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sabato 13 settembre 2025

Pescara vs Venezia: le probabili formazioni


Nella foto: Filip Stankovic, portiere del Venezia. (Fonte: Veneziafc.it)


Sarà forse la giornata dell'esordio di Frank Tsadjout, punta centrale di grande forza fisica e di sacrificio. Negli allenamenti il classe 1999 nato a Perugia è sembrato già in grande forma.

Formazione di partenza del Pescara (3-4-2-1):

Desplanches, 

Brosco, Corbo e Pellacani;

Valzania, Squizzato, Dagasso e Olivieri;

Olzer e Sgarbi;

Tsadjout.


Venezia:(3-5-1-1)

Stankovic;

Schingtienne, Korac e Franjic;

Hainaut, Doumbia, Duncan, Busio e Bjarkason;

Compagnon;

Adorante.

Pescara-Venezia: Le dichiarazioni dei tecnici Vivarini e Stroppa


Nella foto: Vincenzo Vivarini. Fonte: Empoli F.C.

Vivarini: Il Venezia ha un alto tasso tecnico. Per noi è il momento di far scattare la scintilla. Stroppa: è sempre bello tornare a Pescara, ho ottimi ricordi

Appare tranquillo Vincenzo Vivarini. Il periodo di sosta dovuto alle partite della Nazionale con Estonia e Israele ha consentito al Pescara di recuperare il terreno sul piano della forma fisica e dell'assimilamento delle idee di gioco.

Il tecnico, nato nel 1966 ad Ari (provincia di Chieti, a poch e decine di chilometri da Pescara)  ha avuto così due settimane di tempo per conoscere meglio il gruppo e per cambiare il suo modo di giocare.

"Nel gruppo vi sono elementi di lungo corso, come per esempio Brosco, Pellacani e Cangiano. Il Delfino è abituato a giocare con un 4-3-3 e sta affrontando la transizione al 3-4-2-1, che comporta movimenti molto diversi.

Mister Stroppa tende a far allargare le squadre avversarie per trovare spazi in avanti. Siccome ha elementi di grande spessore tattico ha la possibilità di fare questo. Loro tra l'altro vengono dalla Serie A e hanno una rosa importante.

Occorre molta intensità da parte nostra.

Per quanto riguarda noi, sono contento che il mercato sia finito. Sono appena arrivati due buoni elementi che completano la rosa in difesa (Capellini e Gravillon, ndr) visto che eravamo un po' scoperti in quel reparto.

Per il resto sono contento di poter ora lavorare con un buon gruppo al completo. Dobbiamo essere bravi a far scattare la scintilla, il pubblico capisce che il nostro avvio è stato difficile , visto che Pescara è una città matura dal punto di vista calcistico. Noi della squadra abbiamo la possibilità coi risultati di portare entusiasmo tra i tifosi.

Le vittorie servono molto a portare morale a una squadra giovane che ha bisogno di conferme".



Nella foto: Giovanni Stroppa, tecnico del Venezia

Giovanni Stroppa, che ha allenato il Pescara in serie A quasi ad inizio carriera, si è così espresso:

"Ho ottimi ricordi del Pescara. Fui io a dimettermi, le cose non andavano troppo bene, purtroppo dopo di me andarono peggio. Ho comunque vissuto una buona esperienza, Pescara è una città e un ambiente straordinario per fare calcio. Io venivo dal Sud Tirol in serie C e per me fu una grande opportunità, dopo la quale ho dovuto fare un passo indietro e ricominciare dal basso".

Sul mercato: Sono soddisfatto del mercato, dobbiamo migliorare la condizione e mi aspetto che con la forma fisica si alzi il livello tecnico.

Sulle avversarie candidate alla promozione: 

"In questo campionato equilibrato e difficile, dove tanti giocatori che dovevano andare in A sono rimasti, chiunque può balzare in testa alla classifica. Il problema è restarci, lavorare, diventare forti, avere continuità e resistere fino alla fine".


venerdì 12 settembre 2025

Chi era davvero Charlie Kirk?




Sul profilo facebook di Repubblica campeggia da ieri l' illuminante (si fa per dire) discorso di Massimo Basile.

Ormai come da prassi, quando si spara ad una persona nota che non sia in linea con le idee di sinistra, non si fa una analisi e una condanna delle azioni e del pensiero del criminale che spara. Piuttosto si infanga la vittima.

Su queste pagine online abbiamo analizzato tale fenomeno durante l'attentato a Robert Fico in Slovacchia.

Tuttavia potremmo menzionare le reazioni di giubilo per la morte di Berlusconi, della Thatcher e di Gianluca Buonanno.

Kirk viene definito razzista, omofobo, misogino e tanto altro ancora in questo minuto e mezzo di follia prodotto da Massimo Basile, che aggiunge pure: "Chissà, se si fosse salvato si sarebbe avviato un processo di beatificazione di Charlie Kirk, verso un futuro alla Casa Bianca".



E quindi? Hanno fatto bene ad eliminarlo? Non una parola é stata spesa da Basile in questo intervento contro l'insano gesto.

Non una parola che esprima rispetto per la morte.

Un ragazzo di trentun anni, nel pieno delle forze e delle facoltà mentali, è stato strappato alla vita. Una moglie e due figli piccoli sono rimasti senza di lui.

Numerosi sono anche i commenti sui social di persone piccole piccole che ironizzano o si dicono "indifferenti" con il leitmotiv del: "Visto che rivendicava il diritto a possedere armi, se l'è cercata".

Al di là di qualche provocazione di questo noto opinionista Americano, vi invito a seguire i suoi video, soprattutto se comprendete la lingua Inglese. 

In questi confronti, postati su youtube e sui social, quasi sempre vedi Kirk che contrappone il buonsenso a discorsi sciroccati: 

tra i suoi interlocutori, c'è chi vuole sentirsi un giorno uomo, altro donna, un altro giorno qualcos'altro ancora, al di là della realtà dei fatti;

altri promuovono l'aborto a cuor leggero;

in un altro confronto un ragazzo chiede risarcimenti per gli Afroamericani oggi  per le condizioni di schiavitù in cui tale categoria versava centocinquanta anni fà.

Al di là delle opinioni di ognuno e della condivisibilità delle idee di questo influencer Statunitense, i suoi confronti nei campus universitari erano scambi sempre educati, civili e tutto sommato simpatici e innocui.

Qualcuno gli ha sparato da un tetto e con un colpo solo, da duecento metri, lo ha stroncato.

Un giovane, Tyler Robinson, si sarebbe consegnato alla polizia e avrebbe già confessato.

Attenderemo conferme.

Intanto altri interventi completamente fuori dalla luce della ragione sono stati raccolti dal mainstream, come per esempio quello di Piergiorgio Odifreddi, scienziato ormai diventato opinionista a tutto tondo, che ha scatenato la reazione delle persone in studio:



venerdì 5 settembre 2025

Riflessione di Lorenzo Valloreja su Gaza e sulla situazione politica internazionale.





Ricevo e pubblico una riflessione di Lorenzo Valloreja, esponente politico attivo in vari campi, tra cui l'insegnamento e il giornalismo. 

***


LA VITTORIA MORALE DI HAMAS, L’ALTARE E IL MARE: LUCI DI UMANITÀ NEL BUIO DI GAZA

Così accadde al tempo delle invasioni barbariche; così fu durante l’ultima campagna d’Italia, quando il Papa, a differenza del Duce e del Re, si recò tra le vittime del bombardamento di San Lorenzo. 

Così accade oggi, con la decisione congiunta del Patriarca cattolico di Gerusalemme, Pizzaballa, e di quello ortodosso di Terra Santa, Teofilo, di non abbandonare Gaza; 

e così accadrà domani, in altre situazioni spinose che mostreranno ancora una volta chi è sinceramente vicino al dolore del prossimo e chi lo è soltanto a parole. 

Vere e proprie luci di speranza in un periodo di buio sovraffollato da pazzi e irresponsabili. Accanto a queste figure religiose, ci sono i laici del “Global Sumud Flotilla”, 

che tentano — umanamente e nobilmente — di rompere il blocco navale israeliano al largo di Gaza. 

Un blocco che, da anni ormai, impedisce non solo a Hamas ma anche, e soprattutto, alla popolazione civile della Striscia di ricevere via mare qualsiasi approvvigionamento:

alimentare, sanitario o persino ludico-pedagogico.

Un’azione, quella della “Freedom Flotilla Coalition”, che, se riuscisse, non solo darebbe sollievo agli inermi civili, ma metterebbe anche nel ridicolo tutti gli Stati nazionali che in questi anni non sono stati in grado di compiere nulla di tangibile affinché Israele desistesse dalle proprie politiche (si vedano, a tal riguardo, 

le dichiarazioni agghiaccianti di politici israeliani come Moshe Feiglin, Amit Halevi e Nissim Vaturi). 

Va però precisato: se l’azione dei laici è mossa da puro spirito umanitario, allora è nobile quanto quella dei religiosi e, per quel che mi concerne, va appoggiata senza se e senza ma. 

Se invece fosse realizzata soltanto per motivi ideologici, cioè per il puro gusto di essere — come si dice oggi — “pro-pal” e contro Israele a prescindere, allora mi troverebbe incredibilmente contrariato. 

Perché ciò che rivendico, come intellettuale, in questi periodi di buio, è la possibilità, anzi la necessità, di saper leggere e riconoscere tutte le sfumature. 

Perché, come ricordava il compianto Luciano De Crescenzo, il mondo non è fatto solo di bianco e di nero: nel mezzo c’è il grigio, con tutte le sue gradazioni. 

Capita così che impedire di fatto a due artisti di fama internazionale, tra cui l’israeliana Gal Gadot, di essere presenti alla Biennale del Cinema di Venezia non sia una sanzione atta a colpire chi ha leve a Tel Aviv né a scardinare l’opinione pubblica dei propri sostenitori, ma semplicemente un atto di barbarie o, se vogliamo essere più soft, di cieco tifo da stadio. 

E con la cieca e sterile partigianeria non si può certo andare lontano. Un conto è essere antisionisti, un altro è essere antisemiti. 

D’altronde, se un professore dell’università italiana — non un leone da tastiera, come abbiamo avuto modo di sapere dalla stampa di questi giorni — invita a ritirare l’amicizia su Facebook a tutti gli ebrei, anche quelli “buoni”, che non si dissociano dalle attuali politiche israeliane, poiché, a suo dire, così facendo sarebbero complici di Netanyahu,

significa che la misura della partigianeria nel nostro sistema, con grave colpa dell’attuale esecutivo israeliano, è davvero colma. 

Ma questo non deve indurci a comportarci da trogloditi, per i quali chiunque non la pensi come noi diventa un nemico. 

In altri termini, questo non può essere il tempo delle decisioni irrevocabili: semmai dovrebbe essere quello dei pompieri e dei pontieri, per riportare il mondo, come diceva Battiato, “a quote più normali”. 

Nelle guerre c’è sempre chi vince e chi perde, e una volta tanto mi sento di condividere il “Mentana-pensiero” in toto quando, ospite del direttore Luca Telese, ha detto: 

 «Hamas ha fatto un gioco strategico molto forte. Prima del 7 ottobre della causa palestinese non ne parlava nessuno — oggi in ogni consesso pubblico, culturale, c'è invece un'empatia fortissima verso il popolo palestinese. 

E d'altra parte la reputazione di Israele nel mondo è la peggiore possibile, non c'è Stato più impopolare… una vittoria morale per Hamas… 

Ci sarebbe stato bisogno di tenere conto dell’ondata di antisemitismo che fatalmente si sarebbe sprigionata con un’azione militare dissennata e sanguinosa che siamo costretti a vedere… Se oggi ci fosse un referendum in qualsiasi paese del mondo, prevarrebbe la causa palestinese. Era questo il disegno politico di Hamas... Israele ha risposto e distrutto Gaza ma la “vittoria morale” della guerra è di Hamas.»

Dunque, se Hamas ha vinto ed Israele sta sempre di più perdendo consensi, perché continuare con questa guerra? A chi giova? Chi tra i pro-pal può credere veramente che, in Occidente, chi è per la liberazione degli ostaggi sia contro l’ipotesi dei due Stati in un’unica regione? 

E, allo stesso modo, chi a Tel Aviv può credere che chi sostiene i palestinesi di Gaza sia contro il diritto di Israele a esistere? Ma la domanda delle domande che invito a porre ai lettori è: 

siamo sicuri che contro la Palestina e i palestinesi ci sia solo Israele con i propri alleati, e non anche i tanti decantati Paesi arabi che, quando ne hanno avuto l’occasione, 

non hanno mai favorito la nascita di uno Stato palestinese, ma solo l’espansione territoriale dei propri confini, inglobando terre e popolazioni? 

Quindi, come avrebbe detto Giulio Andreotti a Eugenio Scalfari, «la questione è molto più complessa» di come spesso si dice. 

E la risoluzione della complessità passa esclusivamente attraverso il dialogo e la comprensione delle sfumature, non attraverso la semplificazione e la polarizzazione dei messaggi. 

Questo la Chiesa lo sa, ed è per questo che continua a essere, anche in quest’ultima vicenda, l’unico faro veramente credibile.

Lorenzo Valloreja

lunedì 1 settembre 2025

Finale di mercato con tante novità. Ecco il nuovo Pescara


Nella foto: l'Italiano di origini Camerunensi Tsadjout. Fonte: uscremonese.it


"Niente Lapadula" ma l'organico è completo


Non sono arrivati i Rafia e i Lapadula che i tifosi sognavano.

A dire il vero due grossi calibri come loro avrebbero stravolto la squadra in positivo, proiettandola verso altre ambizioni.

Tuttavia desta curiosità una campagna acquisti/cessioni oculata, molto ragionata, fatta senza fretta e con un occhio a non sforare il budget.  Nelle ultime ore di mercato due sono stati gli obiettivi:

trovare gli uomini giusti per i ruoli rimasti scoperti e alzare la qualità dell'organico. Come al solito Sebastiani e Foggia hanno puntato non sui "grossi nomi" ma su elementi funzionali e in grado di migliorarsi ancora.

Com'è la squadra e che ruolo può svolgere in serie B? Possiamo puntare play off o dobbiamo sperare solo di salvarci?

Su queste pagine online non ci sbilanceremo e il motivo è molto semplice: durante la gestione quasi ventennale ormai di questa dirigenza, ci siamo abituati a tanti nuovi illustri sconosciuti che poi hanno reso oltre le aspettative.

L'anno scorso una squadra apparentemente anonima ci ha stupiti prima con un avvio di stagione e un girone di andata folgoranti, poi con una fase di ridimensionamento e infine ancora con un risorgimento inaspettato che è culminato con la conquista della serie B.

Nella prima fase del mercato abbiamo notato giovani promettenti come il portiere Desplanches, il jolly Oliveri e il trequartista Olzer.

Oggi sono giunti Corazza per la difesa, Caligara per il centrocampo, mentre l'attacco è stato irrobustito dalla acquisizione di 
Okwonkwo e Tsadjout.

Tra le partenze, invece, Ferraris è andato alla Salernitana e Tunjov ha rescisso il contratto.

Non se n'è fatto nulla invece per Sardo, per il quale il Delfino ha avuto un ripensamento al momento della firma, in quanto, forse anche su indicazione del tecnico Vivarini, si è virato sul già citato Caligara che ha più esperienza. 

Ha infatti alle spalle oltre 150 partite tra i professionisti, quasi tutte in serie B, con qualche sporadica apparizione in C e nella massima serie.

Il Direttore Sportivo Foggia ha rivelato che da domani cercherà tra gli svincolati un altro difensore.

Alla luce di questo finale di mercato pieno di suggestioni, il Pescara sembra ora più completo, più dotato fisicamente e i profili scelti hanno in generale un minimo di esperienza.

I tifosi, dopo le prime due partite perse, chiedevano rinforzi. La difesa ha balbettato un po' e il centrocampo a tratti non ha fatto filtro a dovere. Ora però si può dire quantomeno che i ruoli siano coperti.

Ora bisogna dare due o tre settimane di tempo a Vivarini per lavorare con calma ed assemblare un gruppo costruito con un po' di ritardo.

La mia reazione al nuovo allestimento è di grande curiosità. Secondo me il Pescara col passare delle partite migliorerà e vedremo giocate interessanti.

Tutti avremmo voluto i vari Lapadula, Coda e Rafia che i dirigenti avevano inseguito ma che si sono rivelati fuori portata. Tuttavia non è detto che con i ragazzi a disposizione non si possa vedere un gioco divertente e risultati apprezzabili.

Settembre è giunto, le suggestioni e il caldo gradualmente ci lasciano. Da adesso in poi parlerà il campo.

***

Argomenti: mercato, Pescara, serie B, Sebastiani, Foggia, Tsadjout, Okwonkwo

sabato 30 agosto 2025

Mantova -Pescara 2-1: Fiori beffa il Pescara nel finale di una gara equilibrata


Nella foto: Antonio Fiori, ala sinistra del Mantova


Il Pescara è in leggera ripresa, in termini di forma fisica e di gioco, ma ancora non convince. Tuttavia la gara di Mantova è stata equilibrata e nel secondo tempo si è vista una certa grinta.

Il Delfino non ha ancora affiatamento e gioco. Ha un nuovo tecnico, meccanismi da rodare ancora, giocatori appena arrivati ed alcuni giovani inesperti della categoria, seppur promettenti.

Probabilmente ci vorranno altre 2 o 3 partite almeno per vedere il vero Pescara, tenendo anche presente che il mercato chiude dopodomani e sono previsti altri innesti.

Olzer ormai lo riconosci dalla fucilata: ancora una volta il goal del pareggio momentaneo è merito suo, tramite un missile che ha colpito la traversa e poi è entrato con la deviazione del portiere Festa.

Possanzini ha schierato i Virgiliani in maniera molto accorta e i suoi ragazzi sono scesi in campo concentrati.

Il Mantova seppur non accreditato per un campionato di alta classifica ha carattere, una buona organizzazione di gioco, elementi di intelligenza tattica e dai buoni fondamentali, come Wieser, Galuppini, Bonfanti, Radaelli e manco a dirlo, l'esperto attaccante Leonardo Mancuso.

Le Azioni salienti

Dopo 29 minuti di equilibrio e di gioco tutto sommato piacevole, Valzania "rastrella" un pallone basso con il braccio in area. Il rigore è netto e Mancuso trasforma.

Reagisce il Delfino allo scadere del primo tempo con Di Nardo e Corbo che non riescono che riescono quasi a intercettare un lancio insidioso con lo specchio della porta quasi sguarnito.

Al 53' gli spettatori dello stadio Martelli sobbalzano dalla seggiola col già citato bolide di Olzer: 1-1. 

Il Pescara nella seconda frazione gioca abbastanza bene ma soprattutto mostra fiato e determinazione e dopo il goal per oltre venti minuti crea vari grattacapi ai biancobandati.

Tuttavia il team Lombardo mostra forse un po' di concretezza in più e infila Brosco e compagni in velocità: dopo un bello scambio in area Fiori si trova da solo di fronte al portiere e lo supera agilmente.

La vittoria è tutto sommato meritata per il Mantova, anche se il Pescara avrebbe potuto conseguire il pareggio senza troppi patemi d'animo dopo una situazione di equilibrio anche sul piano del gioco e delle occasioni da goal.

Tra due giorni, 1 Settembre alle ore 20:00, il mercato darà indicazioni aggiuntive sia a Possanzini che a Vivarini.

In particolare gli Abruzzesi stanno cercando un centrocampista, una punta e forse un portiere di esperienza da affiancare al talentuoso ventiduenne Desplanches.


mercoledì 27 agosto 2025

Calciomercato Pescara: le ultime


Nella foto: Jacopo Sardo


A Pescara arriva il centrocampista classe 2005 Jacopo Sardo. Tesserato attualmente dal Monza, viene acquisito con una formula particolare: prestito con diritto di riscatto e di controriscatto.

Dotato di buona gamba e discreta tecnica, si fa apprezzare per la sua capacità di inserirsi nelle manovre offensive.

Tuttavia, anche se solo ventenne, non ha le esperienze in campionati professionistici che altri suoi coetanei, per almeno un anno o due, hanno già avuto. Viene infatti dalle giovanili della Lazio e ha giocato pochissimo nella scorsa stagione in Germania, col Saarbrücken, in terza serie. In terra Teutonica ha avuto uno stop di alcuni mesi per un infortunio, dal quale risulta essere guarito.

È un ragazzo chiaramente non del tutto pronto per la serie B su cui il tecnico Vivarini dovrà lavorare. Del resto giovani come Ferraris e Moruzzi sono maturati molto nel giro di pochi mesi l'anno scorso grazie alla sapiente guida di Baldini.

Il Delfino sembra vicino a Giorgio Cittadini, difensore centrale nato nel 2002, che ha avuto qualche esperienza in A, B, Primavera 1 e in Coppa Italia. L'Atalanta  sembrerebbe disposto a farlo maturare in Abruzzo.

Sempre da Bergamo potrebbe giungere il ventitreenne Federico Zuccon, che ha già calcato numerose volte i campi di B e di C.

Per la porta si parla di Luigi Sepe, che ha trascorso quasi tutta la carriera tra serie A e B. L'anno scorso era a Salerno e con i suoi 34 anni sembra un buon profilo da affiancare al promettente Desplanches.

Per il reparto avanzato Lapadula è un obiettivo difficile, visto l'alto ingaggio.

venerdì 22 agosto 2025

Olzer non basta, Il Pescara cede: 1-3 per il Cesena


Nella foto: Giacomo Olzer - Fonte: Pescaracalcio.com


Non bastano la forza fisica e la tonicità di Giacomo Olzer. Il Pescara, sia pur con impegno e professionalità, ha una preparazione ancora "da spiaggia". Ne emerge una prestazione balneare, con i primi trenta minuti a soffrire duramente, per poi venire fuori a mostrare il carattere. 

Tuttavia la costruzione del gioco è carente, il contenimento a centrocampo non funziona, troppo è lo spazio lasciato ai Romagnoli. Inoltre alcune distrazioni sono state decisive.

Mancavano due pallottole di grosso calibro come Valzania e Dagasso in mezzo al campo, tuttavia la rosa è da integrare.

La prima marcatura è del Cesenate Blesa al termine di una combinazione in area (minuto 31). Risponde Olzer con una fucilata dalla distanza, potente e precisa (minuto 35) ma nel secondo tempo Shpendi su un inserimento brucia la difesa servito da Berti (minuto 48).

Completa l'opera di demolizione Bisoli, che su un rinvio sbagliato del portiere Desplanches col pugno, conclude a rete dalla distanza (minuto 63').

Nel finale Olzer si tuffa di testa e va incontro a una bella respinta del portiere avversario Jonathan Klinsmann (figlio del noto attaccante Jürgen). 

Il Cesena ha tanti elementi interessanti, come Shpendi, Blesa e Bastoni.

Nel Delfino, Desplanches ha fatto vedere bei numeri nonostante l'errore nel secondo tempo. Olzer è già pronto e cattivo. Merola non ha il fiato lunghissimo ma già conclude verso la porta in maniera insidiosa.

Da pochi giorni è giunto l'Olandese proveniente dall'Ajax Julian Brandes, un mediano tutto da scoprire.

Di sicuro arriveranno altri elementi dalla sessione di mercato ancora in corso e coi giusti ritocchi e col miglioramento della forma il Pescara dirà la sua nella categoria.

venerdì 15 agosto 2025

500 000 visite dal 2010 ad oggi. Grazie e Buon Ferragosto!

Grazie e tutti voi per il vostro sostegno e per l'interesse. Prima che le statistiche fossero disponibili su questa piattaforma, il blog era già attivo da due anni, quindi potrebbero essere almeno 600 000 le visite complessive. Grazie ancora e Buon Ferragosto!