Avvertenza

È consentito riportare e linkare gli articoli di questo sito, a patto che vengano riportati nome, cognome e fonte. L'autore si avvale della facoltà di tutelare i contenuti qui pubblicati nelle sedi e nei modi che riterrà più opportuni.
Il blog di Andrea Russo è un sito di opinione e di intrattenimento. Non è, nè intende, essere una testata giornalistica e non ne ha le caratteristiche (redazione, periodicità fissa, registrazione presso un tribunale, et cetera).
È pertanto dispensato dalle regole riguardanti la stampa nei periodi elettorali.

Ogni mercoledì, ore 19:00 - Ne riparliamo a Budapest

sabato 30 agosto 2025

Mantova -Pescara 2-1: Fiori beffa il Pescara nel finale di una gara equilibrata


Nella foto: Antonio Fiori, ala sinistra del Mantova


Il Pescara è in leggera ripresa, in termini di forma fisica e di gioco, ma ancora non convince. Tuttavia la gara di Mantova è stata equilibrata e nel secondo tempo si è vista una certa grinta.

Il Delfino non ha ancora affiatamento e gioco. Ha un nuovo tecnico, meccanismi da rodare ancora, giocatori appena arrivati ed alcuni giovani inesperti della categoria, seppur promettenti.

Probabilmente ci vorranno altre 2 o 3 partite almeno per vedere il vero Pescara, tenendo anche presente che il mercato chiude dopodomani e sono previsti altri innesti.

Olzer ormai lo riconosci dalla fucilata: ancora una volta il goal del pareggio momentaneo è merito suo, tramite un missile che ha colpito la traversa e poi è entrato con la deviazione del portiere Festa.

Possanzini ha schierato i Virgiliani in maniera molto accorta e i suoi ragazzi sono scesi in campo concentrati.

Il Mantova seppur non accreditato per un campionato di alta classifica ha carattere, una buona organizzazione di gioco, elementi di intelligenza tattica e dai buoni fondamentali, come Wieser, Galuppini, Bonfanti, Radaelli e manco a dirlo, l'esperto attaccante Leonardo Mancuso.

Le Azioni salienti

Dopo 29 minuti di equilibrio e di gioco tutto sommato piacevole, Valzania "rastrella" un pallone basso con il braccio in area. Il rigore è netto e Mancuso trasforma.

Reagisce il Delfino allo scadere del primo tempo con Di Nardo e Corbo che non riescono che riescono quasi a intercettare un lancio insidioso con lo specchio della porta quasi sguarnito.

Al 53' gli spettatori dello stadio Martelli sobbalzano dalla seggiola col già citato bolide di Olzer: 1-1. 

Il Pescara nella seconda frazione gioca abbastanza bene ma soprattutto mostra fiato e determinazione e dopo il goal per oltre venti minuti crea vari grattacapi ai biancobandati.

Tuttavia il team Lombardo mostra forse un po' di concretezza in più e infila Brosco e compagni in velocità: dopo un bello scambio in area Fiori si trova da solo di fronte al portiere e lo supera agilmente.

La vittoria è tutto sommato meritata per il Mantova, anche se il Pescara avrebbe potuto conseguire il pareggio senza troppi patemi d'animo dopo una situazione di equilibrio anche sul piano del gioco e delle occasioni da goal.

Tra due giorni, 1 Settembre alle ore 20:00, il mercato darà indicazioni aggiuntive sia a Possanzini che a Vivarini.

In particolare gli Abruzzesi stanno cercando un centrocampista, una punta e forse un portiere di esperienza da affiancare al talentuoso ventiduenne Desplanches.


mercoledì 27 agosto 2025

Calciomercato Pescara: le ultime


Nella foto: Jacopo Sardo


A Pescara arriva il centrocampista classe 2005 Jacopo Sardo. Tesserato attualmente dal Monza, viene acquisito con una formula particolare: prestito con diritto di riscatto e di controriscatto.

Dotato di buona gamba e discreta tecnica, si fa apprezzare per la sua capacità di inserirsi nelle manovre offensive.

Tuttavia, anche se solo ventenne, non ha le esperienze in campionati professionistici che altri suoi coetanei, per almeno un anno o due, hanno già avuto. Viene infatti dalle giovanili della Lazio e ha giocato pochissimo nella scorsa stagione in Germania, col Saarbrücken, in terza serie. In terra Teutonica ha avuto uno stop di alcuni mesi per un infortunio, dal quale risulta essere guarito.

È un ragazzo chiaramente non del tutto pronto per la serie B su cui il tecnico Vivarini dovrà lavorare. Del resto giovani come Ferraris e Moruzzi sono maturati molto nel giro di pochi mesi l'anno scorso grazie alla sapiente guida di Baldini.

Il Delfino sembra vicino a Giorgio Cittadini, difensore centrale nato nel 2002, che ha avuto qualche esperienza in A, B, Primavera 1 e in Coppa Italia. L'Atalanta  sembrerebbe disposto a farlo maturare in Abruzzo.

Sempre da Bergamo potrebbe giungere il ventitreenne Federico Zuccon, che ha già calcato numerose volte i campi di B e di C.

Per la porta si parla di Luigi Sepe, che ha trascorso quasi tutta la carriera tra serie A e B. L'anno scorso era a Salerno e con i suoi 34 anni sembra un buon profilo da affiancare al promettente Desplanches.

Per il reparto avanzato Lapadula è un obiettivo difficile, visto l'alto ingaggio.

venerdì 22 agosto 2025

Olzer non basta, Il Pescara cede: 1-3 per il Cesena


Nella foto: Giacomo Olzer - Fonte: Pescaracalcio.com


Non bastano la forza fisica e la tonicità di Giacomo Olzer. Il Pescara, sia pur con impegno e professionalità, ha una preparazione ancora "da spiaggia". Ne emerge una prestazione balneare, con i primi trenta minuti a soffrire duramente, per poi venire fuori a mostrare il carattere. 

Tuttavia la costruzione del gioco è carente, il contenimento a centrocampo non funziona, troppo è lo spazio lasciato ai Romagnoli. Inoltre alcune distrazioni sono state decisive.

Mancavano due pallottole di grosso calibro come Valzania e Dagasso in mezzo al campo, tuttavia la rosa è da integrare.

La prima marcatura è del Cesenate Blesa al termine di una combinazione in area (minuto 31). Risponde Olzer con una fucilata dalla distanza, potente e precisa (minuto 35) ma nel secondo tempo Shpendi su un inserimento brucia la difesa servito da Berti (minuto 48).

Completa l'opera di demolizione Bisoli, che su un rinvio sbagliato del portiere Desplanches col pugno, conclude a rete dalla distanza (minuto 63').

Nel finale Olzer si tuffa di testa e va incontro a una bella respinta del portiere avversario Jonathan Klinsmann (figlio del noto attaccante Jürgen). 

Il Cesena ha tanti elementi interessanti, come Shpendi, Blesa e Bastoni.

Nel Delfino, Desplanches ha fatto vedere bei numeri nonostante l'errore nel secondo tempo. Olzer è già pronto e cattivo. Merola non ha il fiato lunghissimo ma già conclude verso la porta in maniera insidiosa.

Da pochi giorni è giunto l'Olandese proveniente dall'Ajax Julian Brandes, un mediano tutto da scoprire.

Di sicuro arriveranno altri elementi dalla sessione di mercato ancora in corso e coi giusti ritocchi e col miglioramento della forma il Pescara dirà la sua nella categoria.

venerdì 15 agosto 2025

500 000 visite dal 2010 ad oggi. Grazie e Buon Ferragosto!

Grazie e tutti voi per il vostro sostegno e per l'interesse. Prima che le statistiche fossero disponibili su questa piattaforma, il blog era già attivo da due anni, quindi potrebbero essere almeno 600 000 le visite complessive. Grazie ancora e Buon Ferragosto!



lunedì 30 giugno 2025

C'è un Pierino in ognuno di noi





Erano film spesso scollacciati, a volte trash, ma il talento comico era indiscutibile. Soprattutto, gli incassi della commedia sexy finanziavano la realizzazione del cinema d'autore, che spesso andava in perdita per via dello scarso pubblico.

Ho preso il giusto tempo di riflessione prima di esprimermi in merito. Tante erano le vicende che riguardavano Alvaro Vitali negli ultimi anni prima della sua dipartita, avvenuta pochi giorni fa.

Sgombriamo il campo da equivoci: io sto con lui, senza se e senza ma. Tante sono le cattiverie piovutegli addosso, durante la sua vita e perfino mentre i pochi amici, i tanti conoscenti e il suo pubblico lo compiangevano.

L'attore Romano, nonostante la sua estrazione popolare, non era una persona banale e non lo era nemmeno la sua vita.

Quello che aveva ottenuto se lo era guadagnato. Se aveva riempito i cinema, se la gente ancora di recente lo riconosceva e lo apprezzava, se non era estraneo nemmeno agli adolescenti odierni, tutto questo non poteva essere frutto del caso.

Da anni sostengo che in passato si è ecceduto in una comicità facile e volgare.


Cionondimeno Alvaro Vitali aveva delle doti indiscutibili: una battuta sempre pronta fuori dal copione anche, una sagacia nell'argomentare, dei tempi comici perfetti e grintosi anche in età avanzata, una mimica elaborata, la capacità di tenere la scena su un palco o su un set senza paure di nessun genere.

Vitali aveva avuto successo perché Fellini lo aveva scoperto e valorizzato, ma soprattutto perché lui si era buttato nell'avventura del cinema, con molta determinazione e con la voglia di dimostrare qualcosa.

Dopo i film di autore con Fellini e Polanski, con Vittorio Gassman(n) e Sophia Loren, produttori e autori vari ne crearono il personaggio comico, mattatore e protagonista. 

Per quasi un decennio gli incassi dei film con Vitali tra i protagonisti furono enormi, poi vi fu di colpo l'oblio. 

Lui cercò di adattarsi alla comicità più moderna, di ritagliarsi dei ruoli ora più seri ora da commediante navigato. Scrisse sceneggiature, si propose, andò a teatro, si reinventò, senza che gli venisse data la visibilità di un tempo, ma non si arrese e non si è arreso mai, fino ai giorni nostri.

L'ultima giornata di un guerriero romantico

Gli anni della maturità sono stati molto duri, fino all'ultimo giorno di vita in cui Alvaro Vitali si è fatto dimettere dall'ospedale nonostante la broncopolmonite. 

Aveva un piano: cercare di recuperare l'amore perduto della sua donna. Le ha scritto dunque una lettera appassionata. Si è fatto venire a prendere con la macchina da quello che ultimamente forse era il suo migliore amico e aiutante. 

Un pranzo al ristorante, una sortita dal barbiere, la pianificazione di un regalo e di una cena romantica.

Poi si è fatto portare a casa. Salendo i gradini, è morto tra le braccia del caro amico Manolo, davanti alla donna amata.


Un uomo dal cuore grande e un giornalismo piccolo piccolo: l'articolo miope e sprezzante del quotidiano Le Monde

Ai tanti leoni da tastiera che lo hanno riempito di cattiverie in questi giorni si aggiunge un articolo ingiusto di Le Monde a firma di Jean-François Rauger. 

Evidentemente in Francia dovrebbero informarsi meglio su quante emozioni ha dato, quanto ha combattuto e quali battaglie ha dovuto sostenere l'uomo che si trasformò nel ragazzino selvaggio che alberga in tutti noi.

 "Personaggio infantile e libidinoso, basso (1,56 metri) e brutto, con il naso borbonico e gli occhi strabici, sistematico bersaglio per gli altri protagonisti dei film in cui appariva",

"mito popolare e banale"

e ancora: "Inizia il regno delle stelline nude, interpretate da Edwige Fenech, Gloria Guida, Nadia Cassini e altre, oggetto delle attenzioni lascive e sbavanti di un erotomane infantile e sistematicamente sfortunato interpretato da Vitali in titoli come 'La maestra dà lezioni private', di Nando Cicero (1975); 'Il poliziotto dei polli', di Michele Massimo Tarantini (1976); 'Il maestro e gli imbecilli', di Mariano Laurenti (1978), ecc"





Proviamo a ribattere a questa cattiveria transalpina: 

1 Essere brutti non è una colpa, anzi diventa quasi una dote quando fai il comico. I lavori in questione saranno anche stati film scollacciati, a volte sciocchini, ma hanno riempito le sale e hanno fatto dimenticare per una sera i tanti guai che l'Italiano comune aveva, facendolo piegare in due dalle risate.

2 Io, come tanti, sono cresciuto con i suoi film di dottoresse e insegnanti, di donne bellissime come Fenech, Cassini, Guida, Rizzoli, Russo, Miti, Bouchet e altre ancora. 

Le sexy commedie  venivano trasmesse a ogni ora del giorno e della notte.

Non mi hanno turbato, non ho iniziato a vivere nelle caverne, non vivo in un mondo erotizzato e caricaturale, so apprezzare alcune sfumature dell'arte colta  quanto di quella popolare, so distinguere tra un film e la vita.

3 A differenza dell'articolo di Le Monde, gli scherzi di Pierino e di Gian Burrasca non erano pregni di cattiveria. Erano fini a sé stessi. Procuravano l'effetto benefico di far ridere i loro compagni e gli spettatori.

Ci trovavamo di fronte alle bizze di un ragazzino che inconsapevolmente si ribellava ad un sistema fatto di costrizioni, di obblighi, di conformismo.

4 Soprattutto, gli incassi di questi prodotti commerciali hanno finanziato i film d'autore che quasi nessuno andava a vedere.

5 Ci vuole maggior rispetto per la morte e per un uomo che ha regalato gioia, che ha sofferto e che ha lottato per il suo riscatto.


Il Leone d'Argento alla carriera e gli ultimi anni

Nel  2018 è giunta la prestigiosa statuetta al Festival di Venezia, segno che le giurie che tengono conto della critica, delle dinamiche della produzione e della storia artistica del nostro cinema sanno guardare al di là della superficie.

Vitali è andato avanti tra una salute che mano a mano veniva meno, rapporti umani e familiari che si sfaldavano e pochi amici. Per contro la gente comune, che ne conosceva solo i film, continuava a volergli bene e a fermarlo per strada, nei ristoranti, nei negozi.

L'ultima zampata da vecchio leone del cinema Italiano l'ha data partecipando a Vita da Carlo, la serie di Carlo Verdone. La puntata in cui vedremo Verdone e Vitali fronteggiarsi, realizzata pochi mesi or sono, sarà purtroppo pubblicata postuma.

Nelle foto: 1 Alvaro Vitali con Michela Miti. 2: in una intervista. 3: Con Adriana Russo sul set di Giggi er bullo. 4: con Michela Miti. 5: in una intervista.

venerdì 20 giugno 2025

Le tv dell'era spaziale

 











Prime due foto: Philips Discoverer. Foto 3: Jvc Videosphere. Foto 4: Jvc Capsule e Jvc Videosphere. Foto 5: Jvc Videosphere. Foto 6: Jvc Capsule. Foto 7: Radio Weltron 2001. Foto 8: sconosciuto. Foto 9: Edison Continental tv (sulla destra).


L'intelligence Usa smentisce Trump sulle armi nucleari. Putin intanto difende il regime degli Ayatollah

Trump  e Nethanyau smentiti dall'Intelligence Americana


La direttrice nazionale dell'Intelligence americana, Tulsi Gabbard, ha affermato  che l'Iran non stava costruendo bombe nucleari e che gli sarebbero stati necessari tre anni per disporne. In questo modo ha suscitato una reazione stizzita del suo stesso Presidente Trump.

https://edition.cnn.com/2025/06/19/politics/intelligence-iran-trump-gabbard-analysis

Viene smontato dunque il casus belli e l'alibi di Israele, che ha iniziato nuovi attacchi con aerei e missili contro obiettivi sensibili per Teheran. Le forze armate Persiane hanno tuttavia risposto in maniera efficace contrattaccando e arrecando danni e perdite umane.


L'appello di Nethanyau




In questa fase di guerra, Nethanyau ha invitato gli Iraniani ad abbattere il loro regime, perché tra i due paesi c'è una antica amicizia che può rinascere e che Israele li può aiutare a liberarsi degli Ayatollah.

https://www.open.online/2025/06/13/iran-israele-netanyahu-messaggio-iraniani-regime-malvagio-video/

Alcune voci dell'opposizione Iraniana hanno avallato questa tesi della democrazia esportata con le bombe. Forniamo come esempio quanto sostenuto dalla giornalista Hana Namdari in trasmissione a Radio Radio. 

https://www.youtube.com/watch?v=iQ-4QtHeTD8 

e dal tenore del "Teatro Alla Scala" di Milano Ramtin Ghazavi

https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2025/06/14/il-tenore-iraniano-della-scala-e-lunica-via-per-cacciare-il-regime_a926a2de-882d-4817-9561-fcb2ff9207f3.html


L'intervento militare Americano ci sarà?

Sebbene Donald Trump abbia ventilato un possibile intervento con soldati e mezzi Usa e supporto di Israele, sembra che Putin nelle ultime ore abbia messo dei chiari paletti: non permetterà che l'Iran venga distrutto e sottoposto al controllo di Washington e Gerusalemme e in casi estremi non esiterebbe a dare supporto militare diretto o indiretto a Teheran


La guerra come mezzo di esportazione della democrazia




Alcune considerazioni sono d'obbligo: auspicare che vengano uccise molte persone a casa propria, dove vivono i propri cari, sposando le tesi di un feroce nemico come Nethanyau, supportato dalle stesse forze colonialiste che hanno sempre cercato di sfruttare le risorse del proprio paese, mi sembra una tesi assurda oltrechè idiota.

Abbiamo visto poi dove ha condotto in molti casi questo ragionamento caro agli americani e non solo: 

in Libia ci si doveva liberare di Gheddafi e adesso c'è una situazione di doppio regime e di tensioni tribali. 

In Iraq si ci liberò di Saddam Hussein per lasciare spazio ad un paese distrutto e diviso, in cui l'estremismo islamico e la esportazione del terrorismo sono diventati la norma.

Potremmo riportare molti altri esempi, come quello dell'Afghanistan, in cui un pezzo di occidente combattè i Talebani, retrogradi ed estremisti, per poi restituirgli le chiavi del paese venti anni dopo come se nulla fosse successo.

Del resto anche Putin all'inizio della guerra in Ucraina ha detto di voler rovesciare il governo esistente. 

Il suo appello al popolo Ucraino  non era tanto diverso da quello di Nethanyau. 

Anche in questo caso tutto si può dire tranne che vi sia stata una sommossa interna, a Kiev e che tale discorso abbia avuto successo.


L'invenzione di un casus belli per attaccare il nemico


Gli Stati Uniti, per rovesciare Saddam, usarono la scusa delle armi chimiche, che non vennero mai trovate e che fu una invenzione per ammissione dello stesso Colin Powell, il Segretario di Stato durante il primo mandato di George W. Bush.

https://www.youtube.com/watch?v=I8w3sgBaFv4

Prima ancora, nella Prima Guerra del Golfo, qualora non bastasse come motivo la invasione del Kuwait, venne coinvolta la figlia dell'ambasciatore Kuwaitiano a Washington e si fece finta che fosse una infermiera di un ospedale pediatrico distrutto:

https://www.youtube.com/watch?v=p_gbLZlRiA0

https://en.wikipedia.org/wiki/Nayirah_testimony

In Libia si ci inventò che i morti venivano seppelliti nella spiaggia, quando si trattava di un normale cimitero.

Potremmo ricordare altri episodi, come l'incidente del Golfo del Tonkino per giustificare l'intervento Usa in Viet Nam.


Conclusioni




Se in un paese come il nostro appare pacifico e acclarato ai più il fatto che a Teheran ci sia un feroce regime teocratico, al tempo stesso sappiamo benissimo che il mondo non è fatto di buoni e cattivi.

La rivoluzione Islamica del 1979 in terra Persiana vi fu come reazione ad un potere statale fortemente influenzato da Inglesi e Americani, le cui lobby volevano controllare le risorse strategiche e imporre i propri valori.

Il regime degli Ayatollah e dei Pasdaran resiste da 46 anni e ha superato prove ben più dure di quella odierna, dalla guerra con l'Iraq a decenni di sanzioni internazionali.

Aspettarsi che il popolo Persiano si faccia convincere da coloro che lo hanno depredato e che gli hanno fatto la guerra in tanti modi è una pia illusione.

L'unica strada percorribile è pavimentata dal dialogo. Essa attraversa un mondo ipotetico ma possibile in cui le potenze medie e grandi non incoraggiano i conflitti per un proprio tornaconto.


Nelle foto: Tulsi Gabbard, Benjamin Nethanyau, Ali Khamenei, Colin Powell e la città di Isfahan.

Durante il suo discorso all'Onu del 5 Febbraio 2003, mostrando una provetta di antrace, Powell denunciò la presenza di armi chimiche in Iraq. Per sua stessa ammissione le informazioni in suo possesso erano infondate e la dotazione militare in questione non venne mai trovata.

giovedì 19 giugno 2025

Baldini va via, ora chi arriva?

Mister Silvio Baldini, in uno scarno comunicato stampa, oggi ha fatto sapere che non continuerà la sua avventura col Pescara, a pochi giorni dalla rocambolesca e sofferta scalata alla serie B.

Ha addotto motivi personali (vicinanza alla famiglia) e ambientali ("non sento che c'è più la stessa magia di inizio campionato").

Di sicuro a Pescara nessuno dimenticherà mai la grandissima bravura del tecnico di Massa, nonchè il risultato importante acquisito con una squadra buona, ma non favorita per la promozione al campionato cadetto.

Non da meno, la città del Vate ne ha apprezzato molto i valori umani, sia pure con qualche scaramuccia verbale. La persona, oltre all'allenatore, sono fuori discussione.

Ora si guarda avanti. Il Pescara è rafforzato a livello societario dai capitali, dalla competenza e dal prestigio di Marco Verratti.

Salvo qualche passo falso, la dirigenza ha dimostrato di saper costruire squadre competitive rimanendo nel budget dato dagli introiti della serie B.

Luca D'Angelo, classe 1971, potrebbe essere un nome adatto. Da Pescarese di nascita, conosce società e tifosi, è molto competente e negli ultimi anni si è messo in mostra.

Roberto Stellone ha ottimi rapporti col presidente Sebastiani e ha fatto ottime cose con la Vis Pesaro di recente.

Su altri nomi preferiamo non sbilanciarci perché fare previsioni in questo campo risulta molto difficile.


Nella foto: Luca D'Angelo.

***

Argomenti: Pescara, calcio, Silvio Baldini, Luca D'Angelo

martedì 17 giugno 2025

Brionvega, una lunga storia Italiana di tecnologia e design

Il marchio Brionvega fu avviato nel 1963 sulle basi di una preesistente azienda a conduzione familiare.

Dai tempi del boom economico fino agli anni '80, l'impresa Meneghina ha prodotto oggetti di design unici, vere e proprie perle di arte applicata, ovvero radio e televisioni, accessibili economicamente alle masse.

Facciamo alcuni esempi: 

il Doney, televisore portatile, nacque nel 1962 dalla fantasia di Marco Zanuso e Richard Sapper,


la radio TS 502 (1964, Zanuso-Sapper) di cui esiste una versione modernizzata,




il televisore Best,





il televisore Algol (1964, Zanuso-Sapper),






Il televisore Led 20,


il Black ST (1969, Zanuso-Sapper),




e il Glass Cube (nell'ultima foto), oltre ad altri non sempre di pari livello estetico. 

Oggi creazioni quasi dimenticate come queste destano stupore  e probabilmente non esiste una produzione di tale livello artistico.