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venerdì 25 dicembre 2009

22 mesi di carcere con la condizionale alla Robin Hood tedesca.

In alto: veduta di Bonn. Sotto: la sede della "Vr", banca in cui si sono svolti i fatti.

Non andrà in carcere la donna che è stata ribattezzata "la Robin Hood tedesca", perchè le è stato concesso il beneficio della condizionale. La condanna però è arrivata, nonostante il suo reato, ripetuto innumerevoli volte, fosse perpetrato a fini "umanitari".

Di chi stiamo parlando? Il personaggio in questione si chiama Erika B., di 62 anni ( il nome è stato parzalmente secretato dai giudici tedeschi per difenderne la privacy), ed era, fino a poco tempo fa, la direttrice di una filiale della banca tedesca VR, in un paese di 1.500 abitanti alle porte di Bonn.

Erika B. distraeva soldi (si parla di 7,6milioni di euro in totale) dai conti di clienti abbienti su quelli di altri utenti in difficoltà.
Quando c'erano dei controlli e c'erano clienti in rosso, il loro debito veniva ripianato, e poi i soldi tornavano al proprio posto.

Ciò però non era sempre possibile, perchè i clienti nel frattempo spendevano le somme che venivano a loro accreditate. Ha creato così un debito, per l'istituto bancario, di un milione e centomila euro.

Il giudice si è trovato in difficoltà nel comminare alla donna la pena, e ha detto espressamente: "Sebbene violasse la legge, la direttrice lo faceva al fine di aiutare persone in difficoltà". Per ripianare il debito, Erika B. ha dovuto vendere tutto ciò che era in suo possesso, ed ora vive con una pensione di circa 1000 euro mensili.

Un episodio simile è avvenuto in passato a Detroit, dove una direttrice di banca, Patricia Keezer, fu sorpresa a dare 2000 dollari in contanti a un cliente in difficoltà. Venne fuori che aveva sottratto, nel corso di 8 anni, 360 000 dollari alla banca che dirigeva per darli a chi non poteva pagare le rate del mutuo. Anche lei ha avuto una condanna lieve, perchè, come nel caso della sua omologa tedesca, non ha intascato nulla dei soldi gestiti in maniera illecita.

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