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giovedì 31 agosto 2023

Io sto dalla sua parte, "in Toto"


Toto Cutugno ha portato lustro al nostro paese, anche all'estero, in barba ai giornalisti snob. 

La notizia della sua dipartita mi ha lasciato un po' sorpreso. Eppure aveva 80 anni e sapevo della sua malattia che aveva lasciato segni importanti.

Lui però sembrava sempre più giovane della sua età e negli ultimi anni la sua somiglianza con Celentano aveva lasciato il passo a quella con Caetano Veloso, il cantautore Brasiliano anche lui brizzolato e dalla pelle baciata dal sole.

Me lo ricordo eccome, quando conduceva Domenica In, invitando gli altri a cantare insieme a lui. E lo faceva con una certa spontaneità e assenza di smancerie, che sembrava rivolgersi non ad un pubblico di estranei, ma ad amici di vecchia data, con cui tanti convenevoli non servono.

Mi ricordo ed ero ragazzino, di quando vinse l'Eurofestival (Eurovision) nei primi anni '90.

La notizia venne data da tutti i giornali come una cosa prestigiosa. All'epoca la Kermesse non era quella porcheria vuota e ideologica di oggi.

L'anno dopo fu lui stesso a condurre l'edizione successiva in Italia, assieme a Gigliola Cinquetti.

Il festival della canzone Europea non veniva trasmesso in Italia, ma grazie alla vittoria dell'anno precedente dovevamo essere noi il paese ospitante e la Rai fece una eccezione.

Vado ancora a memoria e ho impressi: i Just 4 fun, quartetto Norvegese, con la loro Mrs Thompson; Peppino Di Capri, anche lui in gara;  la vincitrice, Carola, bella con i suoi zigomi nordici Svedesi, i suoi occhi verde scuro, così giovane e carina eppure dal viso pulito della studentessa dalla vita normale in cui i ragazzi di allora potevano riconoscersi.

Quelli erano gli anni d'oro di Toto: presentatore di Domenica In, di Eurovision e di tanti altri programmi, eppure autore prolifico e validissimo, iperpresente a San Remo come autore e cantante.

Ha fatto cantare mezza Europa con "L'Italiano", portando allegria a Tedeschi, Sovietici e a noi stessi.

Eppure.. eppure l'Italia è un paese complicato. La critica tende a politicizzare i gusti artistici e a vedere un retropensiero dietro alle cose che si fanno. 

Toto ci rimaneva male. Lui poteva essere un po' musone e sorridere poco, ma era uno sincero e non agiva per doppi fini. Quello che scriveva lo sentiva, ed era fin troppo poco ruffiano, pagando le sue liti personalmente.

La verità è che lui non si dava pose da intellettuale, cantava di affetti sinceri, di amicizia tra i popoli, di madri e di figli. Non era di quelle vedute politiche a cui tutti gli artisti Italiani devono sottomettersi per non essere ghettizzati, non cercava di spacciare per trascendentale quello che scriveva. 

Questo alla parte del mainstream che si dava le arie non andava giù.

Ricordo di una conduttrice radiofonica ospite in un programma tv della Rai (metà degli anni 2000). Il Festival si era concluso da pochissimo, forse il giorno prima.

La dj disse che non avrebbe programmato il brano di Toto Cutugno per oscuri e contorti motivi di target e di programmazione. 

Fu una arrampicata di specchi pazzesca per non ammettere che la canzone le faceva schifo.

Toto non fece una piega e disse: "il mio disco uscirà anche in Germania, in Russia e in altri paesi, alla faccia tua!"

In realtà esclamò: alla faccia della (cognome della conduttrice) ma non è importante citarla in questa sede, perchè non merita di essere additata comunque.

Non importa, quello che intendevo è che lui era una persona vera, e si arrabbiava come una persona priva di ipocrisie. Quante volte ha contestato i veleni di Sanremo, le chiacchiere inutili. 

Al Festival dei fiori ha trionfato solo nel 1980, arrivando poi sei volte secondo e partecipandovi in totale quindici volte.

In una intervista di pochi anni fa, ha fatto un bilancio di queste mancate vittorie: "Beh, arrivare secondi dietro a canzoni come Perdere l'amore di Massimo Ranieri e Uomini soli dei Pooh tutto sommato è accettabile. All'epoca c'era grande qualità nei brani".

Non mi soffermerò sulla sua carriera, sui brani importanti scritti per sè stesso e gli altri. 

Voglio in questo momento rimarcare il lato umano.

Lui è rimasto coerente, fino all'ultimo istante. La gente comune lo ha compreso, una parte di critici sciocchi, pronti a dire cattiverie e a cercare la prima stecca in una performance, no.

Io sto con Toto, ovunque egli sia adesso. Lui non era, è - una persona genuina e un Italiano vero.

lunedì 28 agosto 2023

Gli eventi prestigiosi degli ultimi anni nella "dittatura Ungherese brutta e cattiva"



Le deboli argomentazioni di chi denigra un paese in piena crescita sociale ed economica


Ci sono ancora oggi delle persone poco dotate mentalmente che si ostinano a definire l'Ungheria una dittatura, contro ogni logica ed evidenza.

Il loro scopo è criticare l'attuale leader, in sella e rieletto da parecchi anni, Viktor Orban.

Io personalmente sospendo ogni giudizio politico su tale persona. Si può criticare il suddetto politico e su tanti temi, ma con raziocinio e realismo.

Non mi interessa. Trovo ridicolo però che per denigrare un singolo si cerchi di procurare danno indirettamente ad una intera nazione.

Perchè, se si sosteneva che c'era un regime a Budapest, nelle ultime elezioni di un anno e mezzo fa non si è detto da prima che esse erano fasulle e di facciata?

Invece no, furbescamente questi disonesti minidotati hanno aspettato l'esito delle elezioni per ritornare ai loro strali. Se avesse vinto la sinistra a loro cara (per me non è una questione di questo o quel partito) la terra Magiara sarebbe tornata magicamente un faro di democrazia.

A Settembre 2021 e ad Aprile del 2023 il Papa si è recato a Budapest ad incontrare Orban e i fedeli Ungheresi. Ad Aprile 2022 lo aveva ricevuto invece a Roma, fresco di rielezione. Papa Bergoglio ha ripetutamente ringraziato il Premier Ungherese per il suo impegno a difesa dei valori Cristiani e della famiglia e per la sua accoglienza di centinaia di migliaia di profughi Ucraini. 

Il bello è che mentre il Papa lo elogiava il Presidente Ucraino Zelensky lo attaccava duramente per il mancato invio di armi, come se l'accoglienza fosse un atto dovuto di fronte al quale non bisogna nemmeno dire grazie.

Negli ultimi anni Budapest e l'Ungheria hanno ospitato, in ordine sparso: Gran Premi di Formula Uno, alcune tappe del Giro d'Italia, i Mondiali di nuoto, gli Europei di pallamano, la finale di Europa League, alcune partite degli Europei di calcio, i Mondiali di atletica.

Nessuno ha avuto il coraggio di andare oltre nel ridicolo e di denunciare che non è giusto tenere tali manifestazioni internazionali in un paese non democratico.

La verità è che quelli che lo dicono non ci credono essi stessi e solo chi non ha il minimo strumento critico può credere a queste scemenze diffuse dai "professionisti dell'informazione" e da qualche minorato politicante o attivista.

lunedì 7 agosto 2023

Comandare col terrore: gli anni della pseudoscienza e del terrore mediatico

Tante finte verità devono essere imposte forzatamente in nome degli interessi di pochi


Siamo reduci da due anni di periodo Covid in cui le autorità di diversi paesi e gli interessi privati delle Big Pharma ci hanno imposto delle verità forzate, bombardandoci tramite i media affinchè anche una menzogna, ripetuta cento volte, divenisse verità.

In discussione non c'era l'esistenza del virus in sè, nè dei suoi potenziali pericoli. Piuttosto il nocciolo della questione stava nella quantificazione del rischio e nelle soluzioni proposte.

Si è scelto di distruggere intere economie con lockdowns e chiusure indiscriminate, di terrorizzare la popolazione oltremisura e di proporre verità scientifiche più mediatiche e strumentali a un certo potere che serenamente e costruttivamente dibattute in ambito di studio.

Da allora si è rotto definitivamente qualcosa tra la popolazione Italiana e i "professionisti dell'informazione". Se prima già vi era un rigetto parziale per quanto veniva proposto nei notiziari, il chiaro atteggiamento schierato e poco genuino delle televisioni e dei giornali più importanti ha aperto gli occhi alla popolazione e generato un dissenso.

Ricordiamo vividamente, un anno fa circa, le proteste per strada sotto la sede Rai al canto, pacifico ma dal chiaro messaggio: "Giornalista terrorista".

La stessa disinformazione è stata traslata all'argomento "Guerra in Ucraina" e alle tematiche ecologiche.

Per quanto riguarda il succitato conflitto non interessa in questa sede con chi stare e quali stigma morali infliggere, nel merito della questione.

Quello che personalmente interessa a me e a buona parte della popolazione Italiana è come vengano date le notizie.

Il razzo quasi sicuramente Ucraino di Donetsk spacciato per Russo, il carro armato che investiva il nonnetto sull'auto che in realtà riguardava un incidente, per fortuna senza conseguenze gravi, avvenuto due anni prima, i videogiochi spacciati per immagini di bombardamenti notturni, la pianta dell'Azovstal che in realtà era proveniente da un gioco da tavolo; questa è una lista non certo esaustiva delle cretinate propinateci.

Non andiamo troppo nel dettaglio poi  sul famoso massacro, compiuto dagli Ucraini e spacciato per strage di matrice Russa. Il video coi morti e feriti per terra era stato postato da militari Ucraini ridacchianti sui social e ritraeva persone a terra, legate e ferite, con il braccialetto bianco distintivo dei filorussi.

Noti cronisti di guerra con la schiena dritta e varie tv internazionali, come quella Venezuelana per esempio, hanno messo in luce tutte le contraddizioni di quello che era sì un massacro, ma a parti invertite. Impietosi sono stati gli smascheramenti degli zelanti giornalisti che raccontavano fandonie in merito.

Dall'inizio della guerra si doveva per forza dire in tv che Putin era malato. Poi è apparso numerose volte in tv e in summit internazionali in perfetta forma. Ciononostante si va avanti con questa stupidaggine.

L'economia Russa sarebbe, secondo i media, andata a pezzi in pochi mesi e invece in questo ultimo anno e mezzo è cresciuta. Le sanzioni sono state aggirate dagli estabilishment degli stessi stati che le hanno votato e imposte.

Si può condannare una guerra, si può decidere da che parte stare, ma almeno si dica la verità, specialmente se si ricopre il ruolo di giornalisti.

Ed eccoci poi al delirio sul clima.

E' nata una nuova malattia mentale: l'eco ansia. Ci sono anche zelanti dottori che tramite una associazione supportano i poverini che sono "terrorizzati"dai cambiamenti climatici.

Se l'origine dei cambiamenti climatici dovuta all'inquinamento e la sua consistenza stessa sono dibattuti in maniera seria dagli scienziati veri, in tv va in onda la pseudoscienza, in cui la ragazzina Svedese Greta Thunberg si propone come novella Messia che porterà alla salvezza del pianeta.

Nel frattempo nel farlo si è arricchita ed ha osservato un anno sabbatico dalla scuola, invitando gli altri studenti a fare sciopero scolastico il Venerdì e dando ai suoi imberbi seguaci un pessimo insegnamento.

Non è un bell'esempio lasciare la scuola per un anno quando i giovani che ti seguono hanno già ben altri problemi ed esigenze.

Ma perchè c'è un gruppo di potere che vuole esplicitamente destabilizzare interi paesi e farli vivere nella paura costante, sia essa del virus, del clima o della guerra?

"Segui il denaro"è la pista investigativa regina e sempre valida. Durante la pandemia Heiko Von Der Leyen, marito della Presidente dell'Unione Europea, ha fondato una azienda di tecnologie rna per poi magicamente ricevere dalla stessa Ue 320 milioni di euro a scopo di ricerca.

E' sicuramente  solo un caso che durante la pandemia Federica Draghi, figlia di Mario Draghi, abbia investito nella Xgen Venture Life Science, azienda di biotecnologie.

Adesso la Ue impone le auto elettriche, che diventeranno obbligatorie per tutti gli automobilisti nel 2035.

Una follia non realizzabile, per i costi troppo elevati di tali mezzi, per il loro livello tecnologico ancora troppo rozzo e imperfetto (esplosioni, facili rotture su strade lievemente allagate a livello di pochi centimetri, infrastrutture mancanti, tempi di ricarica lunghissimi, inquinamento alto per via delle batterie da smaltire e tanti e troppi altri motivi.

L'Europa dovrebbe compiere un suicidio economico in nome di un miglioramento ecologico che non può perseguire, visto che il 92% dell'inquinamento globale proviene dagli altri continenti.

Ecco cosa è successo alla Jaguar negli Stati Uniti:

https://scenarieconomici.it/jaguar-richiama-i-suv-elettrici-i-pace-negli-usa-pericolo-di-incendio-spontaneo-e-non-parcheggiate-nei-garage/

Non si parla mai di un piano serio per migliorare l'ambiente ed efficientare i consumi. Per esempio l'implementazione dei trasporti e dei parcheggi di scambio nelle grandi città Italiane non viene nemmeno accennato.

Nel frattempo qualcuno fa saltare in aria il gasdotto Nord Stream per perseguire piani geopolitici che non sono ovviamente nè quelli Italiani, nè tantomeno quelli Europei.

Abbiamo una classe politica inadeguata in occidente. Vedi gli Stati Uniti con Biden, vedi la Ue con la famosa Ursula Von Der Leyen e prima di lei Jean Claude Juncker, spesso ubriaco e avvezzo a tirare ceffoni durante i summit più importanti.

Queste persone decidono per noi, proprio loro. C'è poco da stare allegri.


domenica 6 agosto 2023

Un po' di fortuna per il Pescara: finisce nel girone B


Nella foto: lo stadio Giuseppe Sivori di Sestri Levante


Il girone B è sicuramente più adatto alle caratteristiche del Delfino

Pochi giorni fa sono state ufficiosamente rese note le squadre partecipanti ai tre gironi di serie B, in luce dei vari ricorsi alla giustizia sportiva e non.

Avendo vinto il suo ricorso, la Casertana, che ha sede più a sud di Pescara, finisce nel girone C (quello meridionale) relegando i biancazzurri nello scompartimento B (Italia centrale)

Il girone B è sulla carta decisamente più agevole. Si evitano piazze calde e stadi grandi con società munifiche. Col Catania di Ros Pelligra, il Foggia e sicuramente anche altre, come già citato nell'articolo precedente, la vita sarebbe stata dura. Il Pescara avrebbe potuto dire la sua, ma non avrebbe realisticamente potuto ambire al primo posto e alla promozione diretta.

Nel nuovo contesto nulla sarà facile, ma comunque ci sono delle maggiori probabilità.

Ecco la lista delle partecipanti del centroitalia: Ancona, Pescara, Arezzo, Pineto, Carrarese, Pontedera, Cesena, Recanatese, Fermana, Rimini, Gubbio, Sestri Levante, Juventus Next Generation, Spal, Lucchese, Torres, Olbia, Virtus Entella, Perugia, Vis Pesaro.

Di sicuro per i ragazzini del Delfino, molto tecnici e anche con una struttura fisica buona, ma poco temprati caratterialmente, conviene stare in un ambito del genere dove è possibile giocarsi la partita con maggiore tranquillità.