SPERANZE DI REVISIONE DEL PIANO FILATELICO 2014 AD OPERA DEL NEOMINISTRO FEDERICA GUIDI
Il Presidente del Comitato promotore del "Bicentenario della Prima Rivolta Carbonara d'Italia", Lorenzo Valloreja, in concomitanza con il giuramento del Governo Renzi e in conseguenza della nomina a nuovo Ministro dello Sviluppo Economico di Federica Guidi, ha rilasciato la seguente dichiarazione:
Faccio i miei migliori auguri al nuovo esecutivo e confido nel neo Ministro dello Sviluppo Economico, Federica Guidi, affinché dimostri più sensibilità del suo predecessore, Flavio Zanonato, rispetto ad un tema importante come quello delle nostre radici storiche.
Infatti il 23 marzo 2014 si compirà il “Bicentenario della Prima Rivolta Carbonara d’Italia”, evento questo avvenuto duecento anni orsono in Abruzzo e che fece da apripista a tutta la stagione risorgimentale che ebbe il proprio culmine nel 1860 con l’unificazione di tutta la penisola in un unico Stato Sovrano.
Data la solennità dell’evento, il comitato che mi onoro di rappresentare, il 05 novembre 2012, inviò, nella tempistica e nelle modalità previste dalla legge, una formale richiesta scritta al Ministero dello Sviluppo Economico affinché si provvedesse, nella primavera del 2014, all’emissione di un Francobollo Commemorativo per celebrare tale avvenimento. Successivamente alla nostra richiesta ben 30 amministrazioni locali - tra le quali 6 provinciali, cioè: la Provincia di Pescara; la Provincia di Chieti; la Provincia di Teramo; la Provincia dell’Aquila; la Provincia di Rieti e quella di Campobasso - hanno inviato altrettante missive di sollecito per perorare la suddetta richiesta di emissione.
Ora, nonostante tutte queste amministrazioni rappresentassero unitariamente la volontà di poco meno di 2.000.000 di cittadini italiani, quando nel mese di dicembre dello scorso anno il Ministero dello Sviluppo Economico rese pubblico l’elenco filatelico ufficiale 2014, scoprimmo, con grande stupore ed amarezza, che il nostro francobollo sul “Bicentenario della Prima Rivolta Carbonara d’Italia” non c’era mentre figurava nel suddetto elenco un’emissione commemorativa riguardante il 50° della Nutella.
Adesso con tutto il rispetto che si possa avere per questo brand, la cioccolata è certo ben poca cosa se paragonata a tutti i martiri morti per la libertà, l’indipendenza e la democrazia del nostro Paese. A tal riguardo chiedemmo a più riprese, anche tramite l’invio di PEC, all’allora Ministro Zanonato ed al suo Vice Catricalà, quali fossero state le motivazioni ufficiali per le quali la nostra richiesta non fosse stata presa in considerazione.
Tale risposta a tutt’oggi non ci è mai pervenuta ed in molti, oltre noi, si chiedono come ciò sia stato possibile. Tra questi figura senz’altro l’Onorevole Gianni Melilla che, di sua spontanea volontà e per questo gli sono doppiamente grato, esattamente un mese fa, cioè il 22/01/2014, presentò un interrogazione parlamentare per chiedere al Ministro Zanonato se non volesse accogliere la nostra richiesta di emissione filatelica. Oggi però l’esecutivo è cambiato e di conseguenza anche il nostro interlocutore.
Stando infatti alle leggi vigenti la nostra esclusione non è perpetua, ma potrebbe essere sanata in qualsiasi momento.
L’elenco attuale è stato ad esempio aggiornato, dal precedente Governo, in Gennaio per permettere l’emissione di un francobollo commemorativo riguardante PIO X.
Per tale valore bollato si sono mossi solo il Comune di Riese (TV) e la Fondazione Giuseppe Sarto non 30 amministrazioni locali più un volenteroso parlamentare … ed è anche per questo che continuiamo ad essere fiduciosi.
Pescara 22/02/2014
L’Addetto Stampa
Alessio Consorte
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domenica 23 febbraio 2014
martedì 18 febbraio 2014
La leggenda di Santo Berlinguer
Chi vuole mettersi i prosciutti davanti agli occhi, afferma che Berlusconi gestisce tutto e si appropria di tutto. Con le sue televisioni ci fa il lavaggio del cervello. Sembrano ignorare, queste signore e signori, che La 7 è una tv che strizza l'occhio al Pd e soci e che a Rai Tre e Rai news 24 manca solo la bandiera dell'Unione Sovietica alle spalle dei giornalisti.
E chi è la direttrice di Rai 3? Una certa Bianca Berlinguer, una che si è fatta sicuramente strada da sola, ma come no!
Di Sinistra sono anche il principale quotidiano Italiano (Il Corriere della Sera), il Gruppo Repubblica-L'Espresso etc etc.
Ma quello che si insinua più sottilmente nell'opinione pubblica è una porzione fanatica del mondo intellettuale Italiano, che fa squadra e si professa di Sinistra (passando prima alla cassa però).
Ormai viene considerata intellettuale anche gente che si è arricchita grazie a Berlusconi come Crozza, la Littizzetto e Benigni (che si è fatto produrre molti films dal tanto odiato "Caimano").
Ci sono poi scrittori, cantanti, pensatori da salotto che con indefesso rigore puntualmente mostrano la propria faziosità e criminalizzano qualunque cosa appartenga alla Destra o sia contro la Sinistra.
Nè vanno dimenticate tutte le personalità note che scrissero quella lettera vergognosa contro il commissario Luigi Calabresi, in cui si dichiararono pronti a marciare insieme ai terroristi. Quel documento incoraggiò Adriano Sofri e compagni ad assassinare il funzionario di polizia.
Pochi giorni fa, esattamente il 10 Febbraio, c'è stata la giornata del ricordo delle Foibe. Se nè accorto qualcuno? Qualche giorno prima, il 30 Gennaio, era stata celebrata, giustamente, la Giornata della Memoria sull'Olocausto.
Più che giusto. "La 7" ha mostrato films e programmi a go go sugli Ebrei, ma quante fictions vengono fatte o trasmesse sulle Foibe? Per decenni l'argomento è stato vergognosamente sottaciuto, e poco importava se migliaia di civili, a guerra finita, sono stati trucidati dalle truppe di Tito.
Invece gente come Marco Rizzo (leader della fazione denominata dal 2009 Partito Comunista) dice che i Croati fecero bene.
Il cantautore Antonello Venditti, la cui simpatia per la Sinistra di vecchio stampo non è un mistero, addirittura si è esibito in un concerto a Trieste, nel giorno delle Foibe e si è permesso di dire: "Ormai sarete stanchi di sentirne parlare". Un'uscita estremamente infelice ed imbecille.
Puntuali demonizzazioni sono state fatte nei decenni ai danni di Andreotti e Craxi (che pure non erano dei santi).
Con i mostri di centrodestra non si fanno sconti, in nessun caso. Ne sa qualcosa Giuliana Sgrena, giornalista del Manifesto rapita in Iraq nel 2005. Per lei si attivarono il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi e il Governo di Silvio Berlusconi, che trattò la sua liberazione.
Fu mandato il dirigente dei Servizi Segreti del Ministero degli Interni Nicola Calipari per riportarla a casa. In un posto di blocco i soldati Americani equivocarono e spararono contro la loro automobile. Calipari, in un gesto di estrema cavalleria, fece scudo alla Sgrena con il suo corpo: fu centrato dalle pallottole e morì.
Il nemico del Centrodestra è peggio del regime di Saddam, e non va ringraziato, nemmeno quando ti salva la vita.
Viceversa, chi è di sinistra può essere talvolta canonizzato, come Alberto Saviano, che non ha mai ringraziato l'ex Ministro degli Affari Interni Roberto Maroni per la scorta fornitagli.
Diversi poliziotti rischiano la vita per lui e la loro esistenza non vale meno di quella dello scrittore partenopeo.
Quando il Governo di Centrodestra ha promulgato la legge sul sequestro dei beni ai mafiosi e quando sotto impulso del Ministero dell'Interno, alcuni anni fa, vennero arrestati centinaia di camorristi, Saviano non disse nemmeno una volta: "Bravi"! C'era un governo di Centrodestra, da sminuire e da insultare.
Ma la vera santificazione effettuata dalla Sinistra è stata operata a beneficio di Enrico Berlinguer.
Lo stesso Berlinguer, ai suoi tempi, si autoincensava, sventolando "La superiorità morale della sinistra".
Bene, vediamo se era proprio così.
E' noto non solo in Italia che dal dopoguerra alla caduta del muro di Berlino il Partito Comunista Italiano ha preso soldi dai paesi del Patto di Varsavia.
I rapporti tra la Sinistra radicale e tali entità statali sono documentati nel famoso dossier Mitrokhin, ma sono ben note alla Cia e alla stampa di mezzo mondo.
Negli Stati Uniti lo sanno anche i bambini che il loro governo ha finanziato per decenni la Dc, mentre il blocco Sovietico appoggiava la sinistra antagonista.
Come erano tenute aperte le sedi di partito situate capillarmente in tutte le città, finanche ai piccoli villaggi?
Il Pci del santo Berlinguer manteneva un apparato burocratico di 25000 dipendenti. Come erano finanziate le manifestazioni di massa che il Pci inscenava in maniera molto frequente negli anni '70-'80?
Ora vi chiedo: che differenza c'è tra Craxi e Berlinguer?
Craxi è stato messo alla gogna dai giudici di Milano, nel cui tribunale è nata l'associazione di magistrati di Sinistra denominata "Magistratura Democratica".
Nei processi di Mani Pulite 125 esponenti del partito comunista furono prescritti (ma tu guarda che cosa strana!).
La scure invece si abbattè pesantemente, come ben tutti sappiamo, su Dc e Psi.
E invece, i soldi presi dal Pci di Berlinguer da Russia e vari paesi dell'est erano legali? Non furono mai dichiarati e pertanto erano illeciti alla stessa maniera di quelli Craxiani. La fazione di Craxi li riceveva dagli imprenditori del nord-Italia, quella di Berlinguer dai Russi.
Il resto non è per niente diverso.
Io non metto in dubbio il fatto che Berlinguer avesse dei pregi e in un certo senso possa essere stato una brava persona.
Altro discorso però è santificarlo, e benchè non sia più tra noi, la verità va detta fino in fondo, con buona pace dei suoi seguaci.
Andrea Russo
Ma quale Famiglia Addams
Qualche giornalista ha accostato Ignazio La Russa, Guido Crosetto e Giorgia Meloni alla famiglia Addams. Crosetto sarebbe Lerch, La Russa Gomez e la Meloni la piccola Mercoledì. Macchè!
I tre leaders di Fratelli d'Italia sono quelli di "Carletto il principe dei mostri": la Meloni, che è piccolina ma è la più importante, è Carletto. Big Crosetto è Frankestein e La Russa, ovviamente, è l'uomo lupo.
Chiaro no?
La finta novità di Renzi
Tra di essi vi sono molti del centrodestra, che vedono o vedevano nell'ormai ex sindaco di Firenze e Presidente del Consiglio in pectore un leader forte e dalle riformiste che si incontrano in alcuni punti anche con l'ideologia liberista di cui è fautrice la parte avversa.
Il punto è che l'ex caposcout democristiano però si propone come il rottamatore e come colui che si era ripromesso di mandare in pensione la classe dirigente del Pd ed incredibilmente ci è riuscito in poco tempo.
A molti la sua rottamazione concretizzatasi poco più di due mesi fa era sembrata un segnale di rinnovamento, di rottura con la politica degli accordi sottobanco, degli intrighi di palazzo.
Il leader del "Popolo Viola" si contrapponeva ai raccomandati, a coloro che si sono fatti strada perchè "amici di" e "figli di". Lui infatti è stato capace di aggiudicarsi prima la poltrona di Presidente della Provincia, e poi del Comune di Firenze, con le sue forze, creandosi i presupposti per il suo successo.
E' stato lui a crearsi attorno quella rete di supporto che lo ha messo in mostra, nonchè quella schiera di finanziatori di mezzo mondo che gli permettono di mantenere un ruolo di primo piano. Non siamo ipocriti: la politica, senza soldi, non si può fare seriamente.
Enrico Letta, invece, è cresciuto in una famiglia di professori universitari, crescendo all'ombra di suo potente zio Gianni, già ministro e membro di spicco del centrodestra.
Dopo più di due anni di lacrime e sangue, con leaders che non erano frutto di maggioranze volute dal popolo, perchè non corrispondevano a quelle votate nelle urne, si ci attendeva un cambiamento.
Mario Monti, che i cittadini non hanno voluto nè prima e nè dopo, è stato a Palazzo Chigi per un anno e le uniche cose tangibili che ha lasciato agli Italiani sono le sue tasse, gli esodati e l'allungamento dell'età pensionabile.
C'è stato poi un'altra tornata elettorale, il 24 e il 25 Febbraio del 2013.
Dal voto, però, non è scaturita una maggioranza chiara per colpa di una legge elettorale giudicata in seguito incostituzionale.
Poi c'è stata una conseguente fase di confusione, in cui è stato rieletto dopo 7 anni lo stesso presidente della Repubblica ottantottenne.
La strana alleanza Destra-Centro-Sinistra si è ricreata, concretizzandosi nella figura alta e magra di Enrico Letta.
Costui è un uomo molto educato, che riesce a polemizzare in maniera molto forbita e delicata. Nonostante avesse 46 anni al momento dell'insediamento, ha colpito tutti il suo modo di fare da bravo ragazzo.
Non ha la fama di uno che si è fatto da solo, e dopo dichiarazioni di insediamento da sogno (legge elettorale nuova, abolizione del Senato e tutti gli scranni da senatore, riduzione della spesa pubblica e abbassamento delle tasse) non ha dato seguito a niente di quanto promesso.
Ebbene gli Italiani sono giunti a due anni e quattro mesi circa di governi di larghe intese.
Sono stati mesi lunghissimi. E' come se ce li fossimo fatti di galera, questi 28 mesi.
Noi siamo disgustati da questa sospensione della piena democrazia, subendo le ingerenze della Germania, la cui presidentessa Merkel ha dato una spintarella per l'ascesa al potere di Monti.
Ci aspettavamo di veder ristabilita la normalità e di poter scegliere il nostro parlamentare barrando il suo nome. Volevamo inoltre votare un partito a cui fosse abbinato chiaramente un candidato premier.
Non è stato così: è subentrato Renzi, senza un motivo valido, solo per la smania di sedere lui sulla poltrona da Primo Ministro.
Forse farà buone cose, forse no. D'Alema trattò allo stesso modo Romano Prodi e la sua carriera ne risultò compromessa.
La scelta del leader fiorentino sa di vecchio, di Prima Repubblica.
Ha richiami sgraditi ad esempio con la staffetta De Mita-Craxi ( di cui tanto si parlò ma che poi non ebbe compimento). Gli accordi di palazzo che troppo stanno prendendo piede in questa Italia malata.
Mentre mezza Europa soffre per scelte sbagliate dell'Eurocrazia, ci risvegliamo privi della nostra sovranità monetaria, con illustri sconosciuti dell'Ue che ogni giorno ci dicono cosa fare, minacciandoci.
I cittadini non possono scegliersi i propri rappresentanti, la politica è sempre più distante dai problemi delle persone comuni e Matteo il giovane che fa?
Protrae la sospensione della vita democratica dando gomitate a destra e a manca, con la compiacenza dei Montiani, di esponenti del suo partito, di Forza Italia (limitatamente ad alcune riforme) e dell'Ncd di Alfano per il quale l'eventuale appoggio è solo una questione di poltrone.
Il suo atto di Ubris, il suo gesto arrogante di prendersi il potere con spregio dell'opinione degli elettori, approfittando di una Costituzione basata sulla centralità del parlamento e che gli consente di cambiare maggioranze e presidenti a piacimento.
Questa vicenda rimarrà indelebile: è come una grave macchia che sbiadirà per sempre la sua immagine.
Andrea Russo
Risultati del nostro sondaggio: Letta bocciato
Alla domanda: "Siete soddisfatti del Governo Letta?" i lettori di questo blog si sono così espressi: "Sì" - 1 voto pari al 5,88%. "No": 17 voti pari al 94,12% . "In parte": 0 voti.
venerdì 31 gennaio 2014
Scontro Boldrini-Movimento 5 Stelle: alcune considerazioni
L'altro ieri si è votato per il decreto Imu-Bankitalia, che è stato approvato dalla Camera dei Deputati. In virtù di un regolamento poco chiaro, il presidente della Camera Laura Boldrini ha chiuso la seduta in anticipo non consentendo ai Grillini di esporre le loro rimostranze.
Sono scoppiati tumulti in aula e c'è stato qualche spintone e qualche schiaffo. La gazzarra è continuata ieri con l'occupazione da parte degli stessi deputati del Movimento che hanno occupato le sale delle commissioni parlamentari.
L'abolizione dell'Imu è stata associata al provvedimento che sancisce una spartizione degli utili tra gli azionisti di Bankitalia pari a 7 miliardi e mezzo di euro.
Inoltre lo stesso decreto prevede che vengano vendute tutte le porzioni di quota eccedenti il 3% del totale e altre disposizioni che riguardano i soci e le attività dell'istituto.
I Grillini gridano allo scandalo e qualcuno ha detto di essere contrario alla privatizzazione della Banca d'Italia.
La Boldrini, inoltre, ha detto che è stata costretta a chiudere in fretta la seduta, altrimenti i Pentastellati, col loro ostruzionismo, avrebbero evitato l'abolizione dell'Imu.
Al di là della protesta un po' inappropriata dei giovani seguaci di Grillo, vi sono alcune considerazioni da fare.
Laura Boldrini, da quando si è insediata allo scranno della terza carica dello stato, ha troppo spesso esulato dalla sua funzione di semplice funzionario addetto a dirigere i lavori parlamentari.
Si è espressa su tematiche sociali, è andata in Sudafrica col compagno ai funerali di Mandela a spese della collettività e ora si pronuncia su questioni che non la riguardano.
Il presidente della Camera dovrebbe essere super partes e non può fare il tifo per l'approvazione o la bocciatura di una legge.
Alcuni giornalisti oltretutto, nel commentare la notizia, hanno detto cose errate.
Innanzitutto col decreto Imu-Bankitalia non si privatizza la Banca d'Italia, che è già di proprietà privata dal 1981.
Non è vero, inoltre, che la ricapitalizzazione verrà fatta coi soldi dei cittadini. La distribuzione delle quote verrà infatti effettuata con i guadagni pregressi della Banca d'Italia, ovvero i redditi che derivano dalla creazione della moneta.
Visto che la Banca d'Italia è privata da molti anni, anche i soldi in questione sono comunque di proprietà degli azionisti.
Qual è il senso di tale mossa dunque? Bankitalia vuole vendere le quote dei suoi soci, ridistribuirle e fare cassa. Per farlo, trasferisce i guadagni ai suoi azionisti prima di privarli di quote che appartengono a loro.
Non c'è niente di così criminale e non vi saranno costi per i cittadini.
La privatizzazione della Banca Centrale Italiana e il modo in cui è stata gestita la politica monetaria in questi ultimi trent'anni hanno dei risvolti delinquenziali, ma questa ormai è una vecchia questione che i più smaliziati conoscono bene.
I Grillini, in materia di sovranità e politica monetaria hanno ragioni da vendere. Lascia però perplessi la loro immaturità politica. Non si può fare attività parlamentare ed eventualmente di governo con le urla, con continui insulti e coi tumulti.
Il Belpaese ha bisogno di una scossa nel modo di pensare del suo popolo e dei suoi rappresentanti e i ragazzi del M5S sono una delle realtà politiche più interessanti d'Europa.
Speriamo però che Giuseppe Grillo da Genova e soci capiscano che le urla e il rifiuto del dialogo svolto in maniera pacata sfociano nella violenza e nella prevaricazione, vanificando tutto il lavoro svolto.
Andrea Russo
"Ghigliottina" alla Camera e al Senato, non esiste una regola certa
Ecco cosa scrive Quotidiano Nazionale sull'interruzione del dibattito parlamentare.
"Roma 29 gennaio 2014 - Ghigliottina all’esame del decreto Imu-Bankitalia. E' stata applicata su decisione del presidente della Camera Laura Boldrini. E’ la prima volta che accade nella storia repubblicana. Ecco di cosa si tratta.
LA STORIA - La ghigliottina è una misura che non esiste nei regolamenti parlamentari, e che finora è stata solo “minacciata”, tre volte: nella XIII legislatura da Luciano Violante nella seduta dell’11 maggio 2000; nella XIV legislatura da Pier Ferdinando Casini, nella seduta del 23 luglio 2003; nella XVI legislatura da Gianfranco Fini nella seduta del 30 settembre 2009.
COME FUNZIONA - Con il termine “ghigliottina” s’intende la scadenza oltre la quale il presidente dell’Assemblea mette comunque ai voti l’oggetto della discussione. A prescindere da dove si sia arrivati con l’esame. Nel Parlamento italiano non c’è una norma che preveda espressamente questa minura o attribuisca alle presidenze delle Camere i poteri per farla scattare. E’ previsto, invece, il contingentamento dei tempi d’esame di un provvedimento. Il che significa che esauriti i tempi prefissati si passa direttamente ai voti rimanenti senza più discussione. Ma mentre al Senato la regola del contingentamento è generalizzata e quindi, sostanzialmente, include la possibilità di “ghigliottinare” il dibattito, alla Camera, la vicenda è più complessa. Durante la presidenza Violante si pose il tema se - sui decreti-legge - potesse configurarsi o meno il tema della “ghigliottina” distinto dal “contingentamento”. Ci si domandò, insomma, se, all’approssimarsi della scadenza dei 60 giorni (entro cui da Costituzione il decreto dovrebbe essere convertito) la Presidenza, a prescindere dal previo contingentamento della discussione, potesse mettere ai voti il disegno di legge di conversione. E la risposta che venne data, sia durante la presidenza Violante, sia durante quella di Casini, fu affermativa. Ma nessuno fino ad oggi aveva applicato la regola".
"Roma 29 gennaio 2014 - Ghigliottina all’esame del decreto Imu-Bankitalia. E' stata applicata su decisione del presidente della Camera Laura Boldrini. E’ la prima volta che accade nella storia repubblicana. Ecco di cosa si tratta.
LA STORIA - La ghigliottina è una misura che non esiste nei regolamenti parlamentari, e che finora è stata solo “minacciata”, tre volte: nella XIII legislatura da Luciano Violante nella seduta dell’11 maggio 2000; nella XIV legislatura da Pier Ferdinando Casini, nella seduta del 23 luglio 2003; nella XVI legislatura da Gianfranco Fini nella seduta del 30 settembre 2009.
COME FUNZIONA - Con il termine “ghigliottina” s’intende la scadenza oltre la quale il presidente dell’Assemblea mette comunque ai voti l’oggetto della discussione. A prescindere da dove si sia arrivati con l’esame. Nel Parlamento italiano non c’è una norma che preveda espressamente questa minura o attribuisca alle presidenze delle Camere i poteri per farla scattare. E’ previsto, invece, il contingentamento dei tempi d’esame di un provvedimento. Il che significa che esauriti i tempi prefissati si passa direttamente ai voti rimanenti senza più discussione. Ma mentre al Senato la regola del contingentamento è generalizzata e quindi, sostanzialmente, include la possibilità di “ghigliottinare” il dibattito, alla Camera, la vicenda è più complessa. Durante la presidenza Violante si pose il tema se - sui decreti-legge - potesse configurarsi o meno il tema della “ghigliottina” distinto dal “contingentamento”. Ci si domandò, insomma, se, all’approssimarsi della scadenza dei 60 giorni (entro cui da Costituzione il decreto dovrebbe essere convertito) la Presidenza, a prescindere dal previo contingentamento della discussione, potesse mettere ai voti il disegno di legge di conversione. E la risposta che venne data, sia durante la presidenza Violante, sia durante quella di Casini, fu affermativa. Ma nessuno fino ad oggi aveva applicato la regola".
giovedì 30 gennaio 2014
Fazio ospita Adriano Sofri: terroristi alla ribalta
In Italia non smettiamo di assistere a spettacoli penosi: un terrorista come Adriano Sofri, che ha finito di scontare la sua pena poco tempo fa per l'omicidio del Commissario Calabresi, viene ospitato in prima serata sulla tv pubblica.
Con la complicità dell'intervistatore Fabio Fazio, dapprima svolge una autodifesa sottile, scomodando Machiavelli per giustificare sè stesso.
Poi parla addirittura di Siria, di pace, di diritti umani, di Palestinesi.
Complimenti alla Rai che ormai non ha più un principio da difendere, se non quello dell'audience. Complimenti a Fabio Fazio, strapagato milioni e milioni di euro per propagandare idee politiche distorte.
Con la complicità dell'intervistatore Fabio Fazio, dapprima svolge una autodifesa sottile, scomodando Machiavelli per giustificare sè stesso.
Poi parla addirittura di Siria, di pace, di diritti umani, di Palestinesi.
Complimenti alla Rai che ormai non ha più un principio da difendere, se non quello dell'audience. Complimenti a Fabio Fazio, strapagato milioni e milioni di euro per propagandare idee politiche distorte.
domenica 26 gennaio 2014
Juve Stabia-Pescara 2-1
Nella foto: Fulvio Pea, Mister della Juve Stabia
Biancazzurri spenti, i campani ne approfittano
La sosta invernale di un mese era temuta dalle squadre di serie B e la tenuta atletica ha rischiato di essere compromessa.
Il Pescara era giunto a Castellammare per confermare il suo ruolo tra le squadre leaders del campionato. Ne è uscito ridimensionato, complice una Juve Stabia rivitalizzata dai numerosi nuovi arrivi del mercato invernale.
Finalmente i campani possono sperare, benchè restino ultimi in classifica: gli ultimi acquisti effettuati sono all'altezza e dal modo in cui la squadra lotta in campo sembra che abbia ritrovato un po' di vigore psicofisico.
La vittoria sulla corazzata Pescara è giunta in modo rocambolesco: il primo tempo è stato bruttissimo e noioso, ma nel secondo tempo all'autorete di Ghiringhelli hanno replicato i bravi Lanzaro e Di Carmine.
Schieramenti
I biancazzurri sono scesi in campo con un 3-4-3 e il loro tecnico Marino ha spostato Ragusa nelle retrovie per fare posto a Caprari, tornato in squadra dopo essere stato ceduto sei mesi fa. La scelta si è rivelata sbagliata: Ragusa stava attraversando una buona vena realizzativa, e allontanarlo dalla porta non l'ha aiutato.
Inoltre Caprari non è mai entrato in partita, sbagliando molti passaggi.
Dal canto suo la Juve Stabia si è presentata con un 3-5-2, con la ben assortita coppia De Carmine-Falco e l'ex pescarese De Falco dietro come suggeritore.
Il terzino Zampano si è segnalato per varie incursioni piratesche nell'area avversaria. Il neoacquisto Liviero non ha convinto nella fascia sinistra della difesa, per via di due o tre incertezze in fase di disimpegno, ma è presto per giudicarlo.
Le Azioni
Il primo tempo farebbe addormentare molti dei 2300 presenti allo stadio, se non fosse per l'aria fresca di Gennaio. Si segnalano infatti solo una incursione di Lanzaro e due conclusioni insidiose dalla distanza di Ragusa.
Nella seconda frazione il risultato si sblocca: lancio innocuo di Brugman e deviazione di petto di Ghiringhelli, che spiazza il portiere e manda la palla in rete.
Al 64' Maniero getta da pochi passi l'opportunità del raddoppio, con un tiro sbilenco.
Pochi minuti dopo Caserta appoggia di piatto per Di Carmine che di testa scaglia il pallone contro il palo destro.
Il Pescara cala fisicamente negli ultimi venti minuti mentre le Vespe prendono coraggio.
All'84' De Falco batte una punizione dal limite dell'area: pallonetto morbido a sinistra, Di Carmine raccoglie e lasciato colpevolmente da solo, appoggia al centro per Lanzaro che in tuffo calcia a rete da pochi metri.
Questo bel goal dà coraggio alla squadra locale, che corre sulle ali dell'entusiasmo, mentre il Pescara poco dignitosamente non reagisce e sembra aver finito le energie.
Al 90' c'è un pallone spiovente in area: sia il difensore pescarese Cosic che il suo avversario Sowe saltano alzando la gamba in maniera scomposta, chiaramente intervenendo sul pallone; urtano busto contro busto e l'arbitro Merchiori inspiegabilmente decreta il rigore.
Di Carmine realizza dal dischetto, Zuparic si fa espellere per proteste.
La Juve Stabia potrebbe fare terno con un tiro dalla distanza di De Falco, che termina però di poco fuori dallo specchio della porta.
Considerazioni finali
Al di là della svista arbitrale sul rigore, la Juve Stabia ha meritato la vittoria: ci ha creduto di più, mentre il Pescara negli ultimi venti minuti ha tirato i remi in barca.
E' una costante dei biancazzurri in questo campionato, quella di farsi rimontare nel finale. La squadra, nonostante abbia ottime individualità, risulta molle e arrendevole. Bisognerà lavorare sulla determinazione e sulla tenuta atletica.
A Castellammare, invece, si respira un'aria nuova: sei nuovi giocatori e una bella vittoria che interrompe una serie negativa, con due punti in sei gare. La diretta avversaria Reggina intanto ha vinto 1 a 0 a Bari. Si preannuncia un girone di ritorno molto combattuto, dunque, in cui nulla è da dare per scontato.
Andrea Russo
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