu un processo da cui venne fuori ben poco: il medico sociale Agricola prescriveva ai bianconeri sostanze strane, ma non illecite. Per tirare su i giocatori dallo stress fisico forte a cui erano sottoposti, somministrava loro fosfocreatina (un farmaco che si da ai malati di cuore) e antidepressivi.
In questi giorni Vialli, che ha giocato nella Juve dal '92 al '96, ha avanzato dubbi sul social network "twitter", riguardo alla splendida tenuta atletica dei giovani del Pescara di Zeman in questo periodo, rilanciando la polemica.
Sarebbe stato meglio per entrambi astenersi da dichiarazioni, se poi non si supportano con prove.
Non si degnò all'epoca Zeman di fornire prove a sostegno dei suoi dubbi contro la Vecchia Signora. Altrettanto ha omesso di fare il grande calciatore e poi allenatore Gianluca Vialli.
Di sospetti, illazioni, diffamazioni, sono pieni i periodi peggiori della storia dell'uomo.
L'inquisizione, la caccia alle streghe, le purghe staliniane, i regimi di sinistra e di destra del '900 hanno in comune punizioni derivanti dal semplice sospetto.
Se si hanno le prove per accusare qualcuno, la sede più appropriata per farlo è il tribunale. Meglio tacere altrimenti.
Sì, è vero, l'uso di farmaci non proprio ortodossi, anche se legali nella Juventus di Vialli non era un bell'esempio per lo sport. Altrettanto non è un buon esempio il modo di fare di Zeman, che critica spesso i suoi colleghi. Ha criticato il gioco di Lippi, di Capello, di Donadoni, di Mancini.
Ha definito Mourinho, rispondendo affermativamente alla domanda di un giornalista, "Un grande comunicatore, che nasconde il fatto di essere un mediocre allenatore"
Ha poi criticato Ranieri, in un momento in cui questi affermò di privilegiare il risultato allo spettacolo.
Insomma Zdenek Zeman fa le pulci ad allenatori che hanno vinto molto più di lui e che hanno allenato squadre ben più blasonate delle sue. Per di più sostiene che Moggi ha distrutto la sua carriera: non è colpa di Moggi se nel 1999 è durato in panchina solo tre mesi al Fenerbahce, e altrettanto fallimentare si è rivelata la sua esperienza nel 2008 alla Stella Rossa di Belgrado. Altrettanto non sono colpa di Moggi le sue deludenti prestazioni da allenatore dell'Avellino nel 2003-2004 e nel Foggia dell'anno scorso.
Zeman, le sue buone occasioni per allenare squadre importanti le ha avute, dopo Roma e Lazio. Fino ad ora, però, ha vinto soltanto un campionato di C-2 col Licata nel 1985 e uno di serie B col Foggia nel 1991.
Quest'anno gli giungono tanti complimenti: il suo Pescara gioca un bel calcio, ma a corrente alternata. Il Pescara è terzo, ad un punto da Sassuolo e Torino, in serie B.
Ha vinto tante partite, soprattutto in casa, con un gioco spumeggiante. Ha altresì rimediato diverse brutte figure, in casa col Grosseto poco più di un mese fa, col Torino fuori casa con 4 enormi svarioni difensivi, a Reggio Calabria, a Castellamare di Stabia e a Livorno.
Il Pescara corre molto perchè ha una media bassa nell'età dei giocatori, e perchè Zeman lavora molto sulla velocità. Quest'anno la squadra adriatica fa un bel gioco ma non ha nulla di mostruoso.
I sospetti di Vialli , quindi, sull'iperefficienza fisica del Pescara in realtà sopravvalutano il valore stesso della squadra: su di essa piovono commenti come si trattasse del Real Madrid di Hugo Sanchez. Restiamo calmi: Il Delfino è una squadra terza in classifica, in un campionato di serie B. Fa un calcio spettacolare, sì, ma lo fa contro avversari spesso modesti. E' una squadra molto forte se rapportata alla cadetteria. E' una squadra modestissima se paragonata a Milan e Inter.
Vialli dunque dovrebbe evitare di dare troppa importanza al Pescara con illazioni stupide e ai limiti della diffamazione, e Zeman dovrà ricordarsi che quando avrà messo in bacheca un campionato e una coppa dei campioni nello stesso anno, o una coppa del mondo, potrà definirsi meglio di Mourinho e di Lippi.
BLOG DI ANDREA RUSSO
Disponibile anche come: www.andrearusso.net
mercoledì 25 gennaio 2012
martedì 24 gennaio 2012
"I Simpson", molto più di un cartone animato.
Era il 1987 quando al disegnatore Matt Groening fu affidato uno spazio di pochi minuti per fare da intermezzo al famoso talk show di Tracey Ullman
Ma l'inizio della serie, con episodi da mezz'ora, era vicino. Vinti alcuni scetticismi di alcuni membri della produzione, che erano un po' frenati dalla poca educatività di tale opera, Matt Groening riuscì a far girare la sua creazione sulla Fox. E siccome si trattava di una tv giovane e un po' inesperta sotto alcuni aspetti, riuscì a strappare una clausola nel contratto che comprendeva una "assoluta libertà espressiva da parte degli autori.
Ma anche Matt Groening e i suoi collaboratori non avrebbero mai previsto il successo dei Simpsons, questi personaggi gialli che avrebbero imperversato in televisione per oltre vent'anni (e probabilmente lo faranno per molto tempo ancora).
Il successo della serie televisiva "I Simpson" è facilmente spiegabile: è un prodotto trasversale, che raccoglie telespettatori di ogni età.
E' una serie tutt'altro che perbenista: un padre che picchia il figlio continuamente, i difetti di ogni personaggio messi in piazza vergognosamente, il dare risalto ai difetti di ciascuno anzichè i pregi sono l'elemento principale di quasta saga dell'antieroe che si sintetizza nel suo personaggio prtincipale: Homer Simpson.
Inoltre la realtà nei Simpsons non è edulcorata: c'è gente che muore o finisce all'ospedale, altri vanno in rovina finanziaria e finiscono a chiedere l'elemosina, ci sono rapine con tanto di fucile spianato. L'edulcorazione in realtà c'è ma è di natura diversa: sta nell'ironia con la quale anche gli episodi più tragici, viscidi o violenti vengono trattati.
Homer è diventato il personaggio fumettistico (esistono anche in fumetti) e dei cartoon più amato in tanti paesi del mondo.
Non si può però competere in popolarità con lui: ha un aspetto tenero e che fa ridere, con i suoi occhi grandi, la sua pelata e il suo pancione. Inoltre si appropria di caratteristiche umane, ma al tempo stesso, in quanto pupazzo dei cartoons, non dovrà mai rispondere delle sue azioni di fronte a nessun tribunale, nemmeno nelle scene tragicomiche in cui ritualmente strangola Bart o manda a fuoco la centrale nucleare in cui lavora.
E' un uomo pieno di difetti ma buono, talvolta ricorre a piccoli gesti di furbizia, un po' come tanta gente comune che di fronte alle tante difficoltà della vita cerca di cavarsela sgomitando (si pensi ai famosi siparietti col vicino Flanders). La sua modestia di impiegato sottomesso e la sua furbizia fanno ricordare un po' Fantozzi, con cui forse condivide anche l'ambizione di corrispondere ad un personaggio "medio", ma con debolezze molto più accentuate.
Di sicuro c'è che al giorno d'oggi Homer straccia qualsiasi personaggio disneyano, anche se c'è da ammettere che nell'edizione fumettistica di Topolino diversi grandi disegnatori hanno conferito molta personalità in più ai personaggi in questione rispetto agli scialbi films Disney di 30-50 anni fa.
Se l'autore Groening eccede in qualcosa, è nell' aver esagerato le negatività: viene descritta un'America in cui niente davvero funziona, un paese di cialtroni che ovviamente non corrisponde al vero.
Groening diventa calzante invece in tante piccole battute a ruota libera che fa pronunciare ai suoi personaggi. Non nasconde le sue simpatie politiche verso i democratici, nè risparmia la sua satira contro personaggi famosi, come George Bush padre.
I personaggi, anche quelli secondari, sono tutti ben delineati psicologicamente: abbiamo una famiglia con una moglie devota, un padre rozzo, pigro e ubriacone, a volte cinico ma in fondo molto tenero quando vuole, un figlio teppistello, una bambina dal quoziente intellettivo sopra la media, politicamente impegnata e vegetariana, una lattante col ciuccio, un nonno rincretinito e a rischio infarto e le due sorelle della moglie sole e intristite.
Ma sarebbe lungo ancora citare poi un vicino iper-religioso e la sua famiglia, un barista rude, un sindaco corrotto e donnaiolo, un clown venale e con amicizie poco raccomandabili, un preside mammone che ha un rapporto tira e molla con una insegnante, due medici pazzi, un bidello buono ma dalle maniere brutali, un imprenditore senza scrupoli con un leccapiedi che lo serve in tutto, un prete un po' stanco e bigotto, e ancora molti altri.
In definitiva I Simpson sono la più longeva serie televisiva nella storia, nonchè la miglior creatura di Matt Groening, che ci ha riprovato con Futurama ma con minore successo. Tra i numerosissimi riconoscimenti attribuiti alla serie, ci sono 23 Emmy Awards e una stella nella Hollywood Walk of Fame.
Con buona pace di tutti, bisognerà ammettere che personaggi non reali, con gli occhi prominenti e un insolito colorito giallo saranno ricordati per sempre come parte della storia del ventunesimo secolo.
martedì 17 gennaio 2012
Pescara "bello di notte": batte il Verona e lancia la sfida alla capolista Torino
Al termine di un'ottima prestazione, il Pescara si aggiudica i tre punti tra le mura amiche contro un discreto Verona. Gli scaligeri hanno tentato di fare la classica partita da trasferta: catenaccio e contropiede, con un modulo 4-1-4-1, ma hanno dovuto arrendersi ad un tridente biancoazzurro in grande spolvero. Da ricordare è la splendida cornice di pubblico: oltre 21 000 persone tra paganti, abbonati ed accreditati. Al 3' Kone scambia con Verratti, entra a percussione in area dalla fascia destra e cade a terra. Per l'arbitro l'intervento è regolare. All'8' Tatchidis lascia partire un tiro velleitario dalla lunga distanza, che termina molto alto. Al 10' Insigne scatta sulla sinistra e tenta un pallonetto morbido a pochi metri dalla porta: alto. Due minuti più tardi c'è il vantaggio biancoazzurro grazie a una bella azione coordinata; Kone scambia con Immobile e trafigge il portiere Rafael: la palla si insacca alla sinistra del portiere. Al 16' un bellissimo pallonetto di Insigne viene deviato da Rafael. Al 25' Insigne esegue uno splendido stop sulla sinistra e serve Immobile, che esplode un potente tiro che finisce alto. Al 27' Kone si oppone a Rafael che si distende sull'angolo sinistro della porta. Al 35' Insigne ci riprova: il suo tiro è di poco a lato. Al 38' passa il Verona sull'asse Russo-Ferrari, il quale riceve un pallone basso al centro dell'area piccola e batte Anania. Al 49' il Pescara torna in vantaggio: coronando una complessa azione da goal, Immobile raccoglie un passaggio basso di Cascione e scarica un potente tiro sull'angolino destro. Al 54' Tachtsidis si rende pericoloso, ma la difesa ribatte quasi sulla linea: sul capovolgimento di fronte, Insigne recupera sulla trequarti un pallone che stava per andare sull'out di sinistra, compie un lungo affondo e mette al centro per Immobile, che in velocità si ritrova un grande spazio di fronte, rimane freddo e a pochi passi dal portiere esplode un bellissimo tiro che si insacca sull'angolino destro. La reazione del Verona si sostanzia nel bel colpo di testa ravvicinato di Berrettoni e nell'affondo e nel tiro di D'Alessandro poco dopo, ma in entrambi i casi Anania devia la palla in angolo. Per il resto è quasi un monologo biancoazzurro: il Pescara vince e convince e si propone come la più temibile sfidante per la capolista Torino.
Andrea Russo
Pubblicato su Abruzzoblog.it
Andrea Russo
Pubblicato su Abruzzoblog.it
domenica 15 gennaio 2012
Istituti di rating sotto accusa.
L'Italia , così come la Francia e molti altri paesi europei, non è a rischio fallimento.
L'attività degli istituti di Rating, come è stato ben esposto sui quotidiani nazionali odierni, non è basata sull'onestà intellettuale e ben presto si scoprirà quali sono gli interessi di queste agenzie.
Che cosa sono le agenzie di rating? Si tratta di istituti che valutano, detto in parole povere, la capacità di restituire i propri debiti da parte di enti pubblici e di aziende.
Tali organismi di valutazione sono proprietà di compagnie dell'alta finanza, che dovrebbero essere controllate da essi. Probabilmente c'è un interesse a far fallire l'area euro, poichè tale divisa monetaria è un temibile concorrente per il dollaro.
Pagare beni e servizi in euro anzichè in dollari costiutuisce, negli affari, un grave danno per gli Statunitensi, la cui moneta vale il 27 % circa in meno.
Se non sono stati accertati con precisione, per il momento, i fini per cui gli istituti Moody's e Standard & Poors cercano di svalutare l'Europa, di certo c'è la prova che essi non seppero prevedere l'imminente fallimento di Parmalat e di Lehman Brothers.
Il danno che essi hanno apportato l'altro ieri all'Ue, con il declassamento di Italia e Francia, è alto, nonchè inopportuno, visto le grandi riforme che questi paesi stanno attuando e gli accordi internazionali che stanno prendendo.
C'è un dolo, ormai appare chiaro.
E' una frottola pazzesca che Italia e Francia rischino di non corrispondere l'equivalente del proprio debito, negli anni.
In primis perchè tra poco, in base ai cambiamenti effettuati, la tendenza verrà invertita e anche il nostro paese vedrà tra un anno o due iniziare a ridursi il debito pubblico, che fino ad ora è cresciuto per colpa di interessi spropositati.
Il secondo motivo è che un paese come il nostro è ricco di risorse naturali, di patrimoni pubblici e privati, di basi per fare business che possono essere utilizzati per far fronte al debito e sono enormemente superiori ai 1900 miliardi di euro a cui esso ammonta.
Ovviamente non li pagheremo tutti insieme, ma nel corso di molti anni; grazie anche alla linea ferma di Monti, che non cederà insieme ad altri alla linea della Merkel del "tutto e subito", ci sono prospettive di crescita economica.
I soldi che paghiamo di tasse devono essere investiti anche per la crescita e per il funzionamento della vita pubblica, se cercassimo di sviare troppi fondi solo per pagare le nostre esposizioni debitorie saremmo rovinati.
Per fortuna le forze politiche italiane di destra e di sinistra sono concordi nell'andare in un'altra direzione.
L'attività degli istituti di Rating, come è stato ben esposto sui quotidiani nazionali odierni, non è basata sull'onestà intellettuale e ben presto si scoprirà quali sono gli interessi di queste agenzie.
Che cosa sono le agenzie di rating? Si tratta di istituti che valutano, detto in parole povere, la capacità di restituire i propri debiti da parte di enti pubblici e di aziende.
Tali organismi di valutazione sono proprietà di compagnie dell'alta finanza, che dovrebbero essere controllate da essi. Probabilmente c'è un interesse a far fallire l'area euro, poichè tale divisa monetaria è un temibile concorrente per il dollaro.
Pagare beni e servizi in euro anzichè in dollari costiutuisce, negli affari, un grave danno per gli Statunitensi, la cui moneta vale il 27 % circa in meno.
Se non sono stati accertati con precisione, per il momento, i fini per cui gli istituti Moody's e Standard & Poors cercano di svalutare l'Europa, di certo c'è la prova che essi non seppero prevedere l'imminente fallimento di Parmalat e di Lehman Brothers.
Il danno che essi hanno apportato l'altro ieri all'Ue, con il declassamento di Italia e Francia, è alto, nonchè inopportuno, visto le grandi riforme che questi paesi stanno attuando e gli accordi internazionali che stanno prendendo.
C'è un dolo, ormai appare chiaro.
E' una frottola pazzesca che Italia e Francia rischino di non corrispondere l'equivalente del proprio debito, negli anni.
In primis perchè tra poco, in base ai cambiamenti effettuati, la tendenza verrà invertita e anche il nostro paese vedrà tra un anno o due iniziare a ridursi il debito pubblico, che fino ad ora è cresciuto per colpa di interessi spropositati.
Il secondo motivo è che un paese come il nostro è ricco di risorse naturali, di patrimoni pubblici e privati, di basi per fare business che possono essere utilizzati per far fronte al debito e sono enormemente superiori ai 1900 miliardi di euro a cui esso ammonta.
Ovviamente non li pagheremo tutti insieme, ma nel corso di molti anni; grazie anche alla linea ferma di Monti, che non cederà insieme ad altri alla linea della Merkel del "tutto e subito", ci sono prospettive di crescita economica.
I soldi che paghiamo di tasse devono essere investiti anche per la crescita e per il funzionamento della vita pubblica, se cercassimo di sviare troppi fondi solo per pagare le nostre esposizioni debitorie saremmo rovinati.
Per fortuna le forze politiche italiane di destra e di sinistra sono concordi nell'andare in un'altra direzione.
sabato 14 gennaio 2012
Il Paese dei furbi
Il fatto che vi siano tante lobby, tante caste che arrecano danno ai più deboli è uno degli indici che l'Italia è un Paese di furbi e di prevaricatori e che le cause dei suoi mali stanno nel popolo, prima ancora che nei governanti che sono sua diretta emenazione.
Penso inoltre a coloro che preferiscono prendere a lavorare emigranti a condizioni più favorevoli per loro ma illegali perchè in violazione delle normative sul lavoro.
In questo caso non la penso come la Lega Nord: i delinquenti sono gli sfruttatori, non gli sfruttati.
Si parla tanto della delinquenza degli immigrati, ed è giusto farlo, senza generalizzare troppo. Si parla però troppo poco dei nordafricani ingaggiati dalle mafie per lavori stagionali, agricoli, edilizi.
Si parla troppo poco delle famiglie cosiddette "perbene" che non mettono in regola le badanti, condannandole spesso alla clandestinità.
Penso inoltre a coloro che preferiscono prendere a lavorare emigranti a condizioni più favorevoli per loro ma illegali perchè in violazione delle normative sul lavoro.
In questo caso non la penso come la Lega Nord: i delinquenti sono gli sfruttatori, non gli sfruttati.
Si parla tanto della delinquenza degli immigrati, ed è giusto farlo, senza generalizzare troppo. Si parla però troppo poco dei nordafricani ingaggiati dalle mafie per lavori stagionali, agricoli, edilizi.
Si parla troppo poco delle famiglie cosiddette "perbene" che non mettono in regola le badanti, condannandole spesso alla clandestinità.
Non dimentichiamoci delle Università
Il Governo dei Professori non si dovrebbe dimenticare di agire sui propri colleghi:
I docenti universitari nelle Università Italiane fanno nella grande maggioranza dei casi quello che gli pare.
Sono governati da Rettori, ovvero professori eletti da altri professori. Non c'è un controllo sulla produttività, che tra l'altro è scarsa: poca didattica, studenti poco seguiti, poca produzione scientifica: è un dato incontrovertibile, anche un ignorante può controllare e rendersene conto.
Nei miei trascorsi universitari ho riscontrato episodi di professori che nel giorno degli esami non si presentavano, che annullavano lezioni all'ultimo momento senza recuperarle e molto altro ancora.
I nepotismi sono già stati smascherati abbastanza bene dalla stampa, così come le raccomandazioni, le collusioni con la politica. Non è un mistero la presenza in parlamento e nei governi di docenti universitari.
Disse bene Il fisico premio Nobel Giacconi: "Bisognerebbe radere al suolo le università italiane e rifondarle per intero".
I docenti universitari nelle Università Italiane fanno nella grande maggioranza dei casi quello che gli pare.
Sono governati da Rettori, ovvero professori eletti da altri professori. Non c'è un controllo sulla produttività, che tra l'altro è scarsa: poca didattica, studenti poco seguiti, poca produzione scientifica: è un dato incontrovertibile, anche un ignorante può controllare e rendersene conto.
Nei miei trascorsi universitari ho riscontrato episodi di professori che nel giorno degli esami non si presentavano, che annullavano lezioni all'ultimo momento senza recuperarle e molto altro ancora.
I nepotismi sono già stati smascherati abbastanza bene dalla stampa, così come le raccomandazioni, le collusioni con la politica. Non è un mistero la presenza in parlamento e nei governi di docenti universitari.
Disse bene Il fisico premio Nobel Giacconi: "Bisognerebbe radere al suolo le università italiane e rifondarle per intero".
Liberalizzazione delle professioni notarili
I criteri di selezione dei notai sono durissimi, in quanto il notaio è un pubblico ufficiale che tra l'altro ha una utile funzione di prevenzione delle cause tra le parti.
Questo in teoria.
Nei fatti molti notai sono figli di notai e nipoti di notai.
C'è dunque da intervenire, abbattere il numero chiuso e far svolgere i concorsi con meno imbrogli, nonchè distruggere il nepotismo.
Sbagliato, invece, è il paragone con gli Stati Uniti e il public notary, che ha funzioni più limitate e fa piccole cose come l'autenticazione delle firme.
Negli Stati Uniti si sente spesso la mancanza di un pubblico ufficiale che risolva casi più complessi, tanto è vero che in Louisiana e in Florida hanno modificato recentemente la fugura del notaio sullo stile italiano e dei paesi latini.
Questo in teoria.
Nei fatti molti notai sono figli di notai e nipoti di notai.
C'è dunque da intervenire, abbattere il numero chiuso e far svolgere i concorsi con meno imbrogli, nonchè distruggere il nepotismo.
Sbagliato, invece, è il paragone con gli Stati Uniti e il public notary, che ha funzioni più limitate e fa piccole cose come l'autenticazione delle firme.
Negli Stati Uniti si sente spesso la mancanza di un pubblico ufficiale che risolva casi più complessi, tanto è vero che in Louisiana e in Florida hanno modificato recentemente la fugura del notaio sullo stile italiano e dei paesi latini.
Liberalizzazione dei taxi
Sono decisamente a favore delle liberalizzazioni che il Governo intende fare.
Perchè ci deve essere un numero chiuso di notai, di farmacisti, di taxi?
Perchè se ho una macchina e voglio portare a spasso qualcuno tramite compenso ci deve essere un assurdo divieto?
In altri paesi lavorano molte più persone con i taxi, in virtù del regime di concorrenza i prezzi sono più bassi, molte più persone usufruiscono del servizio e i taxisti guadagnano anche di più.
Quelli che protestano oggi avrebbero dei vantaggi, al di là di quanto pensano loro stessi.
Oggi in Italia quasi nessuno fa uso di questo mezzo proprio perchè non essendoci concorrenza i prezzi sono altissimi.
Alcuni conducenti di taxi si mettano una mano sulla coscienza: aumentano il prezzo agli ignari stranieri, proclamano sciperi selvaggi, chiedono un confronto ma poi sanno solo urlare le proprie ragioni, non discuterle civilmente
(mi riferisco agli esagitati visti in tv in alcune recenti vicende, ma posso dire che ho assistito a riunioni tra istituzioni e taxisti più che decorose).
Si dovrebbe avere la facoltà di parcheggiare il taxi in piu' posti, di caricare i clienti in qualsiasi comune italiano, non in uno solo, variare il servizio anche con altre funzioni: l'accompagnamento agli anziani, ad esempio, con tariffe mirate, con la possibilità di dividere il costo del taxi in 3 o in 4 persone.
Se ciò venisse reso esecutivo, migliaia di persone troverebbero lavoro e gli utenti ne avrebbero un sicuro vantaggio.
Perchè ci deve essere un numero chiuso di notai, di farmacisti, di taxi?
Perchè se ho una macchina e voglio portare a spasso qualcuno tramite compenso ci deve essere un assurdo divieto?
In altri paesi lavorano molte più persone con i taxi, in virtù del regime di concorrenza i prezzi sono più bassi, molte più persone usufruiscono del servizio e i taxisti guadagnano anche di più.
Quelli che protestano oggi avrebbero dei vantaggi, al di là di quanto pensano loro stessi.
Oggi in Italia quasi nessuno fa uso di questo mezzo proprio perchè non essendoci concorrenza i prezzi sono altissimi.
Alcuni conducenti di taxi si mettano una mano sulla coscienza: aumentano il prezzo agli ignari stranieri, proclamano sciperi selvaggi, chiedono un confronto ma poi sanno solo urlare le proprie ragioni, non discuterle civilmente
(mi riferisco agli esagitati visti in tv in alcune recenti vicende, ma posso dire che ho assistito a riunioni tra istituzioni e taxisti più che decorose).
Si dovrebbe avere la facoltà di parcheggiare il taxi in piu' posti, di caricare i clienti in qualsiasi comune italiano, non in uno solo, variare il servizio anche con altre funzioni: l'accompagnamento agli anziani, ad esempio, con tariffe mirate, con la possibilità di dividere il costo del taxi in 3 o in 4 persone.
Se ciò venisse reso esecutivo, migliaia di persone troverebbero lavoro e gli utenti ne avrebbero un sicuro vantaggio.
giovedì 5 gennaio 2012
Comunicato stampa La Destra Pescara
Solidarietà al sindaco Luigi Albore Mascia e invito a tutte le forze politiche a ricompattarsi per il bene di Pescara
Apprendiamo dai giornali delle dimissioni degli assessori Cazzaniga e Cardelli , aventi rispettivamente delega al turismo e al commercio. Un piccolo terremoto è avvenuto a Palazzo di Città, con i suddetti amministratori che hanno annunciato di voler lasciare le loro poltrone istituzionali per tornare alle proprie attività professionali.
Quali che siano le loro vere motivazioni e i retroscena di questa vicenda, lo riteniamo un atto di scarsa sensibilità verso la situazione delicata che Pescara, unitamente a tutto il Paese, sta affrontando.
Anche nel nostro capoluogo aumenta la povertà, ci sono famiglie in situazioni debitorie, incapaci di garantire il minimo per una sopravvivenza decorosa a bambini ed anziani, aziende ed esercizi commerciali che falliscono. Centrale è l'importanza del Comune nel cercare di alleviare le loro sofferenze. Fondamentale, inoltre, è la funzione di dicasteri locali come quelli al commercio e al turismo nel rilancio di un'economia cittadina che vive principalmente di turismo e di negozi. Non è da trascurare inoltre il rilancio dell'istruzione, della formazione e della cultura, (che hanno rischiato di non avere più un rappresentante istituzionale a Pescara), per il rilancio sia spirituale che materiale di una comunità locale.
La Filosofia dell' "Anno nuovo vita nuova" interpretato alla lettera dagli assessori in questione, l'atteggiamento di liberazione dalle responsabilità, la strategia del disimpegno e l'attuazione di una silenziosa protesta preferita alla discussione dei punti critici non fa parte della cultura di La Destra.
Inoltriamo dunque un appello a tutte le forze politiche pescaresi, di maggioranza e di opposizione, affinchè si adoperino per far funzionare appieno la vita democratica. Vogliamo evitare che l'esecutivo diventi attivo soltanto nominalmente e venga di fatto paralizzato. Peggio ancora sarebbe tornare alle elezioni in questo delicato momento storico, perchè sarebbe una sconfitta per tutti.
Auspichiamo che i nuovi inquilini del Palazzo di Città che siederanno negli assessorati rimasti vacanti abbiano maggiore senso di responsabilità e non facciano prevalere risentimenti personali sugli interessi di una comunità di oltre 120 000 abitanti.
Questa vicenda non porta lustro nè a Pescara nè al centrodestra, poichè questi hanno ben altro prestigio e ben altre tradizioni da riportare in auge anche nel futuro.
Il Segretario Provinciale
Alessandro Baldati
L'Addetto Stampa
Andrea Russo
Apprendiamo dai giornali delle dimissioni degli assessori Cazzaniga e Cardelli , aventi rispettivamente delega al turismo e al commercio. Un piccolo terremoto è avvenuto a Palazzo di Città, con i suddetti amministratori che hanno annunciato di voler lasciare le loro poltrone istituzionali per tornare alle proprie attività professionali.
Quali che siano le loro vere motivazioni e i retroscena di questa vicenda, lo riteniamo un atto di scarsa sensibilità verso la situazione delicata che Pescara, unitamente a tutto il Paese, sta affrontando.
Anche nel nostro capoluogo aumenta la povertà, ci sono famiglie in situazioni debitorie, incapaci di garantire il minimo per una sopravvivenza decorosa a bambini ed anziani, aziende ed esercizi commerciali che falliscono. Centrale è l'importanza del Comune nel cercare di alleviare le loro sofferenze. Fondamentale, inoltre, è la funzione di dicasteri locali come quelli al commercio e al turismo nel rilancio di un'economia cittadina che vive principalmente di turismo e di negozi. Non è da trascurare inoltre il rilancio dell'istruzione, della formazione e della cultura, (che hanno rischiato di non avere più un rappresentante istituzionale a Pescara), per il rilancio sia spirituale che materiale di una comunità locale.
La Filosofia dell' "Anno nuovo vita nuova" interpretato alla lettera dagli assessori in questione, l'atteggiamento di liberazione dalle responsabilità, la strategia del disimpegno e l'attuazione di una silenziosa protesta preferita alla discussione dei punti critici non fa parte della cultura di La Destra.
Inoltriamo dunque un appello a tutte le forze politiche pescaresi, di maggioranza e di opposizione, affinchè si adoperino per far funzionare appieno la vita democratica. Vogliamo evitare che l'esecutivo diventi attivo soltanto nominalmente e venga di fatto paralizzato. Peggio ancora sarebbe tornare alle elezioni in questo delicato momento storico, perchè sarebbe una sconfitta per tutti.
Auspichiamo che i nuovi inquilini del Palazzo di Città che siederanno negli assessorati rimasti vacanti abbiano maggiore senso di responsabilità e non facciano prevalere risentimenti personali sugli interessi di una comunità di oltre 120 000 abitanti.
Questa vicenda non porta lustro nè a Pescara nè al centrodestra, poichè questi hanno ben altro prestigio e ben altre tradizioni da riportare in auge anche nel futuro.
Il Segretario Provinciale
Alessandro Baldati
L'Addetto Stampa
Andrea Russo
Alcuni episodi di maleducazione
Ho compilato una piccola lista personale di episodi di maleducazione avvenuti nella mia città Pescara, un posto di mare bellissimo dove forse c'è qualcosa da cambiare a livello di mentalità. Ovviamente ho conosciuto qui tante persone dal cuore sincero. Sono uno che non ama rinchiudersi nella propria cerchia di pochi amici e stare per i fatti suoi. Il contatto umano per me è importante, come è primaria l'esigenza di sentirsi tutti parte di un'unico contesto.
Alcuni episodi di maleducazione a Pescara
Non sono un moralista, nè ritengo me stesso perfetto. Tutti abbiamo i nostri difetti, ma quando si parla di migliorare la nostra società non si può prescindere dal rispetto nei confronti degli altri. Nella mia città, ma non penso solo qui, assisto quotidianamente ad esempi di maleducazione, dovuta principalmente a un'ignoranza profonda di alcuni.
Al Pub (1)
E' successo 8-9 anni fa. Pagai 3 euro e 50, che allora era una cifra davvero assurda all'epoca , per due dita di Porto. Chiesi il vino e il barista di un noto pub irlandese di Pescara prese una bottiglia che aveva una specie di scontrino attaccato alla bell'e meglio al posto della marca. Gli dissi letteralmente: "Posso vedere la bottiglia"? Non l'avessi mai fatto. Mi rispose: "Io ti spacco la bopttiglia in testa", (afferrandola e agitandola in maniera minacciosa) "io ti do solo roba buona". Mi accorsi che era ubriaco, lo feci calmare.
Al Pub (2)
Pochi giorni fa a Capodanno, verso l'una sono entrato in un disco pub: 10 euro con la consumazione.
Presento lo scontrino per farmi dare il drink, e ho detto alla barista: "siccome mi sento gonfio potrei avere una bottiglia d'acqua al posto del drink?
"E tu per dieci euro vuoi una bottiglia d'acqua intera"?
"E quanto devo pagare, trenta euro per una bottiglia d'acqua?" pensai.
"Va bene, vorrei un'acqua tonica" La barista mi versa l'acqua tonica in un bicchierone, svuotando una bottiglia che costava almeno tre volte rispetto all'acqua semplice.
La stupidità veramente non ha limiti
Al pub (3)
In un disco pub al confine tra Pescara e Montesilvano dove c'è l'ingresso gratuito, hanno fatto obiezioni riguardo ai miei vestiti e non mi hanno fatto entrare.
La prima volta ero con dei pantaloni di marca ma che arrivavano poco sotto il ginocchio, perchè era giugno e c'erano trenta gradi. Hanno preteso che avessi i pantaloni lunghi e non mi hanno fatto entrare, per un party sulla spiaggia con la piscina.
Sempre nello stesso locale, che ha uno spazio coperto per l'inverno, mi sono recato alcuni giorni fa e non mi hanno fatto entrare perchè il buttafuori ha detto: "non mi piace come sei vestito". Ritengo di essere sempre vestito in maniera molto decorosa, ma al di là di questo probabilmente un'azione del genere viola la legge in quanto discriminatoria. A meno che non violi le regole del pudore e della buona educazione, chiunque, quand'anche non fosse vestito "di marca" ha il diritto di entrare in un locale pubblico, se l'ingresso è libero.
Allo stadio
Un noto consigliere comunale della minoranza, approfittando del fatto che gli stewards allo stadio avevano aperto il cancello per me che avevo presentato accredito e tessera da giornalista, è entrato con nonchalance accompagnato da una signora, che non ho avuto modo di guardare bene ma mi sembra che fosse anche lei appartenente al mondo politico pescarese.
Uno degli addetti alla sicurezza gli ha detto: scusi, mostri il biglietto, per favore" Lui si è girato e l'operatore, riconoscendolo, gli ha detto: "ah va bene vada!"
Per quanto noto a livello locale, anche lui aveva il dovere di presentare il biglietto come tutti i comuni mortali.
Invece questo signor nessuno, che è soltanto un consigliere comunale di opposizione di un comune di 120 000 abitanti, se n'è andato ridacchiando insieme alla sua amica.
Non è prima volta che questo signore mostra tutta la sua arroganza da bullo di periferia.
Alla stazione
Chiedo un biglietto per Lanciano, per seguire, da giornalista, l'Europeo di Basket Femminile del 2007.
Il bigliettaio mi dice di andare allo sportello successivo. C'è soltanto una famiglia di fronte a me, e siccome, a quanto capisco dalla conversazione, la bigliettaia è una loro amica, si intrattiene in una consulenza sui treni da prendere per mezz'ora, nonostante le mie proteste a cui la madre di famiglia arrogantemente mi dice che devo aspettare. I treni però non aspettano, e il mio è probabilmente già partito, come infatti riscontrerò dopo.
Mi rivolgo di nuovo al primo bigliettaio e scopro che lui non doveva fare altro che allungare una mano verso l'altro box e prendere un mucchio di biglietti per staccarne uno.
Questi sono solo alcuni degli episodi che potrei citarvi in tanti anni di vita a Pescara: commercianti che ti maltrattano quando tu vuoi comprare qualcosa, altri negozianti che ti fanno pagare più del prezzo dovuto, (e a volte te ne accorgi soltanto dopo) , locali per giovani dove ti fanno fare la fila soltanto per far vedere che da loro c'è tanta gente ad aspettare fuori, o dove paghi un drink addirittura 10 euro e te lo mettono in un bicchiere con due terzi di ghiaccio e un terzo di bevanda.
Certo, queste cose succedono un po' dappertutto, ma non bisogna per questo fare gli struzzi e nascondere la testa sotto la sabbia. Ritengo anzi utile aprire un dibattito su questo, affinchè le cose migliorino.
Andrea Russo
per la testata Abruzzoblog.it
Alcuni episodi di maleducazione a Pescara
Non sono un moralista, nè ritengo me stesso perfetto. Tutti abbiamo i nostri difetti, ma quando si parla di migliorare la nostra società non si può prescindere dal rispetto nei confronti degli altri. Nella mia città, ma non penso solo qui, assisto quotidianamente ad esempi di maleducazione, dovuta principalmente a un'ignoranza profonda di alcuni.
Al Pub (1)
E' successo 8-9 anni fa. Pagai 3 euro e 50, che allora era una cifra davvero assurda all'epoca , per due dita di Porto. Chiesi il vino e il barista di un noto pub irlandese di Pescara prese una bottiglia che aveva una specie di scontrino attaccato alla bell'e meglio al posto della marca. Gli dissi letteralmente: "Posso vedere la bottiglia"? Non l'avessi mai fatto. Mi rispose: "Io ti spacco la bopttiglia in testa", (afferrandola e agitandola in maniera minacciosa) "io ti do solo roba buona". Mi accorsi che era ubriaco, lo feci calmare.
Al Pub (2)
Pochi giorni fa a Capodanno, verso l'una sono entrato in un disco pub: 10 euro con la consumazione.
Presento lo scontrino per farmi dare il drink, e ho detto alla barista: "siccome mi sento gonfio potrei avere una bottiglia d'acqua al posto del drink?
"E tu per dieci euro vuoi una bottiglia d'acqua intera"?
"E quanto devo pagare, trenta euro per una bottiglia d'acqua?" pensai.
"Va bene, vorrei un'acqua tonica" La barista mi versa l'acqua tonica in un bicchierone, svuotando una bottiglia che costava almeno tre volte rispetto all'acqua semplice.
La stupidità veramente non ha limiti
Al pub (3)
In un disco pub al confine tra Pescara e Montesilvano dove c'è l'ingresso gratuito, hanno fatto obiezioni riguardo ai miei vestiti e non mi hanno fatto entrare.
La prima volta ero con dei pantaloni di marca ma che arrivavano poco sotto il ginocchio, perchè era giugno e c'erano trenta gradi. Hanno preteso che avessi i pantaloni lunghi e non mi hanno fatto entrare, per un party sulla spiaggia con la piscina.
Sempre nello stesso locale, che ha uno spazio coperto per l'inverno, mi sono recato alcuni giorni fa e non mi hanno fatto entrare perchè il buttafuori ha detto: "non mi piace come sei vestito". Ritengo di essere sempre vestito in maniera molto decorosa, ma al di là di questo probabilmente un'azione del genere viola la legge in quanto discriminatoria. A meno che non violi le regole del pudore e della buona educazione, chiunque, quand'anche non fosse vestito "di marca" ha il diritto di entrare in un locale pubblico, se l'ingresso è libero.
Allo stadio
Un noto consigliere comunale della minoranza, approfittando del fatto che gli stewards allo stadio avevano aperto il cancello per me che avevo presentato accredito e tessera da giornalista, è entrato con nonchalance accompagnato da una signora, che non ho avuto modo di guardare bene ma mi sembra che fosse anche lei appartenente al mondo politico pescarese.
Uno degli addetti alla sicurezza gli ha detto: scusi, mostri il biglietto, per favore" Lui si è girato e l'operatore, riconoscendolo, gli ha detto: "ah va bene vada!"
Per quanto noto a livello locale, anche lui aveva il dovere di presentare il biglietto come tutti i comuni mortali.
Invece questo signor nessuno, che è soltanto un consigliere comunale di opposizione di un comune di 120 000 abitanti, se n'è andato ridacchiando insieme alla sua amica.
Non è prima volta che questo signore mostra tutta la sua arroganza da bullo di periferia.
Alla stazione
Chiedo un biglietto per Lanciano, per seguire, da giornalista, l'Europeo di Basket Femminile del 2007.
Il bigliettaio mi dice di andare allo sportello successivo. C'è soltanto una famiglia di fronte a me, e siccome, a quanto capisco dalla conversazione, la bigliettaia è una loro amica, si intrattiene in una consulenza sui treni da prendere per mezz'ora, nonostante le mie proteste a cui la madre di famiglia arrogantemente mi dice che devo aspettare. I treni però non aspettano, e il mio è probabilmente già partito, come infatti riscontrerò dopo.
Mi rivolgo di nuovo al primo bigliettaio e scopro che lui non doveva fare altro che allungare una mano verso l'altro box e prendere un mucchio di biglietti per staccarne uno.
Questi sono solo alcuni degli episodi che potrei citarvi in tanti anni di vita a Pescara: commercianti che ti maltrattano quando tu vuoi comprare qualcosa, altri negozianti che ti fanno pagare più del prezzo dovuto, (e a volte te ne accorgi soltanto dopo) , locali per giovani dove ti fanno fare la fila soltanto per far vedere che da loro c'è tanta gente ad aspettare fuori, o dove paghi un drink addirittura 10 euro e te lo mettono in un bicchiere con due terzi di ghiaccio e un terzo di bevanda.
Certo, queste cose succedono un po' dappertutto, ma non bisogna per questo fare gli struzzi e nascondere la testa sotto la sabbia. Ritengo anzi utile aprire un dibattito su questo, affinchè le cose migliorino.
Andrea Russo
per la testata Abruzzoblog.it
domenica 1 gennaio 2012
Botti di Capodanno: 2 morti e 561 feriti, per ora
Ecco fino a dove l'idiozia collettiva porta.
ROMA - E' di due morti e 561 feriti il bilancio, fatto dalla Polizia, delle persone coinvolte negli incidenti di fine anno a causa di botti, petardi e proiettili vaganti. Il numero dei feriti complessivi è in aumento (498 lo scorso anno), ma sono diminuiti quelli con lesioni oltre i 40 giorni (35 rispetto a 44). Tra i feriti 76 hanno meno di 12 anni. "Gli episodi più gravi sono dovuti all'uso sconsiderato di prodotti pirotecnici illegali", fa sapere la Polizia. La Polizia rivolge "un richiamo forte affinché si vigili anche in queste ore per evitare che eventuali botti inesplosi, lasciati incautamente per le vie, vengano maneggiati, specie dai bambini più piccoli". Le forze di polizia hanno arrestato o denunciato in tutta Italia 437 persone. Sono stati inoltre sequestrati quasi 1.200 lanciarazzi, 8 armi comuni da sparo, oltre 157 munizioni, oltre 64 tonnellate di manufatti pirotecnici, quasi 3 tonnellate di polvere da sparo, oltre 8,5 tonnellate di prodotti esplodenti artigianali e più di 11.000 detonatori (lo scorso anno erano stati meno di 300).
(Fonte: Ansa)
ROMA - E' di due morti e 561 feriti il bilancio, fatto dalla Polizia, delle persone coinvolte negli incidenti di fine anno a causa di botti, petardi e proiettili vaganti. Il numero dei feriti complessivi è in aumento (498 lo scorso anno), ma sono diminuiti quelli con lesioni oltre i 40 giorni (35 rispetto a 44). Tra i feriti 76 hanno meno di 12 anni. "Gli episodi più gravi sono dovuti all'uso sconsiderato di prodotti pirotecnici illegali", fa sapere la Polizia. La Polizia rivolge "un richiamo forte affinché si vigili anche in queste ore per evitare che eventuali botti inesplosi, lasciati incautamente per le vie, vengano maneggiati, specie dai bambini più piccoli". Le forze di polizia hanno arrestato o denunciato in tutta Italia 437 persone. Sono stati inoltre sequestrati quasi 1.200 lanciarazzi, 8 armi comuni da sparo, oltre 157 munizioni, oltre 64 tonnellate di manufatti pirotecnici, quasi 3 tonnellate di polvere da sparo, oltre 8,5 tonnellate di prodotti esplodenti artigianali e più di 11.000 detonatori (lo scorso anno erano stati meno di 300).
(Fonte: Ansa)
sabato 31 dicembre 2011
No ai fuochi d'artificio.
Ogni anno come da tradizione, l'1 e il 2 Gennaio vi riporterò i dati della guerra dei fuochi d'artificio.
C'è chi spara in aria con pistole e fucili per salutare il nuovo anno, c'è chi prende in mano petardi che gli esplodono tra le mani e gli fanno saltare le dita di una mano.
Ci sono anche dei morti.
Ne vale la pena?
Qual'è il vantaggio? Fare rumore e danneggiare l'arredo urbano? Spaventare persone ed animali?
E qual'è lo svantaggio? perdere un braccio, una mano o nei casi più gravi, uccidersi?
Ho riportato anche dei casi in cui, durante feste patronali, fuochisti di professione hanno provocato la morte di qualcuno.
Il sottoscritto, durante la Festa di Sant'Andrea di due anni fa, a Pescara, per poco non è stato centrato da un fuoco d'artificio esploso male. Per fortuna sono giovane e io e il mio amico che stava con me abbiamo avuto la prontezza di riflessi di alzarci in piedi e di scappare a gambe levate.
Un mio avo ci ha perso un occhio, da bambino, assistendo ai fuochi d'artificio. Sua madre tentò di mettergli le vesti sopra la testa col suo abito di fine ottocento, ma il razzo passò sotto la lunga gonna e lo centrò in un occhio.
Ricordo che quando andavo a casa di mia nonna la foto di questo avo con la moglie (se non erro il mio bisnonno) campeggiava in bella vista appoggiato su un armadietto: lui con la benda da pirata e i baffi arricciati e lei al suo fianco con qualche piuma di struzzo sulle vesti: sembrava il Dottor Ceccarelli che si vede sui tubetti della Pasta del Capitano in versione riveduta e corretta.
E voi, genitori, state attenti a cosa fanno i vostri figli adolescenti, perquisiteli e togliete i petardi dalla loro portata. Io stesso facevo di queste sciocchezze a 12 anni e ora mi rendo conto del pericolo che ho corso.
Un buon anno a tutti voi , senza rischi inutili.
C'è chi spara in aria con pistole e fucili per salutare il nuovo anno, c'è chi prende in mano petardi che gli esplodono tra le mani e gli fanno saltare le dita di una mano.
Ci sono anche dei morti.
Ne vale la pena?
Qual'è il vantaggio? Fare rumore e danneggiare l'arredo urbano? Spaventare persone ed animali?
E qual'è lo svantaggio? perdere un braccio, una mano o nei casi più gravi, uccidersi?
Ho riportato anche dei casi in cui, durante feste patronali, fuochisti di professione hanno provocato la morte di qualcuno.
Il sottoscritto, durante la Festa di Sant'Andrea di due anni fa, a Pescara, per poco non è stato centrato da un fuoco d'artificio esploso male. Per fortuna sono giovane e io e il mio amico che stava con me abbiamo avuto la prontezza di riflessi di alzarci in piedi e di scappare a gambe levate.
Un mio avo ci ha perso un occhio, da bambino, assistendo ai fuochi d'artificio. Sua madre tentò di mettergli le vesti sopra la testa col suo abito di fine ottocento, ma il razzo passò sotto la lunga gonna e lo centrò in un occhio.
Ricordo che quando andavo a casa di mia nonna la foto di questo avo con la moglie (se non erro il mio bisnonno) campeggiava in bella vista appoggiato su un armadietto: lui con la benda da pirata e i baffi arricciati e lei al suo fianco con qualche piuma di struzzo sulle vesti: sembrava il Dottor Ceccarelli che si vede sui tubetti della Pasta del Capitano in versione riveduta e corretta.
E voi, genitori, state attenti a cosa fanno i vostri figli adolescenti, perquisiteli e togliete i petardi dalla loro portata. Io stesso facevo di queste sciocchezze a 12 anni e ora mi rendo conto del pericolo che ho corso.
Un buon anno a tutti voi , senza rischi inutili.
Questo blog compie 4 anni
Questo blog compie 4 anni. Era il 31 Dicembre del 2007 quando mi venne l'idea di aprirne uno. Trovai Blogger, il sito appartenente a Google che consente di creare un blog in maniera del tutto gratuita, con parecchie soluzioni tecniche a disposizione.
Da allora la voglia di tenerlo aggiornato e di scrivere non mi è mai venuta meno, e posso dire che questo spazio online è una piccola opera in divenire di cui vado fiero. Mi ha consentito di esprimere quello che penso e che sento senza censure e mi ha permesso di progredire nell'esercizio della mia carriera giornalistica, già iniziata diversi anni prima.
Un grazie di cuore va a tutti voi lettori, che siete diventati anche abbastanza numerosi nel frattempo. Decine di utenti che quotidianamente hanno voglia di condividere pensieri e idee con me è qualcosa di costruttivo di cui non posso che essere contento.
Buon 2012 a tutti voi.
Da allora la voglia di tenerlo aggiornato e di scrivere non mi è mai venuta meno, e posso dire che questo spazio online è una piccola opera in divenire di cui vado fiero. Mi ha consentito di esprimere quello che penso e che sento senza censure e mi ha permesso di progredire nell'esercizio della mia carriera giornalistica, già iniziata diversi anni prima.
Un grazie di cuore va a tutti voi lettori, che siete diventati anche abbastanza numerosi nel frattempo. Decine di utenti che quotidianamente hanno voglia di condividere pensieri e idee con me è qualcosa di costruttivo di cui non posso che essere contento.
Buon 2012 a tutti voi.
mercoledì 21 dicembre 2011
Zeman elogia i suoi: "Abbiamo vinto una partita difficile, tutta la squadra mi è piaciuta"
E' soddisfatto e sereno Zeman, quando si presenta nel dopopartita in sala stampa. Il suo Pescara ha domato la coriacea Sampdoria, molto ben messa fisicamente, che però non ha fatto valere il suo alto tasso tecnico, sia all'Adriatico che nell'arco delle 19 partite precedenti.
"Era una partita difficile, le squadre si sono annullate fino a metà del secondo tempo". sostiene il boemo.
"Noi non abbiamo concesso niente ai loro attaccanti, ma anche loro sono stati bravi ad annullare il nostro gioco. Non riuscivamo a sfondare ma dopo il goal tutto è stato più semplice.
Mi sono piaciuti tutti i reparti, non era facile contro questa Samp. Per un primo bilancio parziale aspetto la partita con la Nocerina il 6 Gennaio, dopo la quale si concluderà il girone di andata.
Qualcuno diffonde la notizia che il centrocampista Marco Verratti è richiesto proprio dal club genovese, ma Zeman taglia corto:
"Non ne so niente, non mi occupo di mercato".
Iachini, tecnico della Sampdoria, stigmatizza così l'incontro: "Sapevamo che giocare all'aAriatico era difficile, il Pescara è capace di variare le sue soluzioni di attacco in maniera incredibile, è velocissimo e difficile da contenere. Eravamo riusciti per buona parte della gara a tenere a bada i suoi attaccanti, e nel secondo tempo ho cambiato la posizione di Palombo e l'assetto tattico perchè soffriva l'aggressività di Verratti. Il nostro limite è stato quello di non saper concretizzare il gioco che veniva costruito dal centrocampo.
Il tecnico blucerchiato crede ancora nella serie A: "Credo in una rimonta, non potrebbe essere altrimenti, abbiamo giocatori importanti come Palombo, che dovrebbe restare con noi fatte salve delle proposte economiche "indecenti". Dovrebbero arrivare a Gennaio anche dei rinforzi, per cui centrare l'obiettivo dei play off non è impossibile, visto che siamo a pochi punti dalla sesta in classifica".
Andrea Russo
per la testata giornalistica online Abruzzoblog.it
"Era una partita difficile, le squadre si sono annullate fino a metà del secondo tempo". sostiene il boemo.
"Noi non abbiamo concesso niente ai loro attaccanti, ma anche loro sono stati bravi ad annullare il nostro gioco. Non riuscivamo a sfondare ma dopo il goal tutto è stato più semplice.
Mi sono piaciuti tutti i reparti, non era facile contro questa Samp. Per un primo bilancio parziale aspetto la partita con la Nocerina il 6 Gennaio, dopo la quale si concluderà il girone di andata.
Qualcuno diffonde la notizia che il centrocampista Marco Verratti è richiesto proprio dal club genovese, ma Zeman taglia corto:
"Non ne so niente, non mi occupo di mercato".
Iachini, tecnico della Sampdoria, stigmatizza così l'incontro: "Sapevamo che giocare all'aAriatico era difficile, il Pescara è capace di variare le sue soluzioni di attacco in maniera incredibile, è velocissimo e difficile da contenere. Eravamo riusciti per buona parte della gara a tenere a bada i suoi attaccanti, e nel secondo tempo ho cambiato la posizione di Palombo e l'assetto tattico perchè soffriva l'aggressività di Verratti. Il nostro limite è stato quello di non saper concretizzare il gioco che veniva costruito dal centrocampo.
Il tecnico blucerchiato crede ancora nella serie A: "Credo in una rimonta, non potrebbe essere altrimenti, abbiamo giocatori importanti come Palombo, che dovrebbe restare con noi fatte salve delle proposte economiche "indecenti". Dovrebbero arrivare a Gennaio anche dei rinforzi, per cui centrare l'obiettivo dei play off non è impossibile, visto che siamo a pochi punti dalla sesta in classifica".
Andrea Russo
per la testata giornalistica online Abruzzoblog.it
Sansovini illumina il Pescara: l'undicesimo centro dell'attaccante romano regala al Pescara tre punti importanti
"Due squadre in trincea": questo potrebbe essere il titolo della gara di ieri, se si trattasse di un film. Per oltre 70 minuti Pescara e Sampdoria si sono annullate, combattendo a centrocampo pallone su pallone. Una Sampdoria arcigna ma prevedibile ha contenuto il pericoloso attacco biancoazzurro, ma dall'altro lato un'insolita difesa locale, rivitalizzata da un'ottimo Capuano, ha tenuto a bada gente come Bertani e Foggia. Dopo il bel goal di Marco Sansovini al 68', la gara si è poi fatta avvincente e il Pescara è andato vicino al raddoppio diverse volte, meritando alla fine la vittoria.
All'11' Sansovini si rende pericoloso con un tiro direttamente dal calcio d'angolo, mentre al 17' Immobile al termine di una bella triangolazione, è impreciso nel tiro. Al 21' è ancora il Pescara a rendersi pericoloso, ma il colpo di testa di Kone, imbeccato dalla sinistra da Balzano, è impreciso.
La Samp si rende pericolosa solo al 52', con una bella punizione dai 25 metri di Palombo, che sfiora il goal.
Al 68' il Pescara va in vantaggio: bellissima verticalizzazione di Verratti per Sansovini, che supera con uno scatto velocissimo il portiere avversario Da Costa e va in rete.
Il Pescara sembra essersi sbloccato: andrà vicinissimo al raddoppio almeno 4-5 volte. Lorenzo Insigne, galvanizzato dal goal del compagno, mette in crisi la retroguardia avversaria, impeccabile fino a pochi minuti prima. La Samp si sbilancia un po' per recuperare lo svantaggio, ed è proprio il folletto campano a tentare, dal dall'out di destra a 35 metri dalla porta, un bellissimo pallonetto con Da Costa fuori dai pali: il pallone finisce di poco sopra la traversa.
Poco dopo Immobile supera in velocità il portiere blucerchiato, ma è poco lucido per via della stanchezza e calcia male, non centrando la porta. Il Pescara agisce di rimessa, e i suoi attaccanti scattano sempre in posizione regolare, bruciando in velocità la difesa: ancora Immobile va al tiro dopo una progressione spaventosa, ma il suo tiro è impreciso.
Il Pescara porta a casa tre punti contro un'avversario tutt'altro che facile, che però non valorizza appieno le sue individualità. Il team di Zeman è ora quarto in classifica, con 36 punti in venti partite. Non male davvero.
Andrea Russo
per la testata giornalistica Abruzzoblog.it
All'11' Sansovini si rende pericoloso con un tiro direttamente dal calcio d'angolo, mentre al 17' Immobile al termine di una bella triangolazione, è impreciso nel tiro. Al 21' è ancora il Pescara a rendersi pericoloso, ma il colpo di testa di Kone, imbeccato dalla sinistra da Balzano, è impreciso.
La Samp si rende pericolosa solo al 52', con una bella punizione dai 25 metri di Palombo, che sfiora il goal.
Al 68' il Pescara va in vantaggio: bellissima verticalizzazione di Verratti per Sansovini, che supera con uno scatto velocissimo il portiere avversario Da Costa e va in rete.
Il Pescara sembra essersi sbloccato: andrà vicinissimo al raddoppio almeno 4-5 volte. Lorenzo Insigne, galvanizzato dal goal del compagno, mette in crisi la retroguardia avversaria, impeccabile fino a pochi minuti prima. La Samp si sbilancia un po' per recuperare lo svantaggio, ed è proprio il folletto campano a tentare, dal dall'out di destra a 35 metri dalla porta, un bellissimo pallonetto con Da Costa fuori dai pali: il pallone finisce di poco sopra la traversa.
Poco dopo Immobile supera in velocità il portiere blucerchiato, ma è poco lucido per via della stanchezza e calcia male, non centrando la porta. Il Pescara agisce di rimessa, e i suoi attaccanti scattano sempre in posizione regolare, bruciando in velocità la difesa: ancora Immobile va al tiro dopo una progressione spaventosa, ma il suo tiro è impreciso.
Il Pescara porta a casa tre punti contro un'avversario tutt'altro che facile, che però non valorizza appieno le sue individualità. Il team di Zeman è ora quarto in classifica, con 36 punti in venti partite. Non male davvero.
Andrea Russo
per la testata giornalistica Abruzzoblog.it
domenica 18 dicembre 2011
Il nostro vittimismo borbonico
Domani c'è Pescara Sampdoria, padroni di casa in cerca un rilancio
Il Pescara cerca un rilancio nella partita interna contro i blucerchiati della Sampdoria, dopo un calo di rendimento e di risultati seguito ad una striscia di 5 vittorie consecutive. Ora il club abruzzese è quinto in classifica. I genovesi, nonostante l'organico di prim'ordine di cui dispongono, stanno deludendo e sono a metà classifica. Occhio però a non sottovalutarli: hanno tutti i mezzi per risorgere da un momento all'altro. Partita di Pescara a parte, non è da escludere che con 3-4 acquisti ad hoc (cosa che sicuramente il presidente Garrone farà), la Samp possa essere la probabile autrice di una scalata in classifica fino al secondo-terzo posto o almeno fino alla zona play off.
C'è da segnalare tra la stampa di settore e una parte dei tifosi un po' di vittimismo.
Addirittura si è arrivati ad affermare che il Torino, che ci ha battuti 4 a 2 bucando la nostra difesa di burro, ha vinto immeritatamente e che l'arbitro ha commesso degli errori.
La ruota gira, e se è vero che il Delfino quest'anno ha subito dei torti arbitrali, è altrettanto vero che l'anno scorso è stato beneficiato da diverse sviste: due rigori non dati agli ospiti nella gara interna Pescara-Frosinone, con 6 generosi minuti (poi diventati sette) di recupero durante i quali i biancoazzurri segnarono la rete del pareggio. Da ricordare anche il rigore inesistente, sempre nella scorsa stagione, dato su Sansovini nella partita Pescara-Varese: l'ottimo attaccante romano si incaricò anche di battere dal dischetto e il Pescara vinse 1-0 proprio grazie a questo regalo arbitrale involontario.
Si potrebbe addurre un altro esempio del nostro vittimismo un po' borbonico. C'è infatti una tendenza in Italia: chi sta più a Nord spesso si sente più evoluto di chi sta più a sud. In base a questo principio nelle partite tra Verona e Pescara disputate in serie C alcuni anni fa volarono insulti razzisti da parte dei veneti.
I nostri commentatori sportivi giustamente mostrarono tutto il proprio sdegno.
Nessuno ricordò però il fatto che, nelle diverse partite in cui in passato abbiamo affrontato squadre più a sud di noi il nostro tifo organizzato ha intonato cori poco belli; contro la Salernitana e il Foggia il motto fu: "e Salerno-Foggia dov'è? Africa la la la". Contro il Napoli la performance vocale della curva si concretizzò in un caldo: " Vesuvio bruciali tutti".
Quando si prova un grande amore per la squadra della propria città, anche degli ottimi giornalisti che agiscono in buona fede, certe cose le dimenticano. Pazienza.
Andrea Russo
per la testata online Abruzzoblog.it
sabato 17 dicembre 2011
L' Italia ha iniziato a ribellarsi alla prepotenza di Francia e Germania
Fino a poco tempo fa il nostro centro-sinistra aveva un pallino nella politica estera: rincorrere l'asse franco-tedesco anzichè quello anglo-americano. Francia e Germania erano i professorini da cui dovevamo imparare.
Tutti erano meglio di noi, l'Europa era un'istituzione indiscutibile e inattaccabile che ci instradava, ci coccolava e ci dava bastonate al momento necessario.
Finalmente ci si è svegliati, non solo a sinistra, in Italia.
Ci siamo resi conto che stavamo dando la sovranità monetaria prima e politica poi a un'Unione Europea che non regge, sgangherata nelle sue istituzioni e nei suoi rappresentanti.
Gli Italiani debbono sottostare alle decisioni di persone che loro non hanno votato e nemmeno conoscono. Se i popoli Europei votano infatti i loro parlamentari dell'Unione,
non possono però sceglierne il presidente,
come avviene nei rispettivi paesi.
Ovviamente non è tutta colpa dell'Europa se le cose vanno male da noi, ma è un dato di fatto che i nostri governanti italiani abbiano mostrato debolezza e non abbiano fatto sentire la propria voce.
Grande è stata la mia soddisfazione quando ho sentito ieri in Parlamento prima Bersani e poi Alfano scagliarsi contro il direttorio franco-tedesco e la politica dell'U.E.
Al "Non accetteremo più un direttorio Franco tedesco" del Pd
ha fatto seguito il discorso di Angelino Alfano:
"Non vogliamo più che l'Europa sia governata unilateralmente da Merkel e Sarkozy al posto della Commissione Europea, e in futuro ci faremo sentire la nostra voce per non essere sopraffatti dagli interessi egoistici dei loro stati. L'Europa non è inattaccabile, non è il bene supremo. E quando ci diranno: ce lo chiede l'Europa, ovvero Francia e Germania, diremo no e ci opporremo"
Finalmente!
venerdì 16 dicembre 2011
Riguardo alla manovra salva-Italia
Il governo Monti ha dissanguato gli italiani senza che ce ne fosse bisogno. Ha toccato diritti acquisiti riguardanti le pensioni, non ha previsto niente per le persone che hanno lavorato 15-20 anni e poi a 50 anni hanno perso il lavoro, senza la possibilità di giungere all'età pensionabile.
Ci hanno detto altre tre volte prima del "salva-Italia: "stiamo per fallire, dobbiamo tassarvi" con le manovre degli anni 90 di Dini, Amato e Ciampi.
Il nuovo premier non eletto dal popolo ha adottato misure recessive, perchè comprimono i consumi, fanno aumentare i prezzi e mettono in ulteriore difficoltà le imprese:
-Mancata rivalutazione delle pensioni al di sopra dei 1400 euro lordi
-Aumento delle accise sui carburanti
-Aumento dell'Iva
-Aumento dell'Ici e rivalutazione del valore degli immobili
-Tassa di trenta euro circa per ogni estratto conto in conti correnti superiori ai 5000 euro
-Aumento delle aliquote fiscali per i commercianti e le imprese individuali e familiari, anche quelle che guadagnano molto poco
ed altro ancora.
Mario Monti ha però promesso: "dopo le tasse, penseremo allo sviluppo dell'economia".
E' come se io dessi due pugni ben assestati a qualcuno; poi lo rimetto in piedi e gli dico: non ti preoccupare, adesso ti porto in uno dei migliori ospedali!
Nelle precedenti manovre il governo di centrodestra, (che non voglio in questa sede difendere) aveva raccolto più soldi senza gravare gli italiani di tali sacrifici, con misure alternative e tagli alla spesa pubblica.
Se davvero fosse il nostro debito pubblico il problema della crisi dei mercati, saremmo già falliti: i 25 miliardi di Monti non sono nulla di fronte a un debito che oscilla tra i 1800 e 1900 miliardi di euro.
Anche la Francia ha un debito pubblico piuttosto alto, la Germania un po' meno, fuori dall'euro Stati Uniti, Gran Bretagna e Giappone hanno un debito enorme.
C'è anche da dire però che in Germania, Stati Uniti e Gran Bretagna ci sono banche in difficoltà mentre i nostri istituti di credito non hanno nessun problema.
Altrove si è investito in titoli tossici e si sono fatte speculazioni finanziarie spericolate, mentre da noi no.
Altrove si è investito meno in beni sicuri, come la casa, mentre gli italiani sono il popolo europeo con più beni immobili.
Il vero problema dunque non era nè l'Italia nè Berlusconi.
Non è vero neanche che aumentare le tasse è necessario, perchè basterebbe colpire l'evasione fiscale e ridurre gli sprechi.
In quanto all'equità sbandierata dal nuovo premier, è avvenuto l'esatto opposto perchè hanno pagato anche i più poveri inutilmente.
La crisi europea non ha accennato a smettere dopo la caduta del governo precedente e l'Europa non ha dato segni di ripresa dopo la manovra Monti.
Ora in Italia c'è da fare ciò che non è stato fatto prima
-Abbiamo sbagliato ad accettare un cambio lira-euro che non ci conveniva, che ha ucciso il nostro sistema produttivo e che conveniva solo alla Germania.
-Abbiamo sbagliato ad accettare in silenzio l'egida di Francia e Germania che pretendevano di darci delle lezioni
-Abbiamo sbagliato insieme al resto d'Europa, ad unire le economia prima dei popoli senza averli nemmeno interpellati prima, i popoli.
-I nostri governanti non sono stati in grado di fare una programmazione industriale degna di questo nome: l'euro ha garantito minori interessi sul nostro debito, ma la lira svalutata garantiva una produttività industriale competitiva, perchè inglesi, americani e tedeschi compravano la nostra merce a poco prezzo,grazie a una divisa più forte.
-L'aumento dei prezzi in Italia ha ridotto i consumi, come li ha ridotti la successiva crisi internazionale del 2008. Numerose aziende con la nuova divisa sono fallite, molti imprenditori hanno spostato le fabbriche e i relativi posti di lavoro in paesi come la Romania e la Cina.
-I nostri politici non hanno fatto nulla per evitare il declino del settore secondario: non hanno detassato le imprese, non hanno attuato politiche protezionistiche introducendo dazi sulle importazioni (nè imponendo all'U.E. di farlo ), non hanno puntato su una industria ad alto livello tecnologico che non avrebbe sofferto la concorrenza dei paesi emergenti.
In molti casi, invece, i nostri governanti hanno fatto l'esatto opposto: hanno incoraggiato gli imprenditori ad investire nei paesi emergenti, garantendo talvolta in prima persona davanti alle loro autorità locali.
Ora c'è bisogno di invertire la rotta:
- meno tasse ai più poveri,
- meno tasse agli imprenditori, che creano posti di lavoro,
- riduzione degli sprechi,
-ottimizzazione dei servizi pubblici e degli apparati burocratici
- lotta all'evasione fiscale,
-una politica industriale programmata e adatta alla nostra nuova valuta,
-tassazione delle rendite finanziarie,
-far sentire la voce dell'Italia in ambito Europeo dopo il fallimento degli arroganti professorini franco-tedeschi, studiare misure attrattive per gli investimenti e la creazione di posti di lavoro dall'estero verso il nostro territorio con misure ad hoc:
-detassazioni,
-zone franche,
-decremento dell'iva,
- creazione di nuove infrastrutture,
-investimenti sulla formazione nei settori di alta tecnologia,
-stop all'assistenzialismo con soldi pubblici per le imprese non più al passo coi tempi e incapaci di essere competitive,
-stop all'erogazione di fondi per la creazione d'imprese, che in teoria sarebbero cosa buona, ma in pratica vanno quasi sempre dispersi per colpa di perversi clientelismi.
-stop ai numeri chiusi: liberalizzazioni nelle professioni notarili, delle farmacie, edicole, taxi e altro ancora
-stop agli atenei in cui i professori fanno quel che vogliono, licenziamenti più facili nella pubblica amministrazione per casi di manifesta inadempienza o illegalità.
Ci hanno detto altre tre volte prima del "salva-Italia: "stiamo per fallire, dobbiamo tassarvi" con le manovre degli anni 90 di Dini, Amato e Ciampi.
Il nuovo premier non eletto dal popolo ha adottato misure recessive, perchè comprimono i consumi, fanno aumentare i prezzi e mettono in ulteriore difficoltà le imprese:
-Mancata rivalutazione delle pensioni al di sopra dei 1400 euro lordi
-Aumento delle accise sui carburanti
-Aumento dell'Iva
-Aumento dell'Ici e rivalutazione del valore degli immobili
-Tassa di trenta euro circa per ogni estratto conto in conti correnti superiori ai 5000 euro
-Aumento delle aliquote fiscali per i commercianti e le imprese individuali e familiari, anche quelle che guadagnano molto poco
ed altro ancora.
Mario Monti ha però promesso: "dopo le tasse, penseremo allo sviluppo dell'economia".
E' come se io dessi due pugni ben assestati a qualcuno; poi lo rimetto in piedi e gli dico: non ti preoccupare, adesso ti porto in uno dei migliori ospedali!
Nelle precedenti manovre il governo di centrodestra, (che non voglio in questa sede difendere) aveva raccolto più soldi senza gravare gli italiani di tali sacrifici, con misure alternative e tagli alla spesa pubblica.
Se davvero fosse il nostro debito pubblico il problema della crisi dei mercati, saremmo già falliti: i 25 miliardi di Monti non sono nulla di fronte a un debito che oscilla tra i 1800 e 1900 miliardi di euro.
Anche la Francia ha un debito pubblico piuttosto alto, la Germania un po' meno, fuori dall'euro Stati Uniti, Gran Bretagna e Giappone hanno un debito enorme.
C'è anche da dire però che in Germania, Stati Uniti e Gran Bretagna ci sono banche in difficoltà mentre i nostri istituti di credito non hanno nessun problema.
Altrove si è investito in titoli tossici e si sono fatte speculazioni finanziarie spericolate, mentre da noi no.
Altrove si è investito meno in beni sicuri, come la casa, mentre gli italiani sono il popolo europeo con più beni immobili.
Il vero problema dunque non era nè l'Italia nè Berlusconi.
Non è vero neanche che aumentare le tasse è necessario, perchè basterebbe colpire l'evasione fiscale e ridurre gli sprechi.
In quanto all'equità sbandierata dal nuovo premier, è avvenuto l'esatto opposto perchè hanno pagato anche i più poveri inutilmente.
La crisi europea non ha accennato a smettere dopo la caduta del governo precedente e l'Europa non ha dato segni di ripresa dopo la manovra Monti.
Ora in Italia c'è da fare ciò che non è stato fatto prima
-Abbiamo sbagliato ad accettare un cambio lira-euro che non ci conveniva, che ha ucciso il nostro sistema produttivo e che conveniva solo alla Germania.
-Abbiamo sbagliato ad accettare in silenzio l'egida di Francia e Germania che pretendevano di darci delle lezioni
-Abbiamo sbagliato insieme al resto d'Europa, ad unire le economia prima dei popoli senza averli nemmeno interpellati prima, i popoli.
-I nostri governanti non sono stati in grado di fare una programmazione industriale degna di questo nome: l'euro ha garantito minori interessi sul nostro debito, ma la lira svalutata garantiva una produttività industriale competitiva, perchè inglesi, americani e tedeschi compravano la nostra merce a poco prezzo,grazie a una divisa più forte.
-L'aumento dei prezzi in Italia ha ridotto i consumi, come li ha ridotti la successiva crisi internazionale del 2008. Numerose aziende con la nuova divisa sono fallite, molti imprenditori hanno spostato le fabbriche e i relativi posti di lavoro in paesi come la Romania e la Cina.
-I nostri politici non hanno fatto nulla per evitare il declino del settore secondario: non hanno detassato le imprese, non hanno attuato politiche protezionistiche introducendo dazi sulle importazioni (nè imponendo all'U.E. di farlo ), non hanno puntato su una industria ad alto livello tecnologico che non avrebbe sofferto la concorrenza dei paesi emergenti.
In molti casi, invece, i nostri governanti hanno fatto l'esatto opposto: hanno incoraggiato gli imprenditori ad investire nei paesi emergenti, garantendo talvolta in prima persona davanti alle loro autorità locali.
Ora c'è bisogno di invertire la rotta:
- meno tasse ai più poveri,
- meno tasse agli imprenditori, che creano posti di lavoro,
- riduzione degli sprechi,
-ottimizzazione dei servizi pubblici e degli apparati burocratici
- lotta all'evasione fiscale,
-una politica industriale programmata e adatta alla nostra nuova valuta,
-tassazione delle rendite finanziarie,
-far sentire la voce dell'Italia in ambito Europeo dopo il fallimento degli arroganti professorini franco-tedeschi, studiare misure attrattive per gli investimenti e la creazione di posti di lavoro dall'estero verso il nostro territorio con misure ad hoc:
-detassazioni,
-zone franche,
-decremento dell'iva,
- creazione di nuove infrastrutture,
-investimenti sulla formazione nei settori di alta tecnologia,
-stop all'assistenzialismo con soldi pubblici per le imprese non più al passo coi tempi e incapaci di essere competitive,
-stop all'erogazione di fondi per la creazione d'imprese, che in teoria sarebbero cosa buona, ma in pratica vanno quasi sempre dispersi per colpa di perversi clientelismi.
-stop ai numeri chiusi: liberalizzazioni nelle professioni notarili, delle farmacie, edicole, taxi e altro ancora
-stop agli atenei in cui i professori fanno quel che vogliono, licenziamenti più facili nella pubblica amministrazione per casi di manifesta inadempienza o illegalità.
venerdì 9 dicembre 2011
Anticipata la non convertibilità delle lire
Poche ore dopo l'uscita del precedente articolo, è stata ufficializzata la non convertibilità delle lire. E' stato confermato pertanto l'intento del governo Monti, che grazie a questo stratagemma incasserà una non trascurabile cifra da mettere in bilancio all'interno della manovra salva-italia. Il provvedimento è già effettivo, mentre altri provvedimenti del "pacchetto" sono ancora al vaglio del parlamento e degli schieramenti politici.
mercoledì 7 dicembre 2011
Lire, si può cambiarle entro il 28 Febbraio
1936,27 lire. Fu questo il valore stabilito per l'euro nel momento del passaggio dalla vecchia valuta nazionale a quella europea. Dopo un periodo di doppio corso euro-lira, quest'ultima è stata deposta quale moneta ufficiale dello stato italiano, sebbene teoricamente (ma di fatto non è così semplice) la legge consenta di pagare merci e servizi con mezzi alternativi rispetto alla divisa ufficiale, come ad esempio il baratto, lo scambio di servizi o prestazioni, gli scec. Indimenticato resta il simec, una specie di buono che permetteva di fare acquisti a condizioni vantaggiose. Alcuni commercianti si fanno pagare in lire, forse per farsi pubblicità o perchè sanno che si possono ancora cambiare.
E' proprio questo il punto. Fino al 28 Febbraio, le lire si possono ancora convertire in euro andando in una filiale della Banca d'Italia. Lascia perplessi il modo in cui nei tg di oggi, mentre si commentava la vicenda di un azniano signore che ha cambiato 700 milioni delle vecchie lire, si sostenga che dal 5 dicembre non si possa più farlo per via del Decreto Salva-Italia di Monti.
1: il Decreto "SalvaItalia" non è stato pubblicato ancora sulla Gazzetta Ufficiale, per cui, quand'anche contenesse la disposizione di invalidare il cambio delle lire, non è ancora in vigore.
2: fonti provenienti dalla Banca d'Italia assicurano che probabilmente il decreto in questione lascerà le cose invariate, per cui permane la data di scadenza per il cambio lire-euro del 28 Febbraio, come è riportato sul sito dell'ente www.bancaditalia.it/bancomonete/cambiolire/Cambio_Banconote_Lire.pdf
Alcuni pensano di conservarne una quantità modica, o per un fatto affettivo o perchè pensano che un giorno valranno qualcosa. E' bene sapere però che le monete metalliche in lire non avranno mai valore, a detta dei numismatici, in quanto una moneta ha valore collezionistico quando è rara e/o è ben conservata.
La 500 lire colore argento che conteneva un errore, ad esempio ha un certo valore. Esistono invece sesterzi romani che valgono pochi euro perchè sono diffusi.
Per quanto riguarda le banconote da 500 000 lire, forse esse un giorno avranno un valore perchè meno diffuse delle monete. Probabilmente conviene però cambiare anche quelle perchè è dubbio pensare che tra 40 o 50 anni abbiano un valore equivalente alle 240 e oltre euro odierne.
E' da ricordare inotre che le 50 e le 100 lire "micro" non sono più convertibili, mentre lo sono le 50 e le 100 lire degli anni 90'-2000' con la testa di Dante sul retro, come lo sono le 10 e le 20 lire.
Le filiali della Banca d'Italia fanno servizio di sportello per il pubblico nei giorni feriali dalle 8.15 alle 13.30 dal lunedì al venerdì.
La lira dunque ci sta facendo un'ultimo regalo: l'opportunità, per qualcuno, di recuperare un po' di denaro utilizzabile.
Andrea Russo
E' proprio questo il punto. Fino al 28 Febbraio, le lire si possono ancora convertire in euro andando in una filiale della Banca d'Italia. Lascia perplessi il modo in cui nei tg di oggi, mentre si commentava la vicenda di un azniano signore che ha cambiato 700 milioni delle vecchie lire, si sostenga che dal 5 dicembre non si possa più farlo per via del Decreto Salva-Italia di Monti.
1: il Decreto "SalvaItalia" non è stato pubblicato ancora sulla Gazzetta Ufficiale, per cui, quand'anche contenesse la disposizione di invalidare il cambio delle lire, non è ancora in vigore.
2: fonti provenienti dalla Banca d'Italia assicurano che probabilmente il decreto in questione lascerà le cose invariate, per cui permane la data di scadenza per il cambio lire-euro del 28 Febbraio, come è riportato sul sito dell'ente www.bancaditalia.it/bancomonete/cambiolire/Cambio_Banconote_Lire.pdf
Alcuni pensano di conservarne una quantità modica, o per un fatto affettivo o perchè pensano che un giorno valranno qualcosa. E' bene sapere però che le monete metalliche in lire non avranno mai valore, a detta dei numismatici, in quanto una moneta ha valore collezionistico quando è rara e/o è ben conservata.
La 500 lire colore argento che conteneva un errore, ad esempio ha un certo valore. Esistono invece sesterzi romani che valgono pochi euro perchè sono diffusi.
Per quanto riguarda le banconote da 500 000 lire, forse esse un giorno avranno un valore perchè meno diffuse delle monete. Probabilmente conviene però cambiare anche quelle perchè è dubbio pensare che tra 40 o 50 anni abbiano un valore equivalente alle 240 e oltre euro odierne.
E' da ricordare inotre che le 50 e le 100 lire "micro" non sono più convertibili, mentre lo sono le 50 e le 100 lire degli anni 90'-2000' con la testa di Dante sul retro, come lo sono le 10 e le 20 lire.
Le filiali della Banca d'Italia fanno servizio di sportello per il pubblico nei giorni feriali dalle 8.15 alle 13.30 dal lunedì al venerdì.
La lira dunque ci sta facendo un'ultimo regalo: l'opportunità, per qualcuno, di recuperare un po' di denaro utilizzabile.
Andrea Russo
lunedì 5 dicembre 2011
Iannascoli: niente drammi, siamo ancora gli stessi. Alfageme: che bello tornare a Pescara.
Danilo Iannascoli, da molti anni speaker allo stadio ma ormai imprenditore nonchè socio e amministratore delegato della Delfino Pescara, stigmatizza la partita: "Onore al Grosseto che con due soli tiri in porta è riuscito a vincere la gara; sul secondo goal, diciamolo, è stato bravissimo Sforzini che ha compiuto un gesto tecnico notevole. Noi non meritavamo la sconfitta perchè abbiamo attaccato molto e sprecato altrettanto. Non fa niente, può succedere, sono convinto che proseguiremo con la bravura e la grinta che ci ha caratterizzato finora".
Luis Maria Alfageme, che qualche anno fa ha giocato nel Pesacara in serie C, racconta le proprie emozioni:
"Sapevamo che sarebbe stata dura perchè il Pescara è una grande squadra, serviva un'impresa e ci siamo riusciti. Siamo stati bravi nelle ripartenze e abbiamo ottenuto il massimo. Tornare qui è sempre bello, è una bellissima città, ho degli ottimi ricordi, sia per quanto riguarda il lavoro che i rapporti instaurati con la gente del posto.
Andrea Russo
Luis Maria Alfageme, che qualche anno fa ha giocato nel Pesacara in serie C, racconta le proprie emozioni:
"Sapevamo che sarebbe stata dura perchè il Pescara è una grande squadra, serviva un'impresa e ci siamo riusciti. Siamo stati bravi nelle ripartenze e abbiamo ottenuto il massimo. Tornare qui è sempre bello, è una bellissima città, ho degli ottimi ricordi, sia per quanto riguarda il lavoro che i rapporti instaurati con la gente del posto.
Andrea Russo
Un Pescara confuso e deconcentrato perde in casa col Grosseto
Un Grosseto cinico capitalizza al massimo le uniche due occasioni della partita e porta a casa il risultato pieno, espugnando l'Adriatico. Dall'altra parte il Pescara più brutto della stagione, confusionario e con la testa altrove, rimedia una figuraccia di fronte al proprio pubblico.
Eppure all'inizio sembra mettersi bene per i delfini: entrambe le squadre, probabilmente facendosi condizionare dall'insolito clima primaverile, irreale per il 3 dicembre, scendono in campo con le gambe molli, e il Grosseto soprattutto da l'idea di dover soccombere facilmente.
Il Pescara , nel mezzo di una serie di goals clamorosamente falliti, va a segno al 22' con Sansovini che raccoglie un bel lancio dalla sinistra di Gessa: tiro al volo in mezza rovesciata, il portiere Narciso intercetta ma non ce la fa a bloccare, e la palla si insacca alle sue spalle. Un goal bellissimo che porta il Pescara in vantaggio.
Al 40', però, la difesa biancoazzurra non fa scattare il fuorigioco e Alfageme, (uno degli ex della gara come Sansovini ed Immobile del resto) si trova tutto solo di fronte al portiere Anania in area di rigore, lo supera e segna a porta vuota.
Si ci aspetta una strigliata da parte di entrambi gli allenatori e un secondo tempo pù vibrante: macchè.
Il toscani continuano con la tattica "catenaccio e contropiede", sebbene siano tutt'altro che arcigni, e i marcatori danno l'impressione di alzare bandiera bianca nel caso un attaccante un po' più determinato spinga il piede sull'acceleratore. Nel bel mezzo di quella che sembra una rilassata sgambata tra amici in spiaggia piuttosto che una partita di serie B, ecco, intervallato da una serie di tentativi goffi del Pescara, l'affondo di Sforzini: all'80' raccoglie un lungo cross partito dalla difesa, e dalla sinistra, sulla trequarti, lascia partire un gran pallonetto che si insacca alle spalle del portiere Anania.
La partita si conclude sull'1-2 per il Grosseto. Anche Zeman, fin qui bravissimo nel portare in alta classifica il delfino, ha le sue responsabilità: non ha intuito il calo psicofisico dei suoi prima della gara, non è riuscito ad ottenere un a reazione nel secondo tempo dopo il faccia a faccia negli spogliatoi. I cambi da lui attuati inoltre (Maniero per Sansovini e il terzino Petterini a centrocampo al posto di Nicco, hanno creato ulteriore confusione: anche gli allenatori bravi ogni tanto sbagliano.
Andrea Russo
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