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domenica 20 marzo 2022

Brevi e umili considerazioni sul conflitto Russo-Ucraino

Dopo circa venticinque giorni di conflitto, assorbito lo sviluppo degli eventi e delle informazioni ricevute, vengo con la tranquillità consona ad un tale argomento a rappresentarvi la mia umile opinione.

Putin avrebbe potuto vantare qualche ragione e rivendicazione, in uno scacchiere internazionale complesso che ancora oggi si regge su contrappesi tra le varie potenze. 

Trovarsi i missili americani puntati a poche centinaia di chilometri da Mosca sarebbe stato uno scacco insopportabile da digerire e un pericolo troppo grande. Tuttavia esso era ancora lontano dal concretizzarsi e poteva essere scongiurato con la diplomazia e con tecniche di deterrenza

Vladimir Putin ha deciso di aggredire deliberatamente un paese indipendente e internazionalmente riconosciuto, che stava bussando alle porte dell'Europa e del mondo occidentale.

L'errore tattico è stato enorme e si ritorcerà sia contro i Russi che contro l'ego e il potere del superuomo con manie di grandezza da Zar seicentesco.

Le sanzioni economiche si faranno sentire con grande veemenza, trascinando il paese nella povertà. Gli amici saranno quelli poco raccomandabili: perlopiù altre dittature come Cina, Corea del Nord e parzialmente la Turchia nonchè altre realtà ondivaghe e travagliate.

Gli effetti dei ponti tagliati con la potenza eurasiatica si faranno sentire anche da noi.

Ci saranno anche effetti positivi:  l'Europa sta trovando l'occasione per pensare ad una unità militare che difenda i confini efficientemente e nazioni come l'Italia hanno finalmente iniziato a riflettere su un piano di semi autosufficienza economica a lungo termine.

I milioni di profughi Ucraini, oltre alle svariate migliaia di Russi stessi che sono fuggiti altrove, non saranno una questione di facile gestione. Gli effetti di questa guerra dureranno per molti anni.

I ponti che si stavano aprendo tra l'Eurasia e il mondo occidentale sono di nuovo incendiati. I popoli si allontanano.

Putin avrebbe dovuto usare l'astuzia e la tattica che si era notata nella questione Crimea, per fare il proprio interesse. Da questa storia uscirà più debole.

Avremmo potuto dare delle lezioni ai Russi in termini di democrazia, ma qualche treno si è perso. La decisione di escludere i Russi dai social media, le lezioni su Dovstoeski cancellate, il direttore di orchestra defenestrato nonostante la sua dichiarazione contro la guerra, i media russi oscurati in Italia non sono un bel segnale.

Dovremmo sforzarci di comprendere la controparte. Ci aiuterebbe a superare i conflitti. Probabilmente rafforzerebbe le nostre ragioni perfino. Usare la censura e metodi Maccartisti, ovvero misure tipiche delle dittature, per combattere una regime autoritario opposto, è un controsenso che mostra alcuni limiti delle nostre classi dirigenti odierne.

lunedì 17 gennaio 2022

Il filo rosso che unisce Ciao 2021 a Drive In, Quelli della Notte e Indietro tutta

Lo show di Ivan Urgant spopola in Russia e in Italia, avvicinando i due paesi



Dico la veritá: Ciao 2021 per me, come per altri, è stato una ventata di aria fresca, in un periodo storico di atmosfera avvelenata per noi Itraliani.

Queste persone così lontane, che non parlano realmente la nostra lingua ma lo fanno solo recitando e imparando le battute a memoria, ci hanno portato il sorriso.


Lo hanno fatto in maniera chiassosa, sui percorsi di una comicitá leggermente demenziale, ma hanno fatto centro. Soprattutto hanno fatto breccia nei nostri cuori.

Ci hanno riportato indietro agli anni '80, che per noi Italiani erano tempi di spensieratezza e di benessere. Ci hanno fatto ascoltare le loro melodie orecchiabili, che sono già dei successi in Russia, traducendoli nella nostra lingua.

Ivan Urgant è stato insignito della Stella d'Italia, che viene conferita dal Presidente della Repubblica su proposta del Ministero degli Esteri, grazie alla precedente edizione, Ciao 2020.

In queste due edizioni si vede il conduttore con tanto di parrucchino e occhiali retrò che si produce in divertenti scenette e allusioni talora al presente e al passato della realtà Russa, talora a quella Italiana.

Tra una gag e l'altra scendono la scalinata, in una stravolta versione del Festival di Sanremo, cantanti pop contornati da ballerini col pubblico in visibilio.

Come in "Quelli della Notte" e "Indietro Tutta" non c'è distinzione tra attori e spettatori in sala. Tutti partecipano alla festa cantando e ballando.

E invero la leggerezza e la spontaneità degli artisti russi, che per l'occasione hanno italianizzato il proprio nome, ricorda proprio i fortunati shows di Arbore, Frassica e compagnia festosa al seguito.

Anche in Indietro tutta, per esempio, campeggiava una miss con tanto di fascia al petto.

Il montaggio incalzante, invece, senza tempi morti e la presenza di qualche maggiorata ammiccante ricordano invece più "Drive In".

Il bello è che un programma sbarazzino e folle del genere, che costringe i Russi ad ascoltare in Italiano e a leggere i sottotitoli nella loro lingua, è andato in onda in un orario di grande affluenza sulla prima rete del network di stato per ben due anni di fila.

Sulla rete milioni di persone, di entrambe le provenienze, hanno acclamato l'evento. C'è grande entusiasmo dietro questa realizzazione. In effetti Giovanni Urganti-Ivan Urgant, con la sua allegra congrega dei vari Valerio Leonci, La Soldinetta, Giovanni Demetrio, Manigi, Massimo Galcini e via dicendo hanno avvicinato i due popoli più di tante relazioni diplomatiche.

In un certo senso i Russi sono riusciti a fare ciò che noi abbiamo fatto trent'anni fa: una parodia delle nostre usanze e costumi.


I nostri Midnight Moscow,  fecero proprio questo con  la loro Tavarisch Gorbaciov, Dasvidanja. 

Dietro quella operazione vi fu il noto e sempre bravo cantautore Andrea Mingardi e il tastierista Maurizio Tirelli. Il tenore era l'eccellente Romano Emili.


 


In questo fantastico pezzo e soprattutto nel videoclip, si riproduceva una riunione del Politburo, con una elencazione demenziale e "nonsense" di una serie di stereotipi, incluso il triplice bacio in bocca socialista tra uomini.

Proprio in tema di baci, in Ciao 2021 c'è una gag sui saluti Italiani, con uomini e donne che si salutano con due baci di rito sulle guance, facendo però passare in sovraimpressione la scritta scaccia-lockdown: "Attenzione! Tutti quelli che si baciano sono parenti stretti".

In più, i Russi ci hanno fatto conoscere i loro cantanti e i telenauti più esperti sono andati sicuramente a spulciare sui motori di ricerca per rintracciare i loro veri nomi e le loro canzoni originali.

Una volta eravamo noi ad esportare Pupo, Al Bano e Romina, Riccardo Fogli, Umberto Tozzi, et cetera.

Ora invece scopriamo che La Soldinetta in realtà si chiama Monetochka e ha già prodotto pezzi interessanti con arrangiamenti techno-soft.

Io personalmente ho scoperto che Ivan Dmitrienko, nel riarrangiare la sua Venus-Jupiter, l'ha trasformata in una Venere + Urano con una musicalità meno monotona, aggiungendo inoltre una parte fischiata alla fine molto carina. Insomma, in onore dell'Italia ha rivisitato e abbellito la sua canzone,  sfoggiando un look ironico a metà tra Mac Gyver e Tom Selleck.

 E' un travestimento forse non Italiano ma divertente, che maschera la sua tenera età di soli sedici anni.

Una menzione speciale la merita anche Allegra Michele, simpaticissima e solare, che nella vita reale si chiama Alla Mikheeva ed ha un look molto più acqua e sapone, coi capelli lisci e sprovvista della generosa scollatura del programma di fine anno che si è rivelata finta.

Permettetemi una nota finale: costoro mi hanno fatto dimenticare il triste presente e mi hanno trasportato in altre latitudini. Mi hanno fatto salutare il nuovo anno con un po' di ottimismo.

Devo dirla tutta: preferisco passare il 31 dicembre con loro che con il discorso istituzionale di Mattarella e i nostri presentatori ingessati e senza fantasia.

domenica 2 gennaio 2022

Un modello di città verde? Date una occhiata all'Ungheria di Orban!


Pur con i dovuti "distinguo" e tra alti e bassi, la capitale Magiara è in grande evoluzione, anche nella gestione ambientale.

I media italiani continuano a parlare e a scrivere di un paese che non esiste, o quantomeno vive solo nella loro testa, quando parlano di Ungheria. E' evidente che non ci sono mai stati.

Il paese dove vivo per parte dell'anno da ormai molto tempo è una terra in forte crescita economica. La capitale Budapest si rimette a nuovo. Per ogni palazzo c'è un nuovo vestito, come accade ad una bella donna che lo merita.

Qui non si alzano le tasse a dismisura, si lasciano giungere gli investimenti, non c'è la voglia di farsi mettere i piedi in testa da enti sovranazionali che sono "per pochi, ma non per tutti".

Budapest e anche altre città Ungheresi conservano l'ottima rete di trasporti pubblici derivante dai tempi che furono del collettivismo. Poi però li hanno implementati. 

Trasporto pubblico e differenziata funzionano, il verde pubblico abbonda.


Budapest ha quattro linee di metro, l'ultima risale al 2014. Ha i treni automatici, vai al posto del guidatore e vedi che non c'è nessuno.

Ci sono filobus, autobus e tram anche nelle stradine laterali rispetto alle grandi arterie. Questo riduce la presenza dei veicoli privati. Il traffico scorre sempre. Non è mai di quelli in cui avanzi cinque metri, poi ti fermi. Certo, le ore di punta ci sono, ma nessuno rimane imbottigliato nel traffico per ore.

Il biglietto mensile per tutti i mezzi pubblici urbani (metro, tram, filobus, autobus, treni di superficie, battelli sul Danubio) è di 25-26 euro circa.

La raccolta differenziata viene effettuata, la gente è partecipe. 

A Budapest non è difficile trovare colonnine per i veicoli elettrici.  Ci sono molti servizi di condivisione auto, bici, scooter. Girano un bel po' di auto elettriche.

Molte piazze hanno la parte centrale adibita a parco pubblico con le giostre.

I parchi veri e propri d'altro canto sono numerosi e spesso di grandi dimensioni.

Prati e alberi sono in genere ben curati. In numerosi quartieri periferici, perfino, l'ambiente è ingentilito dalla presenza del verde, di cui gli addetti municipali si occupano con una certa puntualità.

C'è da dire che la amministrazione comunale degli anni precedenti ha piantato numerose migliaia di nuove piante in città


Non è tutto rose e fiori.

Abbondano le piste ciclabili, anche se, come altrove, il comportamento dei ciclisti induce ad istinti omicidi.

Ovviamente non è tutto rose e fiori. Ci sono strade sporche, soprattutto per via di quello che lasciano i numerosi senzatetto. Ci sono ancora tante macchine con motore a gas, vecchie e dalle emissioni impattanti. 

Il senso civico della collettività locale non è sempre irreprensibile.

In definitiva, però, una realtà come Budapest surclassa altre città più sponsorizzate a pubblicizzate.

Piccoli esempi come una valida rete di trasporto pubblico, una buona raccolta differenziata, la implementazione e la cura del verde pubblico servono molto di più di tante conferenze altisonanti che non hanno portato finora a nulla.

II maestri del terrore vi augurano buon anno nuovo


Ormai da numerosi anni non seguo il discorso di fine anno del Primo Idiota. Dopo aver fatto il garante della svendita del nostro paese, cosa ha da dirci, questo uomo inconsistente e pallido?

Impalpabile è stata la sua carriera politica, senza sussulti, senza una utilità tangibile. E quand'anche le parole fossero belle contano i fatti. E i fatti sono sotto gli occhi di tutti. Solo chi non vuole vedere non vede.

Ogni giorno chi ci comanda ci dice bugie, contraddicendosi dopo pochi giorni. "La situazione è grave ma non seria", diceva Ennio Flaiano.

Non mi spenderò più a confutare il nonsense mostrato da chi ci vuole terrorizzare costantemente. Un nuovo capitolo si apre. In tanti si sono risvegliati dal torpore.

La prossima ad aprirsi è l'epoca della positività e della consapevolezza. Per la rabbia di chi ci vuole vuoti e inconsistenti come lui o lei, ci abbracceremo, coltiveremo i rapporti umani, faremo l'amore anche in maniera occasionale. Ci godremo la vita. Penseremo positivamente. Proporremo punti di vista nuovi.

Ci renderemo la vita più semplice. Perdoneremo qualche piccola parola fuori posto ricevuta. Ci focalizzeremo sulle cose belle avvenute durante la giornata e ci scorderemo di qualche sbavatura.

Non ci scorderemo che il presente e il futuro sono nelle nostre mani e non ci faremo abbattere dai menagrami.

Guardate le persone in vista ora. Ci sono quelli che hanno il potere in mano, tristi, che non propongono un futuro ma solo una discesa agli inferi. Poi ci sono i loro collaborazionisti, che per convenienza seguono la scia del più forte. Del resto sono senza alcun talento e questa è l'unica strada per loro.

Spegnete la televisione, non comperate i loro giornali. E' la loro immondizia, senza i sussidi statali avrebbero già cambiato lavoro. Possiamo fare qualcosa di buono, ognuno nel proprio piccolo. 

Se volete essere felici, siatelo ora. "Chi vuol esser lieto sia, del doman non v'è certezza" 

Il blog di Andrea Russo: 14 anni con voi. il viaggio e la magia di condividere pensieri e contenuti con voi lettori continuano

Questo blog compie 14 anni. Sembra ieri quando il 31 dicembre 2007 espressi l'esigenza di dare inchiostro virtuale ai miei pensieri. Era il periodo in cui iniziavo a contribuire come giornalista in maniera più costante e sistematica. Tanti progressi sono stati fatti, tante sono state le fasi. 

Ho imparato a creare nuovi siti web, a modellare questo blog anche graficamente. Ho imparato le tecniche di posizionamento Seo. Ho preso confidenza con le fonti in rete. Ho dato il mio contributo. Questo blog mi rappresenta. Come i lettori più attenti hanno potuto notare, i miei interessi sono vasti. 

La mia ambizione era dare qualche spunto di riflessione agli altri e ci sono riuscito. A differenza di altri, non ho la presunzione di dire agli altri cosa devono pensare o di avere in tasca verità che non ho.

Sono però contento che questa opera multimediale esista. E' un po' una bottiglia nell'oceano che ogni tanto qualcuno intercetta nelle sue ricerche online.

Viviamo in un periodo di oscurantismo, in cui comandano persone tristi e malate. Il mio obiettivo nei prossimi tempi sarà di dare qualche volta un tocco di magia e di evasione a chi mi legge. E' quello che provo io a volte quando scrivo. Dobbiamo immaginare la realtà del nostro paese non per come è, ma per come potrebbe essere.

Siamo stati il paese della creatività, della fantasia e della gioia. Torneremo presto ad esserlo.

mercoledì 29 dicembre 2021

Il microbiologo Sucharit Bhakdi diffonde informazioni false sul virus. Lo dicono... i giornalisti e wikipedia.


In questa epoca di salto di qualità del dispotismo e della propaganda filogovernativa, con limitazioni della libertà spacciate per protezione dei cittadini, non è rimasta inosservata, per chi non ha voluto chiudere gli occhi, la ostracizzazione di illustri uomini di scienza non allineati.

Sucharit Bhakdi è uno di questi. Non ci interessano in questa sede le sue idee politiche. Non mi soffermerò oggi sulle continue e farsesche contraddizioni del governo Italiano e di quello Tedesco in termini di pandemia. Esse sono evidenti e solo chi non vuole vedere non vede.

Sucharit Bhakdi era fino a due anni fa uno dei migliori microbiologi del mondo. Pluripremiato. Acclamato. Con pubblicazioni alle spalle. Con cattedre universitarie ricoperte in vari paesi.

Ha però parlato di Covid 19. Lo ha fatto in maniera non allineata. I giornalisti si sono messi l'elmetto. Alcuni social delle multinazionali hanno fatto lo stesso. La politica gli ha voltato le spalle.

Guai a criticare le restrizioni in corso. Guai a mettere in dubbio la bontà dei vaccini. Guai a dire che l'immunizzazione naturale è più robusta e duratura.

La scienza dovrebbe essere dibattito, apertura mentale, scambio di punti di vista diversi, prove empiriche, prontezza a mettere in discussione le proprie certezze di fronte alle evidenze.

Non esiste scienza senza libertà di pensiero. Ne sapevano qualcosa Galileo Galilei e Giordano Bruno.

Secondo Wikipedia, Sucharit Bhakdi ha diffuso fake news:

Bhakdi's claims, in particular in his YouTube videos and in the book Corona Fehlalarm?, have been extensively fact-checked and found to be variously unsubstantiated, misleading, or false.[39][40]

In Germany, fact-checking activity has included articles at ZDF,[26] the Austrian independent fact-checkers Minikama [de],[28][41] dpa,[42] SWR3[43] and the German non-profit correctiv.org.[29


Tradotto:


Le affermazioni di Bhakdi, in particolare nei suoi video su YouTube e nel libro Corona Fehlalarm?, sono state ampiamente verificate e risultate essere variamente infondate, fuorvianti o false.[39][40]


In Germania, l'attività di fact-checking ha incluso articoli presso ZDF,[26] i fact-checker indipendenti austriaci Minikama [de],[28][41] dpa,[42] SWR3[43] e il correttivo non profit tedesco. org.[29""


In parole povere, le parole di Bhakdi sono state confutate da chi? Da giornalisti quando andava bene, da persone senza qualifiche in altri casi, semplicemente perchè parte di associazioni No profit.


Ma come, non rivendicavano, i filogovernativi, di affidarsi alla scienza? Cosa conta di più: gli studi di decenni fatti da un microbiologo, tra l'altro di fama, o le confutazioni dei giornalisti e dei no profit?

Chiudo con i premi ricevuti da Bhakdi, prima che divenisse il nemico pubblico numero uno:

Professional awards



domenica 21 novembre 2021

Figuraccia del Tg1 sul numero dei manifestanti al Circo Massimo

Il Notiziario si contraddice riportando 4000 presenze No Green Pass, poi 3000, ma in realtà sono molte di più.


I giornalisti della Rai sono precisissimi nell'andare in onda col nodo della cravatta ben allacciato, col colletto ben inamidato e coi capelli ammantati di gel al punto giusto.

Il discorso cambia un po' quando si tratta di dare le notizie. 

Per quanto riguarda le manifestazioni antigovernative, i conti sono fatti al ribasso, almeno così sembra.

Al minuto 6:38 del TG1 delle 20:00 va in onda un capolavoro di sciatteria giornalistica. Il conduttore Alessio Zucchini annuncia il servizio parlando di 4000 manifestanti al Circo Massimo, ma l'inviato Giuseppe Lavenia parla di 3000 "ad applaudire ai proclami del No Vax". 

Nel servizio l'inquadratura più ampia sulla folla è di uno spicchio di piazza antistante il palco. 

Altre immagini di media online che hanno documentato l'evento per ore in diretta ci danno un'altra realtà. 

Ecco questa edizione capolavoro nel suo formato integrale, in cui le vedute del governo trovano una fulgida rappresentazione pedissequa e diligente:

http://www.tg1.rai.it/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-c53dba5c-3bb6-472a-91af-f7d3b95b8e2b-tg1.html?fbclid=IwAR31AgDVj4Qb-cFbBaRf43_GKTLIgRKCm1-FvbL71IjDduQi0bwmmT_qfyo#p=0

Qui invece osservate una foto scattata durante la serata, scattata dal palco, ovvero dall'angolatura più giusta per documentare la partecipazione:


Ecco poi una diretta del media Sputnik:


E' questione di algebra, al massimo di geometria. Il Circo Massimo ha una superficie di 85000 metri quadri. Se la folla occupa una buona parte di esso, come possono esserci solo 3000 o 4000 persone?

A ciò si aggiunga che tale fossato, vestigia di uno stadio romano, si trova nel pieno centro di Roma e da esso si può entrare e uscire quando si vuole. 

Bisogna quindi tenere conto non solo del colpo d'occhio dato dalla folla, ma del fatto che probabilmente c'è stato un ricambio parziale di persone tra coloro che sono arrivati ad inizio della manifestazione per andare via prima della fine ed altri giunti dopo. 

Per questa ragione dunque il numero dei presenti è stato sicuramente maggiore di quello fotografabile in un dato momento della protesta.

mercoledì 17 novembre 2021

Bufale.net, il sito di bufale che non sbufala i potenti.

Ecco un sito chiaramente filoistituzionale, ovvero il classico caso in cui al debunker "piace vincere facile"



Nella foto: Luciana Lamorgese, Ministro degli Affari Interni

La strada per la verità è tortuosa. Qualche saggio diceva: "La linea retta è per chi ha fretta". Ogni tanto c'è però il tipetto brillante che ha in tasca la verità, dribblando con tre passaggi e palla lunga anni di accesi dibattiti tra esperti che si confrontano con studi metodici e approfonditi.

Volete trovare soluzioni a quesiti annosi e difficili? Non rimanete col sano germe del dubbio, non perdete tempo ad ascoltare e a leggere gli esperti per mesi e anni.

Adesso c'è Bufale.net che vi dice la verità, così avrete il cuore rinfrancato e avrete tempo per i vostri impegni privati.

Probabilmente gli autori di questo ameno sito web non hanno mai incontrato o conosciuto di persona Matteo Renzi. Di sicuro possono essere i suoi "pin up boys", ovverosia i ragazzi immagine di colui che invocava un ente contro le fake news per riortopedizzare i pensieri del popolo alla versione delle istituzioni. Bufale.net ignora o finge di ignorare che i grandi giornali sono tutti collegati al potere.

É come se la verità fosse racchiusa in un semplice manualetto di istruzioni. Basta seguire i punti numerati col disegnino ed il gioco è fatto vero?

Innanzitutto fa acqua la premessa fondante di questo portale: tra le informazioni, gli autori specificano di affidarsi alla stampa ufficiale e ai siti istituzionali. Solo in seconda battuta si cerca altro ancora per stabilire come stanno le cose. Peccato che il sito non riporti una registrazione al tribunale come testata.

Morale della favola: fidatevi di noi, che non siamo una testata, ma che confidiamo che la verità vada trovata nella stampa ufficiale e nelle istituzioni. In parole povere, vogliamo un marchio di certificazione per trovare le nostre conclusioni, ma noi stessi, per esercitare tale mestiere non abbiamo nessuna ratifica.

Notiamo che "i nostri" sono molto attivi nello smascherare informazioni poco corrette su video e immagini diffuse in rete da anonimi. Questo non è affatto male.

Quando però si tratta di riservare lo stesso trattamento ai potenti e a chi è a loro vicino non riscontriamo la stessa veemenza, almeno su alcuni temi.

Notiamo una certa vicinanza a Roberto Burioni e qualche difesa d'ufficio. Costui a inizio 2020 disse che il virus in Italia non circolava e non c'era da temere. Uno con i suoi studi avrebbe potuto facilmente prevedere l'evoluzione pandemica, almeno in parte o quantomeno essere piú dubitativo.

Bufale.net tace in merito.

Quando Burioni un anno fa scriveva e parlava a favore dei tamponi, invocandoli anche come mezzo per tracciare e combattere il virus e oggi poi dice l'opposto, Bufale.net ha taciuto.

Quando un conduttore televisivo di Sky ha affermato che le decine di migliaia di persone presenti al recente Gp di Formula 1 del Messico erano tutte col green pass e che in Messico ci sono il 99% di vaccinati, Bufale.net ha taciuto.

Repubblica.it in un articolo ha titolato "C'è la prova: il clima più caldo ha innescato la pandemia da Covid19 in Cina"

https://www.repubblica.it/green-and-blue/2021/02/05/news/c_e_la_prova_il_clima_piu_caldo_ha_innescato_la_pandemia_da_covid-19_in_cina-286134022/

É un articolo un tantino incauto, visto che la comunitá scientifica non è giunta assolutamente a una soluzione univoca al quesito. Bufale.net ha taciuto.

 


Il Ministro degli Interni Luciana Lamorgese, un mese fa circa, riferendo in parlamento si è espressa riguardo a uno dei poliziotti infiltrati durante l'assalto alla CGIL. 

Ha dichiarato che l'agente in borghese stava controllando "il movimento ondulatorio del mezzo", scatenando l'ilarità di molti Italiani. Bufale.net anche in questo caso è rimasto silente.

Alcune cause farmaceutiche hanno garantito sul vaccino con oltre il 90% di protezione dal virus. 


Le evidenze hanno indicato l'opposto: basta leggere i dati dell' Istituto Superiore Sanitá sui decessi da covid tra gli anziani vaccinati.

Ci sono le dichiarazioni di un dirigente sanitario dell'ospedale GZA di Antwerp in Belgio Kristiaan Deckers, il quale attesta che una buona parte dei ricoverati è vaccinato. Il Resto del Carlino riporta che il 40% dei ricoverati nelle Marche é

https://www.ilrestodelcarlino.it/marche/covid-marche-ricoveri-vaccinati-1.7009116

vaccinato.

Il caso dei contagi tra vaccinati Provincetown è diventato questione nazionale negli Stati Uniti ed è stato riportato anche dal programma Rai Report, invece. 

Su tutti i casi di cui sopra Bufale.net ha taciuto o si è distratto.

Quando ancora oggi in molti negano che con l'Euro i prezzi raddoppiarono tra il 2001 e il 2002, Bufale.net tuttora risulta "Non pervenuto" come la temperatura di Bolzano nei notiziari anni '80.

Guardate ora questa immagine: cosa comunica secondo voi?




Invece, Bufale.net si spende in una difesa dell'Aifa con argomentazioni assolutamente non calzanti con l'argomento un questione, per sostenere che no, il manifesto non invita alla sperimentazione dei farmaci sui bambini.

https://www.bufale.net/allarmismo-sperimentazione-farmaci-sui-bambini-governo-dice-si-bufale-net/

Quando un disgustoso manifesto della Duchenne Parent Project, che intrattiene rapporti con la Pfizer, ha fornito un paradosso in cui i discriminati discriminano altre persone,



è sopraggiunta un'altra difesa d'ufficio, con argomentazioni incomprensibili:

https://www.bufale.net/social-novax-contro-malati-di-distrofia-muscolare-giu-le-mani-da-parent-project-aps/

Insomma, Bufale.net non solo tace o è distratto quando i potenti vengono smentiti, ma vieppiù produce accorate difese volte a dimostrare, come negli ultimi due esempi, che 2+2 fa cinque, per usare una metafora.

Potrei andare avanti per ore.

Sarebbe bello avere lo "splendido" della situazione, che entra nel locale, abbronzato e bello come il sole e che vestito col giubbotto di Arthur Fonzarelli e contornato da ragazze, annuncia vittorioso:

"Ragazzi venite qui, le ho io le risposte" (come se esibisse i biglietti per la prossima finale di Coppa dei Campioni da distribuire agli amici).

Sarebbe bello, troppo bello. L'anello al naso ce lo siamo tolti da tempo però e i vestiti di pelli malconce li abbiamo messi in soffitta.  Ci provino con uno più ingenuo, ma con noi no, grazie.

martedì 16 novembre 2021

L'Italia di oggi e l'indignazione a comando, tra due pesi e due misure.





Viviamo in uno strano periodo storico. E' l'era dove per indignarsi bisogna schierarsi dalla parte giusta, quella che certe elite e certi gruppi di potere vogliono.

Appena "sgarri", sei bollato implacabilmente.

Dunque, se qualcuno fa un richiamo alle discriminazioni subite dalle minoranze Ebraiche per denunciare l'apartheid odierna, è doveroso mostrarsi contriti.

Se però una associazione che si chiama Duchenne Parent Project,che ha stretti legami con Pfizer, utilizza dei portatori di handicap per offendere chi è contro il governo, l'obbligo vaccinale e il green pass, questo va bene per chi mangia caviale.

Non c'è scandalo e le pagine dei giornali non si riempiono alla stessa maniera.

A fine Ottobre un gruppo di manifestanti anti green pass, a Novara,  si è vestito come dei deportati per sottolineare una analogia tra le forme di discriminazione dell'epoca e quelle odierne.

Ovviamente, la forzatura c'è. Ci sono enormi differenze in termini di gravità tra le due realtà a confronto.

Eppure una base di verità coesiste altrettanto. E' chiaro che i No Green pass non sono stati deportati e condotti nelle camere a gas. 

E' altrettanto vero però che prima della deportazione e dell'escalation di barbarie e di follia della guerra e del nazifascismo ci fu un inizio. Questo punto di partenza fu segnato da forme di discriminazioni gravi e simili a quelle odierne.

Al pari dei No Green Pass, agli Ebrei fu inizialmente vietato il diritto al lavoro e all'accesso a numerosi luoghi e servizi.

Il giochetto di quella parte politica che si indigna è chiaro: massimizzare la bravata demenziale di quattro gatti a Novara e ignorare quanto stanno patendo gli Italiani negli ultimi anni.

I governi che gli "Indignados" dell'ultimo decennio hanno supportato coprendo ogni malefatta, hanno creato milioni di nuovi poveri.

Hanno fatto carta straccia della Costituzione. Hanno violato le libertà basilari stabilite dalle carte internazionali e di ogni impostazione giuridica del mondo occidentale.

Il diritto al lavoro non esiste più e misure di austerity, lockdown, cambi di valuta con aumento esponenziale dei prezzi sono state giustificate in nome dell'emergenza.

Di emergenza in emergenza si è giunti all'esasperazione. Se gli Italiani protestano da 17 settimane non è per un capriccio. No, non sono una minoranza.

Solo quelli scesi nei cortei sono svariati milioni. Ad essi aggiungiamo pure un numero anche superiore di chi ne condivide il pensiero esprimendosi in altre forme.

Questa enorme fetta non solo di Italiani non è rappresentata adeguatamente da un soggetto politico. In altri paesi sta avvenendo esattamente lo stesso ed anche lì la popolazione si sta facendo sentire.

Per loro, in nome del lavoro, della dignità umana, delle sofferenze di queste famiglie, nessuno ai piani alti e in quelli inferiori di chi li serve si indigna.

La fondazione Duchenne Parent Project, con una sfrontatezza che si è rivelata impenitente anche alla luce di successive dichiarazioni beffarde sui social media, ha confermato il suo messaggio discriminante.

"Poteva andarmi peggio: Potevo nascere complottista", recita un manifesto.

"Poteva andarmi peggio, potevo nascere No Vax", campeggia scritto su un altro. E così via.

Soffermiamoci sui termini: il bollino di "complottista" è ormai affibbiato a chiunque osi criticare le politiche del governo. 

Per quanto riguarda la locuzione "No Vax", essa ormai è estesa non solo a chi è contro a tutti i vaccini, ma a chi rivendica facoltà di scelta in merito o nello specifico chi pone dei dubbi sui sieri anti covid 19.

Questi infami cartelloni sono apparsi in un periodo di violenta criminalizzazione di chiunque ponga dei dubbi sui prodotti di prevenzione del Covid19, frutto di miliardari investimenti delle Big Pharma.

Numerosi sono i dottori, anche di una certa esperienza e caratura radiati o sospesi per aver espresso dubbi o critiche sui vaccini (Pierre Dukan ad esempio).

Al contrario, per alcuni "esperti" di virus onnipresenti in tv, i "No Vax" dovrebbero "pagarsi le cure sanitarie da soli" ignorando che esse sono garantite per esempio, a chi si danneggia fumando, a chi procura un incidente d'auto in stato di ebbrezza e a chi uccide, tanto per fare qualche esempio. 

Su tale balordo concetto che porta indietro lo stato di diritto a 3700 anni fa col Codice di Hammurabi, non vado oltre.

La scienza va bene fino a quando non contrasta speculazioni miliardarie e l'arroganza dei governi. 

Quando noti premi nobel, scienziati e intellettuali si schierano contro gli abusi del potere, che ha strumentalizzato ed esasperato l'emergenza, essi vengono screditati ed attaccati.

Buono a sapersi: se protesti contro evidenti discriminazioni da regime, l'illustre Huffington Post ti etichetta come fascista. Su quali presupposti, non è dato sapere:

"E’ una specie di raggelante bignamino, quello che ci appare dalle cronache di ieri, dove tra le altre spiccano soprattutto due immagini: quella dei nogreenpass che manifestano a Novara vestiti da ebrei nei lager (con tanto di filo spinato) e quella dei “nostalgici” (la parola che è stata più usata per definirli sulla stampa) del fascismo che a Predappio, paese natale e luogo di sepoltura di Benito Mussolini"

Tuttavia, di fronte alla campagna dei paralizzati che discriminano altre categorie, sulla suddetta testata, dal nome cacofonicamente anglofono, non c'è nè una presa di distanze, nè una critica.

Le immagini proposte danno un disgustoso spettacolo del fin troppo riconoscente sodalizio. Pfizer sta realizzando un farmaco ancora in fase sperimentale per la cura della sindrome di Duchenne. Byoblu (ma è una notizia che riporto con beneficio di inventario) sostiene che 

Parent Project abbia ricevuto due sostanziosi assegni da Pfizer.

Il punto è: non bisognava lottare contro le angherie verso i portatori di handicap?

Una simile immondizia pubblicitaria va in tale direzione?

Il disabile che discrimina altre categorie di persone (e si tratta di milioni di individui) è un paradosso che fa poco bene alla causa.

I capi di questa associazione ne risponderanno di fronte ad una intera nazione e potrebbero patire conseguenze legali.

Il loro gesto viola il buonsenso, l'intelligenza e anche le leggi. Abbiano l'umiltà di dire: abbiamo sbagliato e chiediano scusa.